Si tratta di pochi appunti, quindi brevi, ma decisamente incisivi. Chiunque voglia meditare, sia principiante che esperto, un semplice curioso come un intraprendente ricercatore spirituale, non può non tenerne conto. Per quanto mi riguarda, pur avendo esperito – a volte per pura curiosità – svariate pratiche – li considero una sorta di sintesi di uno degli approcci meditativi più salienti. Con tutto ciò non intendo esaltarne l’autore, non ne avrebbe comunque bisogno, ma rendergli il giusto merito.
«La meditazione è un semplice processo
Di osservazione della propria mente.
Senza combattere con la mente
E senza cercare di controllarla.
Resti lì, presente, come un testimone che non sceglie.
Prendi nota di tutto ciò che passa
Senza alcun pregiudizio a favore o contro.
Non attribuire nomi
Non dire: questo non dovrebbe venire nella mia mente
Questo è un pensiero brutto e
Questo è un pensiero bello e virtuoso.
Non devi giudicare
Devi rimanere senza giudizi
Perché nel momento in cui giudichi, perdi la meditazione.
Diventi identificato.
Diventi un amico o diventi un nemico.
Crei delle relazioni.
Meditazione vuol dire
Non avere alcuna relazione con il tuo processo di pensiero
Rimanere del tutto scollegato, calmo, distaccato
Osservando tutto ciò che passa.
E allora accade il miracolo:
A poco a poco diventi consapevole del fatto
Che passano sempre meno pensieri.
Più sei consapevole e meno pensieri passano
Meno sei consapevole e più pensieri passano.
Il traffico dipende dalla tua consapevolezza.
Quando la consapevolezza è perfetta
Anche se solo per un istante, tutti i pensieri si fermano.
Subito, d’improvviso, si fermano.
E la strada è vuota, non c’è traffico.
Quel momento è meditazione.
Piano piano questi momenti diventano sempre più numerosi
Questi spazi vuoti si ripresentano
E rimangono più a lungo.
E diventi capace di muoverti con facilità
In quegli spazi vuoti, senza alcuno sforzo.
Allora tutte le volte che vuoi puoi entrare
In quegli spazi vuoti senza alcuno sforzo.
Ti ringiovaniscono, ti danno nuova freschezza
E ti fanno diventare consapevole di chi sei.
Quando sei libero dalla mente, sei libero
Da tutte le idee riguardo a te stesso.
Adesso puoi vedere chi sei senza alcun pregiudizio.
E conoscere te stesso
Vuol dire conoscere tutto ciò che vale la pena di conoscere.
E non avere conoscenza di se stessi vuol dire non avere nulla.
Un individuo può sapere tutto
Ma se non conosce se stesso
È assolutamente ignorante
È solo un’Enciclopedia Britannica ambulante.
Libertà senza consapevolezza è un’idea vuota.
Non contiene nulla.
Non si può essere veramente liberi senza essere consapevoli
Perché l’inconscio continua a dominarti
L’inconscio è quello che tira i fili.
Puoi pensare, puoi credere di essere libero
Ma non lo sei, sei solo una vittima
Di forze naturali, di forze cieche.
[…]
Questo dev’essere il compito di ogni ricercatore:
Creare sempre più consapevolezza.
Allora la libertà accade da sola.
La libertà è la fragranza del fiore della consapevolezza.»
[ Osho: Eighty Four Thousand Poems, #5 ]
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– it.wikipedia.org/wiki/Osho
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