Ti sei mai chiesto se la vera essenza della meditazione possa trovarsi oltre le parole, in un silenzio che dimora al centro del frastuono mentale? Questo scritto non intende insegnare alcunché, né magnificare facili realizzazioni, ma sussurrare, quasi in punta di piedi, l’invito a deporre l’incessante cicalio della mente. È un volo pindarico che sfiora la superficie delle apparenze, suggerendo che l’autentico risveglio non sia una meta da raggiungere, ma la semplice, disarmante visione di ciò che è, qui e ora, al di là di ogni verso poetico.
L’idea di scrivere poesie – sulla spiritualità, sulla meditazione, per meditare, nel senso di facilitare questa nobile, incontrovertibile arte – potrebbe apparire relativamente bizzarra. Se poi mi accingo a magnificare il cosiddetto “risveglio”, la situazione si complica. Ma in realtà non intendo illustrare nulla a nessuno. Figuriamoci, non ne sarei affatto all’altezza. Semmai tento di seminare – sperando sempre di passare inosservato – un po’ di silenzio. Beh, ora lo sai …
Risveglio
Nessun verso,
nessuna poesia,
solo chiacchiere,
ciance su ciance
che si susseguono all’infinito.
Non v’è più nulla,
strofe, rime, pensieri,
nulla che possa rallentare
l’irrefrenabile cicalio della mente.
Le nubi si susseguono senza sosta
alternate a squarci di sorprendente sereno.
Mediti? In realtà rivaleggi con le tue stesse idee!
Non t’avvedi che rincorri solo sogni?
Smetti d’inseguire le ombre.
Risveglio non è realizzazione,
ma riuscire a vedere ciò che è!
Per qualche tempo
rincorrerai soprattutto apparenze,
finché non mollerai anche quelle
per rimaner con l’unico bene
che in realtà già possiedi,
te stesso.
Epilogo
Così, mentre l’eco delle parole si dissolve, rimane l’invito, non a cercare risposte altrove, ma a dimorare nell’unica, vera ricchezza che già ci appartiene. Non v’è nulla da aggiungere o da togliere a questa nuda, perfetta presenza. Abbandona la caccia alle ombre e riposa nell’evidenza di te stesso, il solo bene inalienabile che il fluire dell’esistenza non potrà mai sottrarti.
