Come un gioco

Nessuno può morire; nessuno può essere disprezzato per sempre. La vita non è che un parco giochi, per quanto duro possa essere il gioco. Tuttavia per quanti colpi si possano prendere e per quanto abbattuti si possa essere, la nostra vera natura non viene mai colpita. Noi siamo quell’infinito. (Vivekananda)

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Il randello dell’esistenza

Le calamità fisiche, atroci scherzi del caso che si fa beffe della più frequente tra le pie, innocenti illusioni, ossia il desiderio di crescere, sono il randello dell’esistenza per risvegliarci dal torpore di credere senza esperire. Dio è tutto all’infuori di ciò che si pensa.

– Quand’é che comincerò a svegliarmi?
– Il giorno in cui smetterai di credere:

1) che la vita abbia un light-motiv estrinseco. La vita è il risultato di un destino (una sorta di combinazione) che va dal caso alla necessità;
2) che esista un nume tutelare e soccorritore all’infuori del principio di saggezza che tu stesso puoi veicolare;

Le ho provate tutte. Per anni e anni mi sono barcamenato tra le sponde dell’impossibile. Ho tentato di mettere in pratica i metodi “diretti” più assurdi. Per rilassarmi, per concentrarmi, per meditare. Ma nulla, alcuna energia positiva, nessuna essenza, nulla di permanente. Nonostante ciò, in fondo al cuore, nutrivo sempre la segreta speranza di percepire l’inconoscibile. Di tanto in tanto ne avevo avuto barlumi. Sprazzi d’indescrivibile luce, flash d’orizzonte. Una volta, mentre mi trovavo all’ombra di un grande albero, nei pressi di una fontana pubblica, in piedi sul ciglio di una strada, quasi immerso nel fogliame d’una fitta, ma nel contempo ariosa vegetazione primaverile, ne scorsi il sostrato. Il perenne m’investì senza sfiorarmi e l’ambiente si trasmutò in un fantasmagorico brillio di pace, chiarezza, bellezza, gioiosità. Ne ho reso l’idea? 
 

Corri

Corri sul filo dell’energia. Che tu ci creda o no, la guarigione è implicita (metafora) a questi stessi versi. Cos’è, vaneggio? No, infatti non ti chiedo nulla, tanto meno di rileggerli. Se riesci a cogliere questo stesso istante, bene. Altrimenti ti offriremo senz’altro (espressione figurata) molte altre opportunità. Il mio è solo un tentativo d’aiuto per immergerti, qui e ora, senza sforzo, nell’istante presente, nell’adesso, per cogliere l’attimo senza tempo che in men che non si dica ti permette di raggiungere l’apice della coscienza. Il luogo della conoscenza. Laddove risiede la porta delle stelle, che ti consente di ricevere l’incommensurabile voce dell’infinito. E’ un bisbiglio del tutto silente. Un farfuglio che dice tutto, ma senza dire. Sicché ti risollevi. Finalmente al di qua delle nubi pensiero …

Caro amico, all’esterno potrai essere sofferente, se non bisognoso d’aiuto e d’affetto, ma dentro di te sei già un re. L’alchimia del risveglio spirituale, la guarigione, consiste nel realizzare che il mondo è uno. Il mendicante e l’imperatore sono la stessa persona … La cultura dominante concorre a farti credere di essere un suddito, una pecora del gregge. Per ottenerlo ti suggestiona di essere già libero. Quindi, per raggiungere il massimo del condizionamento, t’impaurisce o terrorizza metodicamente.

La meditazione favorisce innanzitutto la “forza risanatrice” della natura. Mentre le tensioni prolungate estenuano il fisico e la paura costante atrofizza la coscienza, l’organismo rilassato reagisce rapidamente ….
Sii cauto riguardo le informazioni tossiche veicolate dai virus telematici. Sono altrettanto perniciosi dei loro confratelli fisici. 
 

Epilogo

Constato, con dispiacere, che i canoni della scrittura sono sempre gli stessi. Ma ci vogliamo render conto, amici, che i criteri di lettura sono cambiati? Ascolta il volo delle rondini! Ne percepisci il fruscio?

Slow life. Vivere la propria vita con lentezza senza lasciarsi coinvolgere dai ritmi dell’impossibile. Ne saremmo capaci? Dovremmo, innanzitutto, immergerci nel continuum del flusso temporale con attenzione e presenza di spirito. Dovremmo espanderci in modo consapevole e creativo senza lasciarci limitare – e qui le dolenti note – dalla consuetudine. Liberi dal conosciuto, alla ricerca dell’innominabile. Ovviamente non si tratta di trasgredire alcunché, altrimenti ricadremmo nel cliché dei contestatori di sempre. Bensì di reagire in modo innovativo e originale per coinvolgere le menti in un gioco delle parti senza sbocco che trascini quasi spontaneamente dal caos verso la quiete, la calma. Verso il silenzio che sorge persino nella piazza del mercato. La vera rivoluzione consiste nell’interpretare la vita come un gioco.

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