Solo la meditazione può svelare il vero volto del nostro paesaggio interiore, offrendo un’indagine profonda oltre le superficiali correnti emotive che paiono guidare il cammino esistenziale. Spesso rincorriamo miraggi, promesse effimere di terre promesse o panacee che, puntualmente, si dissolvono lasciando spazio al disappunto. Ma quando le rigide strutture della logica si sgretolano, l’essenza immutabile si manifesta, suggerendo l’unica direzione autentica: un’immersione totale nell’azione, senza esitazioni o distinzioni.
Lo screening come analisi a campione, un controllo della propria interiorità per tentare di verificare quali siano le pulsioni più profonde che stanno tracciando la nostra rotta. Durante l’imprevedibile cammino si affacciano le ipotesi più assurde. Promesse di fantastici eldorado, sorprendenti elisir di lunga vita che segnano la via disseminandola in abbondanza d’intense albe incantate che poi, in realtà, deludono regolarmente. Tuttavia, mentre gli obelischi della ragione si corrodono sino a sparire, l’inalterabile si commuove e rivela il primo passo per poterlo accostare.
Screening
Alla ricerca
dell’arca perduta,
dell’antico insegnamento
del segreto risolutivo;
per conquistare
dolcezza infinita,
felicità sorprendente,
incommensurabile gioia;
e rifuggire
da tutto ciò ch’è delusione,
inconcludente rammarico,
vera e propria sconfitta.
V’è forse un nucleo
che esige attenzione assoluta?
Nient’affatto!
V’è solo l’agire, un immergersi
senza distinguo né remore.
Epilogo
In definitiva, al di là di ogni aspettativa di facili scoperte o di segreti risolutivi, il percorso si snoda nell’atto puro dell’esistere. Non vi è alcun centro occulto da svelare, nessuna formula magica da apprendere, ma solo un invito pressante ad abitare pienamente l’attimo, a vivere l’esperienza senza filtri, nella sua interezza disarmante. L’unica vera quiete risiede in questo incondizionato fluire.
