La meditazione autentica si manifesta come un’epifania inattesa, simile al soffio dell’ispirazione artistica che non tollera catene o imposizioni della volontà. Piuttosto che un traguardo da espugnare con la forza è una risonanza sottile, un approdo di pura grazia che ci invita a deporre le armi dell’intelletto per lasciarci pervadere da una luminosità diffusa, libera di espandersi e offrirsi al mondo come un dono ineffabile.
La meditazione è come la poesia, dipende dal soffio dello spirito. Ciascuno si predispone a riceverla, ma non può pensare di conquistarla. Anzi, se tenti d’irretire, d’inviluppare e infine zittire il pensiero, ridurlo al silenzio artificiosamente, otterrai l’esatto contrario di tutto ciò cui aspiravi. Se ti attendevi calma otterrai inquietudine, se prevedevi distacco ti ritroverai invischiato in mille e poi mille coinvolgimenti, se credevi di raggiungere il nirvana emotivo rileverai solo ansia. La meditazione è come la poesia, propaga luce implicita. Infine, la meditazione è come la poesia perché si può solo offrire.
Se …
Se la poesia
ti piove addosso
non puoi che tradurla
con semplici versi.
Se la luce del sole
t’irraggia la pelle
non puoi che gioire
della grazia profusa.
Se ti accade l’unione
e ti senti ricolmo
non puoi che donarla
a chiunque l’accolga.
Epilogo
Possa il tuo cuore farsi calice colmo, dove il silenzio non è assenza ma presenza viva e vibrante. Non trattenere per te questo bagliore: permetti all’essenza di fluire oltre i confini dell’io, divenendo un raggio di compassione che, senza chiedere nulla in cambio, illumina il cammino altrui persistendo, semplicemente, nella sua pienezza.
