La meditazione autentica richiede ben altro che chiudere gli occhi e lasciarsi andare: senza disciplina interiore, senza padronanza di pensieri ed emozioni, si rischia di smarrirsi in territori oscuri dell’anima dove dimorano forze caotiche e ostili. Prima di accedere alle dimensioni più elevate dello spirito, occorre fare pulizia nel proprio mondo interiore, altrimenti ciò che dovrebbe essere pratica luminosa e benefica si trasforma in pericolosa deriva psichica, popolata di fantasmi e illusioni che nulla hanno a che vedere con la vera contemplazione.
“Si può penetrare nel mondo spirituale attraverso varie vie, e la meditazione è una di queste. Meditare presuppone però una preparazione; chi si predispone a meditare senza aver acquisito una certa disciplina interiore, vale a dire il controllo dei pensieri, dei sentimenti e dei desideri, comincia a vagare nelle regioni inferiori del piano astrale.
Là, smuove al suo passaggio strati oscuri di vario genere, popolati da entità spesso ostili agli esseri umani, e ciò che egli allora vive si chiama delirio, fantasmagoria, e non meditazione. Prima di praticare la meditazione, bisogna quindi cominciare col mettere ordine nel proprio essere psichico, altrimenti, persino questo esercizio talmente utile e salutare può diventare molto pericoloso.”
(Omraam Mikhael Aivanhov)
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– Prosveta pubblica le opere d’Aivanhov

Tutto vero ciò che scrivete per meditare veramente implica una conoscenza introspettiva che si matura con anni di pratica introspettiva