Accade talvolta che si confonda l’amore con un bisogno da colmare, una sorta di dipendenza mascherata da affetto, quando in realtà ciò che viene definito amore è spesso solo l’eco di una mancanza interiore. La meditazione, in questa prospettiva, non è un lusso né una tecnica da apprendere per migliorare qualcosa, bensì un cammino di ritorno alla pienezza originaria, quella condizione in cui l’animo, pacificato e silente, non mendica ma trabocca. Quando si dimora nella quiete della propria essenza, senza richieste, senza aspettative, la presenza dell’altro non è più necessaria per colmare un vuoto, ma può essere accolta con leggerezza, senza vincoli, senza paure. Il vero amore nasce quando si è liberi dentro: non si stringe, non si impone, non teme di perdere, perché non ha bisogno di trattenere. L’esperienza meditativa – in quanto invito alla consapevolezza – apre il varco a una forma d’amore che non pretende, ma semplicemente irradia, come un raggio di sole che non chiede nulla in cambio. Un amore simile non può che essere il riflesso di una gioia profonda, che non ha nome né destinatario preciso, ma si offre a chiunque vi sia disposto ad accoglierla.
“La sorgente dell’amore è la meditazione. Quando sei assolutamente felice nella tua solitudine, quando non hai affatto bisogno dell’altro, quando l’altro non è una necessità, allora diventi capace di amare. Se invece l’altro è per te un bisogno, puoi solo sfruttarlo, manipolarlo, dominarlo, ma non puoi amarlo. Poiché sei dipendente dall’altro, in te nasce la possessività, che scaturisce dalla paura del futuro, e tu crei una recinzione attorno alla persona che pensi di amare. Ma l’amore non può creare una prigione, il vero amore è portatore di libertà, dà libertà. L’amore è assenza di possessività, diventa possibile solo se hai conosciuto una qualità del tutto diversa dell’amore: la condivisione con l’altro e non la necessità dell’altro. L’amore è la condivisione di una gioia straripante. Sei ricolmo di un eccesso di gioia, al punto da non riuscire a contenerla: devi condividerla! in questo caso nel tuo amore c’è poesia, c’è una bellezza preziosa che non appartiene a questo mondo: è qualcosa che proviene dall’aldilà.
Dovete imparare l’arte di amare, ossia rimuovere tutto ciò che vi impedisce di amare, perché l’amore è un flusso all’interno del tuo essere, un flusso ostruito da molte rocce e strati di terra, che tu devi rimuovere. Nel momento in cui sei centrato nel tuo essere, sei radicato nel tuo essere, diventi ricolmo di grazia, come se il divino fosse penetrato in te. Sei vuoto e il divino comincia a discendere in te, può penetrarti solo quando non ci sei: la tua assenza diventa la sua presenza.”
(Da: Osho – La Divina melodia dell’essere)
– Osho (amazon)
– Osho (macrolibrarsi)
– Osho.com
– Osho Rajneesh – Wikipedia
– Oshoba.it
– Aforismi di Osho (1931-1990) | Meditare.it (Meditazione nel Web)
Conclusione
In un mondo dove il sentimento è spesso confuso con il possesso, fermarsi a contemplare il silenzio può sembrare un atto marginale. Eppure, proprio lì, nel vuoto colmo di senso della meditazione, si cela il segreto di un amore che non cerca, non stringe, non vincola. Solo chi ha imparato a bastare a se stesso può offrire senza misura. Lascia allora che il silenzio interiore sgorghi libero, affinché ciò che chiami amore non sia più un bisogno, ma un dono silenzioso che profuma d’eternità.
