In certi legami, più che in altri, si ha l’impressione di vivere costantemente sul filo del rasoio, sospesi tra l’illusione di essere amati e l’inquietudine che qualcosa, da un momento all’altro, possa andare storto. La mente si affanna a cercare spiegazioni, giustificazioni, errori propri da correggere. Ma spesso, in contesti segnati da relazioni sbilanciate e manipolative, non si tratta di colpe da espiare, bensì di meccanismi da smascherare. Meditazione e presenza mentale possono rivelarsi strumenti preziosi per interrompere il vortice del senso di colpa e recuperare un orientamento interiore più saldo. Guardarsi dentro, con onestà ma senza giudizio, permette di fare chiarezza: quando si è stati trascinati nel gioco ambiguo del narcisismo, la vera liberazione non avviene tentando di cambiare l’altro, ma nel risvegliare la propria lucidità.
ACCETTARE DI NON ESSERE COLPEVOLI (RAMANI DURVASULA)
«Non è sempre facile capire quando si ha a che fare con un narcisista.
E anche quando ne siamo consapevoli è difficile andarsene perché il narcisista, per natura, ha l’istinto di stringerci come in una coperta troppo pesante, che qualche volta può tenere caldo ma finisce per soffocare.
Un giorno ti attrae con la sua sicurezza e il suo carisma, quello dopo ti lusinga e ti coccola, per poi, improvvisamente, distruggere la tua autostima con comportamenti manipolatori che invalidano le tue emozioni e le tue necessità, lasciandoti inerme a porti una domanda che di per sé rivela il meccanismo tossico di cui sei vittima: cosa avrei potuto fare di diverso per non farlo arrabbiare?
La risposta è semplice ma difficile da accettare a pieno: assolutamente nulla.
Per guarire dall’abuso psicologico (e non solo) a cui si è costretti da un narcisista e proteggersi da danni futuri, infatti, bisogna innanzitutto accettare di non essere colpevoli.»
[ Da: Ramani Durvasula – Non è colpa tua! Riconoscere e proteggersi dai narcisisti ]
Conclusione
Non serve cercare risposte nelle pieghe di un comportamento altrui che cambia come il vento. Non serve ripetersi che si sarebbe potuto fare di più. Talvolta il coraggio sta nel fermarsi e dire basta: non perché si è deboli, ma perché si è compreso che la forza autentica consiste nel non accettare più di essere schiacciati. La meditazione, silenziosa compagna dei momenti più duri, suggerisce proprio questo: lasciare andare ciò che non ci appartiene e smettere di portarne il peso. Anche questo è un modo per tornare a respirare.
