Esiste una pratica antica che va oltre la semplice meditazione, un’arte sottile capace di fondere i confini tra corpo e mente: la contemplazione. Non si tratta di svuotare il pensiero, ma di risvegliare una qualità di presenza così intensa da modificare la nostra stessa percezione della realtà. Secondo gli insegnamenti tramandati dagli stregoni, quando impariamo a dirigere l’intento – quella forza invisibile che ordina e dà potere a ogni cosa – iniziamo a sperimentare il mondo in modo radicalmente diverso. Il corpo, purificato dalla pratica costante, diventa leggero come una piuma, pronto a vibrare all’unisono con la mente. In questo stato di unità, il sogno e la veglia si avvicinano, lo spazio e il tempo perdono la loro rigidità, e ogni azione si carica di un potere che trascende l’ordinario. La contemplazione non è fuga dalla realtà, ma un modo per abitarla con pienezza, scoprendo che ciò che chiamiamo “magia” potrebbe essere semplicemente un altro livello di presenza.
“Stai focalizzando l’energia dell’intento, che è astrazione pura, e ti stai spostando dal livello fisico verso il regno della pura energia.”
“Spiegò che l’intento è la forza che tiene insieme le cose, dà loro ordine e potere.
La contemplazione risveglia la consapevolezza sottostante, che collega il nostro corpo direttamente all’intento.
L’intento è la forza che ci permette di percepire, ed è proprio questa forza ferma e inflessibile che distingue gli atti di potere dagli atti superficiali e arbitrari della vita quotidiana.
“Praticando la contemplazione, il corpo fisico si trasforma gradualmente per adattarsi ai contenuti dell’attività mentale. Alla fine il corpo diventa così leggero da trasformarsi in pura energia.
Quando ciò accade, si sogna con la totalità di se stessi. A quel punto, l’unica cosa da fare è intendere qualcosa e il corpo lo percepirà.
Questo accade perché ci si è collegati all’intento e si sta sognando se stessi usando il potere della creazione.
Le tecniche di contemplazione sono state progettate dagli antichi stregoni per arrivare a questa sottile manipolazione della percezione.” Zuleica prese la piuma e la lasciò cadere delicatamente sul tavolo.
“Esercitati a contemplare, così purifichi poco a poco il corpo, e alla fine diventi leggera come questa piuma”, disse.
“Quando il corpo si trasformerà in pura energia come la mente, non ci sarà differenza tra ciò che pensi e ciò che sei. Il qua e là dello spazio e del tempo si fonderanno in un’unica consapevolezza di qui e ora, e la mente e il corpo non saranno più separati, ma saranno una singola unità energetica dell’essere, qui e ora.”
[ Da: Taisha Abelar – “Cacciare con il doppio” ]
Conclusione
Proviamo oggi a osservare il mondo con occhi nuovi, come se fosse la prima volta. Lasciamo che un oggetto comune – una foglia, una tazza, una piuma – diventi il nostro punto di partenza per sperimentare questa qualità di attenzione pura. Senza sforzo, senza aspettative, semplicemente permettendo alla mente e al corpo di incontrare l’istante con curiosità e apertura. Chi sa che, nel silenzio di questa pratica, non inizi a sentirti un po’ più leggero, un po’ più vicino a quell’unità essenziale che gli antichi conoscevano così bene? Dopotutto, ogni viaggio inizia con un solo passo, e ogni trasformazione con un semplice atto di presenza.
