Krishnamurti mette in discussione la separazione tra pensatore e pensieri. L’io osserva i propri conflitti come se ne fosse distaccato, ma in realtà è esso stesso a crearli. Il pensatore non è separato dai suoi pensieri: genera bisogni opposti assumendo ruoli diversi secondo piacere e dolore. Per comprendere veramente se stesso, il pensatore deve riconoscersi attraverso i suoi molteplici aspetti, superando l’illusione della separazione tra osservatore e osservato.
«L’io, il pensatore, l’osservatore, guarda i suoi pensieri-sentimenti conflittuali e opposti come se non ne facesse parte, come se ne fosse al di sopra e oltre, controllandoli, guidandoli, dandogli forma. Ma l’io, il pensatore, non è forse anche questi conflitti? Non li ha creati lui? A qualsiasi livello, il pensatore è separato dai propri pensieri?
Il pensatore è il creatore di bisogni opposti, assumendo in tempi diversi ruoli differenti in base al proprio piacere e dolore. Per comprendere se stesso il pensatore deve conoscere se stesso attraverso i suoi molteplici aspetti.»
[ Krishnamurti, The Collected Works vol IV, p 45 ]
– Jiddu Krishnamurti (amazon)
– Krishnamurti (macrolibrarsi)
– https://it.wikipedia.org/wiki/Jiddu_Krishnamurti
– Aforismi di Jiddu Krishnamurti su Meditare.it
