Una riflessione sull’esperienza del satori – T. D. Suzuki

Il satori non è uno stato morboso della mente, un oggetto da psicopatologia. È uno stato della mente, normale più di qualsiasi altro. Avendo parlato di uno sconvolgimento mentale, si potrebbe essere indotti a considerare lo Zen come qualcosa da cui l’uomo comune deve tenersi lontano. Questa è una concezione errata dello Zen, purtroppo spesso diffusa da critici che nutrono prevenzioni verso di esso. Come ha detto Nan Ch’uan lo Zen è « il vostro pensiero d’ogni giorno ». Un monaco avendogli chiesto che cosa volesse dire « il pensiero d’ogni giorno », Pao-tzu disse:

Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - mindfulness - zen - buddhismo

Bevendo del tè, mangiando del riso,
Passo il tempo come viene;
Guardando giù verso il torrente, guardando su verso i monti,
Come mi sento sereno e disteso!

Che la porta si apra dall’interno o dall’esterno, dipende dalla disposizione del cardine. Può essere perfino un attimo, e tutto cambia, potete avere lo Zen, sentendovi sano e normale più che mai. In pari tempo, è intervenuto qualcosa di assolutamente nuovo. Ora tutte le vostre attività mentali funzionano in un diverso registro, in una soddisfazione, in una calma e in una letizia mai prima conosciute. Il tono della vostra vita è cambiato. È come un ringiovanire. I fiori primaverili sembrano più belli, i torrenti alpestri scorrono più freschi e più trasparenti. L’interna rivoluzione che conduce a tanto non può essere considerata come qualcosa di morboso. Se la vita diviene più intensa, se si fa vasta come lo stesso universo, ciò vuol dire che nel satori vi è qualcosa di affatto salubre, degno di essere cercato.

– Da: Saggi sul Buddhismo Zen di T.D. Suzuki (amazon) 
D. T. Suzuki (macrolibrarsi)
D. T. Suzuki (it.wikipedia) 
Fonte 



Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: