Essere distratti significa vivere separati da corpo e mente. Quando si risveglia la consapevolezza, si torna vivi e si rinasce spiritualmente. La meditazione, simboleggiata dal suono della campana, riporta alla “vera casa”, dove dimorano Spirito e Presenza. Ogni momento di consapevolezza è una resurrezione: si muore e si rinasce più volte al giorno. Redenzione e rinascita non sono credenze, ma una pratica quotidiana di risveglio interiore.
«Se sei distratto, il corpo e la mente non sono insieme, se sei perso nel futuro oppure nel passato, non stai vivendo. Ma quando tocchi il seme della consapevolezza che c’è in te, improvvisamente diventi vivo, corpo e spirito insieme e nasci di nuovo. Gesù nasce di nuovo, il Buddha nasce di nuovo!
Quando senti la campana della meditazione smetti di pensare, smetti di parlare e lascia che la campana ti liberi e ti riporti alla tua vera casa, dove sono vivi lo Spirito Santo e la Consapevolezza. Ecco allora che rinasci, grazie al sangha che ti circonda, rinasci più volte al giorno. Questa è una pratica di Resurrezione. Noi moriamo molte volte al giorno, ci perdiamo molte volte al giorno e, grazie al sangha e alla pratica, ritorniamo anche in vita molte volte al giorno. Senza la pratica, invece, se perdi la vita ogni ogni giorno, non hai la possibilità di rinascere.
Redenzione e Resurrezione non sono né parole né oggetti di fede. Sono la nostra pratica quotidiana. E noi pratichiamo affinché il Buddha nasca ogni momento della nostra vita; affinché Gesù Cristo nasca ogni momento della nostra vita e non soltanto a Natale o Pasqua. Ogni giorno, ogni minuto il bambino che è in noi, aspetta di nascere di continuo per noi!»
(Da: Thich Nhat Hanh, “La luce del Dharma. Dialogo tra cristianesimo e buddhismo“)
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