Nel turbinio incessante della quotidianità, la nostra mente sovente divaga, intrappolata nei lacci del passato o proiettata verso le incertezze del domani. Un maestro di saggezza ci indica una via differente, un sentiero interiore che conduce alla piena percezione del momento attuale. Questa attitudine mentale, coltivata con dedizione, non richiede un esilio dal mondo, bensì un modo nuovo di abitare la nostra esistenza ordinaria. Che si tratti di compiere gesti semplici come camminare, sederci o nutrirci, l’essenziale risiede nel porre attenzione consapevole a ciò che si sta svolgendo. Immaginiamo di assistere a uno spettacolo grandioso della natura, ma di essere internamente agitati da pensieri e ansie: la bellezza fuggevole dell’istante ci sfiora senza lasciare traccia. Tuttavia, orientando la nostra focalizzazione sul ritmo naturale del respiro, possiamo ricondurre la nostra attenzione al presente, unificando corpo e mente per accogliere pienamente la ricchezza di ogni singolo attimo, riscoprendo la meraviglia intrinseca nell’ordinario.
LA PRESENZA MENTALE (THICH NHAT HANH)
«La presenza mentale è l’energia che fa essere vigili e consapevoli del momento presente; è la pratica costante di entrare in contatto profondo con la vita in ogni singolo attimo.
Per praticare la presenza mentale non occorre andare da qualche altra parte: la possiamo praticare in camera nostra o nel percorso che facciamo per spostarci da un luogo all’altro; in sostanza possiamo continuare a fare quel che facciamo sempre – camminare, sedere, lavorare, mangiare, parlare – ma consapevoli di ciò che stiamo facendo.
Immagina di trovarti in un gruppo di persone che stanno contemplando un’alba magnifica ma di trovarti in uno stato di conflitto, mentre gli altri si godono appieno lo spettacolo: sei angustiato da progetti e preoccupazioni, pensi al futuro e al passato, non sei realmente presente per apprezzare l’esperienza che stai facendo, dunque invece di goderti quell’alba lasci che la ricchezza dell’attimo scivoli via, sfiorandoti appena.
Poniamo invece che tu assuma un approccio diverso: che succede se dirigi la concentrazione sull’inspirazione e sull’espirazione, quando la mente divaga?
Praticare a fondo la consapevolezza del respiro ti riporta al presente; il corpo e la mente ti si unificano, diventano una cosa sola, permettendoti di aprirti pienamente a essere testimone di quella scena, di contemplarla e goderla.
“Tornando a casa” al tuo respiro recuperi il prodigio di quell’alba.
Spesso siamo così indaffarati da dimenticare quello che stiamo facendo, quelli che siamo; conosco molte persone che dicono addirittura di dimenticarsi di respirare.
Dimentichiamo di guardare le persone che amiamo e di apprezzarle, finché non se ne vanno.
Anche quando abbiamo un po’ di tempo libero, non sappiamo entrare in contatto con quel che ci succede dentro, dunque accendiamo il televisore o facciamo una telefonata, nell’illusione di poter sfuggire a noi stessi.»
