Siamo soliti considerare l’odio come un’emozione distruttiva, opposta all’amore, eppure entrambi svelano una sorprendente affinità: legano. Non nel medesimo modo, certo, ma con un’intensità che segna, trattiene, assorbe. Il risentimento, spesso alimentato da torti veri o presunti, tende a occupare la mente e a sottrarre energia vitale, al pari delle passioni più ardenti. Chi si crede libero solo perché in opposizione, finisce col restare prigioniero proprio di ciò che avversa. Qui si apre un punto decisivo: la meditazione insegna a osservare senza aderire, a lasciare andare senza negare, a non confondere l’impeto con la forza. L’autentico sollievo non si ottiene rincarando la misura dell’odio, ma scivolando altrove, dove il bene – seppur silenzioso – agisce con discreta efficacia. Ed è proprio nell’intimo risveglio a questa dinamica sottile che la libertà, quella interiore, può iniziare a farsi sentire, senza clamore.
ODIO – crea legami forti quanto l’amore
«Gli esseri umani hanno l’abitudine di rispondere al male con il male, all’odio con l’odio, ma questa vecchia filosofia non ha mai dato buoni risultati. Quante volte, volendo sbarazzarsi di un nemico, in realtà non si fa altro che legarsi a lui! Quando si detesta qualcuno, infatti, è esattamente come se lo si amasse. Ci si immagina che l’odio spezzi i legami… Al contrario, esso crea legami forti e tenaci quanto l’amore. Ovviamente questi legami sono diversi: l’amore porta certe cose e l’odio ne porta altre, ma in modo altrettanto certo e potente.
È con il bene che ci si oppone al male,
è con l’amore che ci si oppone all’odio.
E il male finisce sempre con l’essere sconfitto, poiché Dio gli ha rifiutato l’immortalità. Ogni parola e ogni azione di odio possono essere paragonate a una pietra che viene gettata in aria: via via che il tempo passa, essa ha sempre meno forza per innalzarsi. Viceversa, una buona parola, un atto di bontà possono essere paragonati a una pietra che viene gettata dall’alto di una torre: più passa il tempo, più il suo moto accelera e la sua potenza cresce. Qui risiede il segreto del bene: anche se all’inizio è debole, alla fine è onnipotente e trionfa.»
[ Omraam Mikhaël Aïvanhov – da: Pensieri Quotidiani – ed Prosveta ]
Conclusione
È nella leggerezza del cuore che si dissolvono i legami oscuri. Non serve opporsi con veemenza a ciò che avvelena; basta non nutrirlo più. L’odio, per esistere, ha bisogno d’attenzione, mentre l’amore silenzioso si espande senza pretese. Meditare significa anche questo: scegliere con quale impulso abitare il proprio tempo, e imparare a riconoscere la potenza di ciò che, senza imporsi, trasforma le relazioni in spazio di libertà.
