La meditazione buddhista non è un esercizio confinato al cuscino o alla sala di pratica, ma un metodo da vivere costantemente nel lavoro, nelle relazioni e in ogni istante della giornata per estinguere davvero la sofferenza. I due pilastri fondamentali sono samatha, la meditazione della tranquillità che calma la mente, e vipassana, la visione profonda che penetra la natura della realtà. Dalla consapevolezza del respiro alla contemplazione dell’impermanenza, dallo zazen Zen ai mantra del Vajrayana, tutte le tecniche mirano a sviluppare quella presenza mentale che conduce all’illuminazione.
«La meditazione deve essere messa in atto di giorno e di notte, mentre lavoriamo e nelle nostre relazioni umane. La meditazione di cui abbiamo bisogno deve portare alla vera estinzione della sofferenza.» (Lama Zopa Rinpoche)
«La meditazione buddhista è un tipo di meditazione usata nella pratica del buddhismo che include ogni metodo che abbia come ultimo fine l’illuminazione. La parola più simile per esprimere questo concetto, nella tradizione buddhista, è bhavana o sviluppo mentale.»
Metodi
«I metodi principali della meditazione buddhista sono divisi in śamatha (meditazione della tranquillità) e vipassana (meditazione dell’intuito o di profonda visione). Il termine meditazione di visione profonda viene talvolta utilizzato per l’intera meditazione buddhista.
Le meditazioni samatha includono l’anapanasati (coscienza del respiro) e i quattro brahma-viharas dei quali mettā bhāvanā è il più praticato; attraverso essa il praticante ottiene i quattro dhyāna. Le meditazioni vipassana comprendono la contemplazione dell’impermanenza, la pratica dei sei elementi (la contemplazione del corpo e del respiro, della mente e delle sensazioni) e la contemplazione della condizionalità. Le meditazioni samatha solitamente precedono e preparano per quelle vipassana, a volte possono essere alternate. Contemplando l’oggetto della meditazione, il praticante ottiene il sati (consapevolezza) e il samādhi (unione del meditante con l’oggetto), base per l’illuminazione.
Esistono altri tipi di meditazione, come su temi specifici, o metodi; ad esempio nello Zen/Chán si utilizza la meditazione zhǐguān (giapponese shikan o shikantaza) evolutasi nello zazen (meditazione seduti, concentrati sul respiro e la vacuità); essa è ripresa direttamente dalla Samatha (Zen è la traduzione di dhyāna, gli stati meditativi) e dalla Vipassana (zhi sta per samatha, guan per vipassana). In generale tutte le meditazioni buddhiste del Mahayana e del Vajrayana sono evoluzioni di samatha/vipassana praticato oggi nel Theravada, con l’utilizzo aggiuntivo dei mantra o di particolari oggetti di meditazione (es. Yidam).»
