La meditazione sufi è una via radicale verso il trascendente che esige il totale svuotamento dell’ego e il distacco da ogni condizionamento materiale e psicologico. Nessun formalismo religioso, nessuna liturgia esteriore: solo la ricerca diretta di Dio cancellando tutto ciò che è fenomenico e contingente. I maestri sufi usano paradossi, racconti enigmatici e shock mentali per risvegliare l’anima dai suoi torpori, trasmettendo insegnamenti celati dietro simbolismi ermetici. L’invocazione costante della presenza divina prepara la coscienza ad accogliere l’irruzione del sacro nell’esistenza quotidiana.
«Principalmente si tratta di quella forma di misticismo conosciuta come Sufismo. Secondo questa tradizione la via può essere percorsa solo da chi è interamente sgombro, e non ha bisogno di nulla, tranne che di Dio. Sufi è colui che muore all’ego e rinasce alla verità. Il Sufismo è una via diretta alla trascendenza e quindi una negazione del formalismo religioso, della liturgia esteriore, dei riti ripetitivi.
Per trovare Dio bisogna liberarsi da condizionamenti, legami, possessi e da ogni identificazione psicologica.
La Meditazione islamica cerca di entrare in contatto con il trascendente e di rimanerci, annullando tutto ciò che è fenomenico, molteplice, contingente, immanente; cioè, se si cancellano le tracce materiali, rimane la divinità. I Maestri Sufi cercano di risvegliare l’anima dai suoi torpori umani, attraverso shock mentali e paradossi contenuti in racconti didattici, leggende, aforismi che possono rivelare all’improvviso significati reconditi.
Esistono numerosi Maestri e scuole Sufi, nate dal loro carisma, dove vengono trasmessi, non solo nozioni e principi, ma gli allievi divengono partecipi dei poteri del loro Maestro. Per questo i loro insegnamenti sono tenuti segreti o celati dietro simbolismi ermetici che li nascondono a chi non è in grado di interpretarli correttamente. La segretezza e la struttura in cerchi concentrici delle confraternite ha permesso loro di sopravvivere a numerose persecuzioni.
Il Corano sottolinea spesso l’importanza della Meditazione come invocazione e ricordo costante della presenza divina e come preparazione psicologica ad accoglierla.»
