Meditare non è un dovere da sopportare né un esercizio imposto dall’esterno, ma un richiamo intimo che, col tempo, può tramutarsi in una vera delizia dell’essere. I primi tentativi appaiono talvolta rigidi, ostacolati dall’abitudine alla dispersione e dal peso delle aspettative, ma insistendo con calma e sincerità si apre uno spazio dove il raccoglimento assume un valore diverso: diventa un’esperienza che ritempra, che nutre. Quando la meditazione smette di essere fatica e diventa attesa interiore, allora si intuisce che non si tratta più soltanto di quiete, ma di una presenza viva che ridà respiro alla coscienza. È lì che comincia il gusto vero della meditazione.
Avendo sentito dire che la meditazione è un esercizio che va praticato da tutti coloro che hanno deciso di abbracciare la vita spirituale, voi vi sforzate di meditare. All’inizio fate fatica, ma è normale; meditare è difficile ed esige grandi sforzi. Voi saprete realmente meditare solo il giorno in cui questa attività sarà entrata nel vostro intelletto, nel vostro cuore e nella vostra volontà come un piacere, come una gioia senza la quale la vita non ha più né sapore né significato.
Dovete aspettare con impazienza il momento in cui finalmente andrete a immergervi nell’immensità e a bere l’elisir della vita immortale. Cominciate già a provare questa impazienza e questa gioia? Al momento di meditare, sentite in voi una voce che sussurra: «Finalmente, la mia anima ora abbraccerà l’universo e almeno per qualche istante il mio spirito si troverà davanti all’eternità»?
(Omraam Mikhael Aivanhov)
– Aivanhov (amazon)
– Aivanhov (macrolibrarsi)
– Aivanhov su Wikipedia
– Prosveta pubblica le opere d’Aivanhov
Conclusione
Non serve forzare nulla: la meditazione, quando coltivata con discrezione e fedeltà, smette di sembrare un’imposizione. Diventa un punto fermo, una pausa desiderata, un richiamo che nasce dal profondo. È un invito silenzioso a ritrovarsi senza bisogno di parole, un appuntamento con ciò che pulsa al di là del frastuono. Chi ha intravisto anche solo per un istante questa semplicità luminosa, non potrà più farne a meno. Ed è proprio in quella sottile nostalgia del raccoglimento che si svela, passo dopo passo, il senso più limpido del meditare.
