La meditazione non è un traguardo distante, ma il ritmo stesso di ogni respiro consapevole che si afferma gradualmente con il proprio incedere. Esiste una dimensione in cui il moto del corpo diviene preghiera silente, un fluire dove lo spazio e il tempo svaniscono nel sacro contatto con il suolo. Lasciarsi cullare da siffatta progressione conscia significa riscoprire la purezza di un’esistenza che fiorisce spontaneamente a ogni battito del cuore.
La descrizione in versi di un vero e proprio esercizio di meditazione camminata.
«Cammineremo.
Cammineremo soltanto.
Sarà piacevole camminare insieme.
Senza pensare di arrivare da qualche parte.
Cammina in pace. Cammina nella gioia.
Il nostro è un cammino di pace.
Poi impariamo
che non c’è un cammino di pace;
camminare è la pace;
non c’è un cammino di gioia;
camminare è la gioia.
Noi camminiamo per noi stessi.
Noi camminiamo per ognuno
sempre mano nella mano.
Cammina e tocca la pace di ogni istante.
Ogni passo è una fresca brezza.
Ogni passo fa sbocciare un fiore sotto i nostri piedi.
Imprimi sulla terra il tuo amore e la tua gioia.
La terra sarà al sicuro
se c’è sicurezza in noi.»
– Thich Nhat Hanh (monaco Zen vietnamita) –
– Thich Nhat Hanh (amazon)
– Thich Nhat Hanh (macrolibrarsi)
– Thich Nhat Hanh su wikipedia
– EsserePace.org – Thich Nhat Hanh
Epilogo
Quando la smania di giungere altrove si affievolisce, il proprio mondo si placa. Custodire questa serenità interiore non è solo un dono individuale, ma un atto di cura verso l’universo stesso. Nel silenzio di un passo compiuto con presenza, diventiamo testimoni di una realtà dove ogni gesto è una carezza rivolta alla vita, lasciando dietro di noi una scia di luce e armonia.
