Sulla fede – Joseph Goldstein

Il termine pali saddha può essere tradotto con ‘fede’, ‘devozione’ o `fiducia’, tutte espressioni che alludono al sentimento di apertura della mente e del cuore a ciò che trascende le occupazioni e i desideri abituali dell’io. Saddha apre a qualcosa di più grande di noi stessi, alla possibilità della libertà. La fede è sia ciò che inizialmente ispira alla pratica e all’esplorazione, sia ciò che ne sorregge lo sforzo incessante. 

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Inizialmente l’interesse può essere suscitato da un’ampia varietà di circostanze: un libro che abbiamo letto, una situazione che abbiamo vissuto, forse una persona che conosciamo, oppure una figura storica come il Buddha o un altro essere autorevole. In ciascun caso, avvertiamo o intuiamo la presenza di qualità ispiratrici, come il coraggio e la compassione, la gentilezza e la saggezza, la generosità e l’altruismo. La percezione di tali qualità negli altri intensifica le nostre aspirazioni. Possiamo avvertire il profumo dell’illuminazione.

Quando Sua Santità il Dalai Lama parlò in diverse sessioni della conferenza cristiano-buddhista tenutasi all’abbazia di Getsemani, la sua sola presenza nella stanza mi fece percepite alcuni aspetti della sua gentilezza, della sua disinvoltura quasi infantile, del suo umorismo. Era stato portato in visita all’abbazia e gli erano state mostrate le diverse iniziative intraprese dai monaci per sostenere economicamente il monastero, compresa la produzione di formaggi e di torte alla frutta. Quando, la sera stessa, il Dalai Lama parlò all’assemblea composta dai monaci e dagli ospiti, raccontò la sua visita spiegando che i monaci avevano continuato a offrirgli assaggi di formaggio quando tutto quello che voleva era una fetta di torta alla frutta. Mentre raccontava questa storia il suo corpo era scosso dalle risate. “Avevo davvero voglia di torta alla frutta e loro non facevano altro che offrirmi del formaggio”, continuava a dire, ridendo ogni volta. Non c’era alcuna afflizione, nessuna delusione vera e propria, solo un’apertura all’esperienza che aveva avuto; non esprimeva giudizi né su di sé né sui monaci. La fede può sorgere in tanti modi, anche solo dalla semplice presenza di una persona che apre a una nuova possibilità, a un nuovo modo d’essere.

L’antico testo buddhista Le domande del re Milinda offre una descrizione più classica di come la fede e la fiducia scaturiscano dall’esempio. Nel libro si racconta di un gruppo di persone riunite sulla riva di un fiume in piena, spaventate e indecise sul da farsi. A quel punto si fa avanti qualcuno che, valutata attentamente la situazione, trova il modo di attraversare il fiume senza correre pericolo. Gli altri, scorta la possibilità di attraversare il fiume, si fanno forza e guadagnano ugualmente l’altra riva. ‘Questa riva’ è la nostra vita immersa nel samsara, persa nell’incantesimo simile al sogno della mente inquieta. La ‘riva lontana’ è la mente risvegliata dall’illusione. La vista di qualcuno che si è realizzato dà la fiducia necessaria per poter aspirare alla stessa meta. È questo cui probabilmente si allude quando si parla di ‘atto di fede’. Ispirati dalla fede entriamo nell’ignoto, espandendo i limiti che avevamo imposto alla possibilità. […]

La fede sorge anche da una consapevolezza crescente della sofferenza. Posti di fronte all’afflizione, possiamo scegliere di prendere due direzioni. Possiamo cadere preda dello smarrimento, del dubbio, di una confusione ancora più grande, oppure possiamo cominciare a cercare un modo per comprendere e allentare la presa. C’è una sofferenza che conduce ad altra sofferenza, e una sofferenza che porta alla sua cessazione. Nei momenti di intenso dolore, spesso ci lasciamo sommergere da sentimenti di disperazione, rabbia o sconforto. È tuttavia possibile che quella sofferenza risvegli una fede profonda nell’esistenza di nuove possibilità, che provochi un acuto interesse e il desiderio di indagare. Possiamo domandarci: “Che cosa sta succedendo? Come faccio a capirlo? Chi mi può guidare fuori dalla sofferenza?”. La sofferenza, l’incertezza e persino il dubbio possono diventare la vocazione al risveglio. Forse non conosciamo ancora il sentiero, ma sappiamo di esserci perduti e sappiamo che c’è una strada da percorrere. Può diventare un punto di svolta nella vita, importante e irrevocabile. La fede profonda, irresistibile, nasce quando intravediamo la possibilità della libertà.

(Da: Un solo dharma. Il crogiolo del nuovo buddhismo – Joseph Goldstein)

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