Il coraggio

Riconosco che in apparenza si tratta di un’idea un po’ bislacca. Stavo male per un serio incidente e nonostante i rimedi ero giunto quasi al limite. In questi casi, se non altro per una sorta di commiato, ti rivolgi al Dio che le tradizioni religiose in cui sei cresciuto ti hanno, in qualche modo, trasmesso. Gli orpelli culturali successivi li tralasci subito e vai al nucleo, al vertice. Ebbene, che domandargli, una sorta di miracolo? Sì certo, ma proprio in quel momento mi chiesi: prima di qualunque tipo di salvifico aiuto, cosa c’è? Beh, c’è il coraggio, è ovvio. Sìcché chiesi il coraggio. Dapprincipio non sapevo perché, fatto sta che il coraggio si rivelò, esso stesso, un miracolo. Oggi, col senno di poi, mi chiedo: ma siamo proprio sicuri che Dio sia amore? E se non fosse, innanzitutto, coraggio? Una sorta di coraggio finalizzato, ovviamente, a realizzare tutto ciò che di buono, di giusto e di bello non esista già nella vita.

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Il coraggio

Il cielo che s’aprì per far discendere
quell’angelo di luce che però non vedi
sorrise quando tu che già sul ciglio
ti rivolgesti all’alto a supplicare
il Suo soccorso tra le fitte nebbie
della via stretta in apparenza al termine.
Dio dalle mille voci, ma di quel solo cuore,
sorridi un po’ a questo mezzo essere
che prega l’Infinito e il suo splendore
di dargli ancora un po’ di quella forza
che dubitavo persino ch’esistesse
e invece è il nucleo vero
di questa parodia ch’è detta vita.
Tu che prim’ancor di Amore o Volontà
tu sei il Coraggio.



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