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Meditazione nel web » Steps »
Articolo 023
Voi tutti che cercate la Via, per favore adesso non sprecate questo
momento.
Adagio zen
Percorsi spirituali
Cos'è un percorso spirituale? Una Via di conoscenza alternativa e
più approfondita? No, non si tratta dell'accumulo di maggior sapere,
dell'assimilazione di ulteriori o più qualificate nozioni. Un percorso
spirituale è una via di comprensione, che è azione. Non v'è distanza
o differenza tra il comprendere e l'agire. Tra l'intendere e il procedere
coerentemente c'è simultaneità.
La meditazione, che non è una scelta di vita, ma il dispiegarsi e dipanarsi
consapevole della vita medesima, ci aiuta semplicemente a divenire spiritualmente
indipendenti senza il bisogno di appigliarsi a nulla che non sia amorevolezza,
giustizia, consapevolezza, compassione, verità ...
Prendendo spunto da un breve quesito tentiamo di esaminare l'argomento
"percorsi spirituali".
Date 23/10/2005
Name: Adolfo
Subject: info
Quesito
Buongiorno, complimenti e ringraziamenti per l'opportunità che offre
il sito.
Ho cominciato a leggere questo percorso e mi è sorto un dubbio: la mia
domanda è se bisogna seguire il percorso sistematicamente, cioè leggendo
totalmente quanto è contenuto in ogni pagina, oppure la lettura prima
deve essere generale e poi approfondita?
Per iniziare la meditazione si debbono rispettare dei tempi? Oppure
è un fatto soggettivo?
Un grazie di cuore.
Risposta
Gent.mo Adolfo, questo percorso non è un insegnamento sistematico, ma
si tratta di riflessioni culturali prevalentemente speculative mirate
a suscitare la giusta curiosità intellettuale per approfondire, eventualmente
e successivamente, con testi più specifici. La sperimentazione è soggettiva
e la via da seguire andrebbe individuata da sé. Fermo restando un ragionevole
grado di attenzione e discriminazione per evitare di cadere nei tranelli
del "mercato spirituale".
Queste pagine sono un'occasione gratuita, com'è lo spirito del sito
meditare.it, per spingersi a ragionare autonomamente anche su temi spirituali.
Infatti non parliamo di religioni, ma più che altro di religiosità e
spiritualità.
La meta di questo percorso potrebbe essere spiegata nel desiderio di
prendere per mano, nei limiti del possibile, la propria vita e tentare
di divenire così profondi da riuscire a vivere l'apparente superficialità
quotidiana come un gioco per affermarsi al meglio di quanto la natura
non ci abbia già generosamente e spontaneamente offerto o benevolmente
elargito.
Termini come amore o compassione, di cui tanto spesso si abusa, indicano
circostanze che devono nascere preferibilmente dal contatto con la propria
interiorità e non a seguito di una scelta preordinata e predeterminata
che spesso suscita solo confusione ed ipocrisia. D'altra parte siamo
convinti che il miglior metodo per avvicinarsi alla "verità" sia la
sincerità, sia con se stessi che con gli altri.
Non pretendiamo di essere necessariamente nel giusto e siamo disposti
a cambiare opinione qualora le circostanze lo dimostrino come utile,
opportuno o indispensabile.
Per quanto riguarda la meditazione dovresti considerare i nostri articoli
come occasioni introduttive e spunti per comprendere meglio gli argomenti
trattati, ma che di per sé non sono attualmente abbastanza esaustivi
da poterli ritenere vademecum per meditare. La meditazione non andrebbe
considerata alla stregua di una tecnica, ma di un approccio spirituale
alla quotidianità. Quindi, ben lungi dal potersi ritenere una sorta
di contemplazione filosofica o un orientamento teologico, essa indica
i criteri, individuati e descritti dai maestri spirituali più noti,
ivi compresi i capostipiti delle religioni organizzate sin qui conosciute,
per consentire lo schiudersi dell'essenza e della trascendenza in questa
umile esistenza, così irrisa e sovente dileggiata, quanto già compiuta.
I criteri della meditazione, cui accennavo, sono prevalentemente lo
spirito positivo risvegliato da una giusta attenzione al momento presente,
una presenza di spirito vieppiù naturale quanto pratica, una disponibilità
ad ascoltare, osservare, ragionare autonomamente, apprezzare la quiete
e/o solitudine interiore quanto lo slancio effervescente della nostra
apparentemente rumorosa società industrializzata, la possibilità di
vivere qui e ora senza attendersi null'altro che l'istante, la congiuntura,
la pienezza della circostanza attuale.
Se nel prosieguo riusciremo a vivere con gioia, allora ben venga, altrimenti
significherà che il nostro attuale cammino richiede soprattutto dedizione.
Sperando di essere stato sufficientemente esauriente mi scuso per eventuali
errori dovuti alla rapidità della risposta che adopererò, omettendo
i tuoi dati che saranno comunque cancellati, per un breve e semplice
prossimo articolo.
Riflessioni
Chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare? Siamo pellegrini
nel migliore dei mondi possibili! Piccole onde, modeste increspature
di un incommensurabile oceano di saggezza dal nome Vita che non si recano
da nessuna parte, forse solo dove le porta il vento.
Una moltitudine di persone addormentate che vivono, inebetite e piangenti,
o meste e quasi risollevate, i loro dolci sogni e fuggono, fuggono da
se stesse per andare incontro al mondo ed evitare l'unico appuntamento
che forse avrebbe loro giovato, l'incontro con la propria interiorità.
Ma c'è tristezza, sofferenza, disperazione, dolore! Si, ma chi soffre?
Chi è che si dispera? Dov'è colui che si duole? Se esiste la sofferenza
v'è pure chi l'osserva, la percepisce, in un certo senso la subisce.
Tuttavia egli non è affatto questo stesso dolore, altrimenti non sarebbe
stato capace nemmeno di descriverlo. E se non è questo dolore che rimane?
Il testimone, il nucleo ... di un tutto-nulla che tace, si dispiega,
si dilania, non comprende e ancora dubita finché non s'arrende all'evidenza.
Non c'è nulla da comprendere. Si tratta solo di recitare il proprio
ruolo rammentando che è pur sempre una rappresentazione; l'espressione
ed esecuzione di un canto, la melodia della vita.
La meditazione diventa proficua quando si comprende
che per rilassarsi è necessario non scegliere. Osservare tutto ciò che
si presenta, ad esempio il respiro, ma senza scegliere. Astenersi dal
privilegiare, propendere o immaginare la felicità. Altrimenti la sofferenza
sarebbe, comunque, dietro l'angolo. In periferia si avvicendano di continuo
le più svariate circostanze, pensieri di ogni genere, ma il testimone,
colui che osserva lo svolgersi cronologico degli eventi, rimane imperturbato.
Egli sa di essere sia questo che quello, ma di fatto non s'identifica
con nulla che non sia se stesso, il proprio centro.
Quando si riesce a pazientare senza scegliere si schiude la verità del
presente. La consapevolezza dell'istante rivela l'origine atemporale
e incommensurabile di un minuscolo frammento d'eternità.
Conclusione
La mente diventa ciò che pensa e può creare qualsiasi cosa, qualunque
illusione, ovvero parvenza di realizzazione, ma pure difficoltà. Quindi
se si pensa o crede che la via sia difficoltosa riusciremo a intravedere
e quindi a incontrare solo difficoltà. Non è che la via divenga più
ardua. La via di per se rimarrà sempre la stessa, ma noi ne coglieremo
in prevalenza i lati più negativi. Sarebbe come percorrere una strada
accidentata e subirne tutte le buche.
Con ciò non voglio dire che la via spirituale sia semplice, tutt'altro,
ma se riteniamo il suo percorso arduo allora lo sarà senz'altro.
nick.salius
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Steps.

Il percorso di meditazione
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
Midi
"The butterfly" is
used with permission
and is copyright © 2004 Bruce DeBoer
http://www.brucedeboer.net
§
La vera via circola dappertutto: perché percorrerla? L'insegnamento
essenziale è tutto a portata di mano: perché sforzarsi di raggiungerlo?
Per di più, tutto lo specchio è libero dalla polvere: perché accingersi
a lucidarlo? Niente è separato da questo stesso luogo: perché mettersi
in viaggio?
Dogen (1200-1253)
§
Se incontri per via un maestro di scherma, puoi dargli la tua spada;
se incontri un poeta, puoi offrirgli la tua poesia. Ma quando incontri
altra gente, di' soltanto una parte di quel che intendi: non dar mai
via tutto subito.
Mu-mon (1228)
§
Centomila mondi sono fiori nel cielo, una singola mente-corpo è un
chiaro di luna nell'acqua; una volta che la furbizia finisce e l'informazione
s'arresta, in quel momento non c'è posto per il pensiero.
Han-Shan Te-Ch'ing, in "Le nubi dovrebbero conoscermi, ormai"
§
Lo Zen è il tuo volto originale; non c'è uno Zen speciale da studiare
oltre questo. E non c'è nemmeno niente da vedere o da sentire: la totalità
del vedere e del sentire è Zen; al di fuori dello Zen non si trova nessun
altro vedere o sentire.
Ming-pen
§
Ciò che è essenziale nel buddismo si basa sulla chiarezza mentale.
Se vuoi che la tua mente sia chiara, è importante mettere da parte le
opinioni. Se non sospendi le opinioni, c'è confusione tra giusto e sbagliato;
se la mente non è chiara, realtà e illusione si mescolano. Se lasci
perdere le opinioni e chiarifichi la mente, allora realtà e illusione
sono entrambe vuote, giusto e sbagliato non sussistono più.
Hsueh-Yen
§
Esiste, o monaci, un non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato.
Se non ci fosse questo non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato,
non si potrebbe scorgere via di scampo dal nato, evoluto, fatto, condizionato.
Ma poiché, invece, c'è un non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato,
si scorge una via di scampo dal nato, diventato, fatto, condizionato.
Itivuttaka, 43
§
Io sono l'oceano infinito. Quando si generano i pensieri, il vento
soffia e, come onde, mille mondi sorgono. Ma quando il vento cade, il
commerciante affonda con la sua nave. Sull'oceano infinito del mio essere
le onde del pensiero nascono e muoiono. E tutti i mondi con loro.
Ashtavakra Gita 7:1-2
§
Ho insegnato la legge della realtà senza fare alcuna distinzione
fra insegnamento esoterico ed exoterico. Perché, per rispetto della
verità, Ananda, non dev'esserci una cosa come il "pugno chiuso" del
maestro, che occulta certe conoscenze essenziali all'allievo.
Mahaparinibbanasutta, DN XVI,32
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