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Meditazione nel web » Steps »
Articolo 020
Brahman, Tu sei Colui che assume tutte le forme, Tu sei l'Unico!
Tu sei duplice, triplice, sei l'Estensione, la Pace, la Prosperità.
Tu sei l'oggetto del sacrificio e ciò che non è oggetto di sacrificio,
tu sei il dono e ciò che non è donato, il Tutto e la parte, l'universale
e il particolare, il compiuto e ciò che è in potenza. Tu sei immanente
e trascendente, e sei il fine supremo!
Atharvasira Upanisad, III
Senza fine
Ricomincio con qualche cautela. Chissà cosa cercate, cari lettori
del web. Una formula prodigiosa che risolva le ansie, le incertezze,
i dubbi? Purtroppo non esiste. Oppure, ironia della sorte, essa consiste
in uno stratagemma, una stravagante incoerenza, un'alchimia dello spirito.
Ma quale spirito? La fine dello spirito di ricerca. Se da una parte
l'indagine, il predisporsi ad esplorare, ad accogliere l'incommensurabile,
il mistero, sembra comunque indispensabile, dall'altra la sua conclusione,
la fine della ricerca, diventa l'unico modo per poterla comprendere
appieno. Quindi la ricerca è inevitabile, ma si risolverà solo allorquando
colui che cerca non si sarà arreso all'evidenza dei fatti, della vita.
La nostra convinzione di essere unici ed irripetibili è solo una falsa
e illusoria credenza. Noi stessi siamo lo Spirito che ha assunto temporaneamente
le attuali fattezze corporee e le dismetterà come un abito liso per
riassumere ciò che non ha mai perso, ridiventare ciò da cui non si è
giammai discostato, l'energia primeva, la coscienza assoluta.
Un quesito
From: visitatore
Sent: Wednesday, November 10, 2004 10:49 AM
Quesito
... anche io ossessionato dalla fine!!
A volte guardo il cielo con il massimo dell'attenzione cercando di godermelo
il più possibile, guardo i miei figli e penso quando io non ci sarò
più vicino a loro.
Scusa, se sto scrivendo tutto questo, ma nessuno mai parla di queste
cose, eppure è fondamentale per me. Ciao.
Questo quadro (omissis) rappresenta l'enigma della vita .
Risposta
Innanzitutto grazie per il messaggio. Suppongo che tu ti riferisca ad
uno degli articoli presenti sul sito meditare.it, ma non userei il termine
ossessionato. Vivamente incuriosito sarebbe meglio.
Nell'immagine che gentilmente hai allegato alla tua email vi è un uomo
ritratto di spalle rispetto agli osservatori e che quindi si rivolge,
presumibilmente, alla propria interiorità. Tuttavia in primo piano risalta
con molta evidenza un'enigmatica donna suadente il cui bel volto è ricoperto
per metà dai suoi stessi capelli. In un certo senso l'immagine descrive
un percorso interiore di riscoperta spirituale. Se sei un uomo ti attendi
di ritrovare la tua anima le cui valenze sono, innanzitutto, qualità
femminili; mentre se sei un donna rinverrai l'animus, ovvero la controparte
eterica e virile. Da qualunque posizione si osservi il fenomeno trascendenza
rintracceremo sempre ciò che più ci manca. Ma cos'è che manca? Credi
davvero si tratti di certezze, sicurezze cui appigliarsi? No, infatti
presumibilmente sei giunto spontaneamente alla conclusione che l'unica
certezza è che non vi siano certezze!
Ci si chiede. E' tutto così vuoto? Dov'è finita la formidabile vita
in cui ci s'identificava sino a qualche tempo fa? Che senso hanno la
carriera professionale, il lavoro, moglie, figli, amici? E' indubbio
ch'essi facciano parte di questo strano si, ma pur sempre splendido
incomprensibile gioco. Tuttavia la vita non è solo fenomeno esteriore.
Per quanto possa sembrare circoscritta, compiuta, delimitata, essa è
intrisa d'energia, d'immensità. Intravederne solo il lato estrinseco
è fuorviante. Sicché se sei, come in effetti mi sembra, una di
quelle persone sensibili e intelligenti che in piena autonomia hanno
rivolto il proprio sguardo sino ai limiti dell'immaginazione, ebbene,
forse dovresti cominciare ad esplorare autonomamente la tua dimensione
più intima e recondita.
Siffatto aspetto della vita si realizza in molti modi che dipendono,
essenzialmente, dalle propensioni individuali. Così come c'è già chi,
in un certo senso, nasce predisposto alla scienza, alla letteratura,
alla metafisica, e quindi diventa un bravo medico, un'ingegnere, un'ottimo
giornalista, oppure una persona semplice, ma ricco di molteplici e inesauribili
virtù d'operosità e concretezza, le vie per realizzare la spiritualità
sono altrettanto straordinariamente varie. Ci sono, ad esempio, coloro
che prediligono la via del cuore, oppure quella della chiarezza, dell'equilibrio.
Corrispondono, per lo più, alle differenti tradizioni religiose. Con
questo non ti sto suggerendo di aderire incondizionatamente ad una certe
dottrina, ma ti esorto a ricercare, ad esplorare ancora, a diventare
consapevole che la ricerca medesima è il motore immobile del nostro
vero destino.
Quanto accadrà nel prosieguo, cioè dopo il compimento naturale della
vita individuale, è un'incognita che taluni hanno risolto riuscendo
a intravedere la natura, al contempo funzionale ed effimera del loro
ego. Non appena si sono accorti di non essere solo un semplice ego,
ma di comprendere altresì la molteplicità multiforme dell'intera esistenza,
hanno realizzato il sogno di tutti i ricercatori spirituali del mondo,
si sono idealmente ricongiunti allo spirito assoluto, quello che nelle
religioni di matrice orientale viene indicato come Brahman. Quindi la
loro semplice vita si è arricchita di un ulteriore elemento di soddisfazione
e bellezza. La capacità ritrovata di condividere presenza di spirito,
semplicità, solerzia e compassione per tutte le creature viventi.
Ricevere il tuo messaggio mi ha fatto piacere perchè è stato molto stimolante
ed io utilizzo sovente queste risposte, omettendo ovviamente qualunque
riferimento agli scriventi, per arricchire rapidamente i contenuti del
sito. Spero quindi che in futuro potrò ancora risentirti. Scusa per
eventuali errori dovuti alla fretta.
Conoscenza dell'anima
Suppongo che molti di noi non abbiano fatto studi di psicologia o
metafisica per approdare alla spiritualità ed alla meditazione. Numerose
distinzioni, quali ad esempio corpo fisico ed anima, psiche e spirito,
ecc., sono piuttosto teoriche. Utili, ma solo in una certa misura, più
che altro per inquadrare i problemi. Ciò che interessa il meditatore
non è tanto la fenomenologia mentale, cioè la coscienza di base, quanto
il processo che porta alla consapevolezza intesa come supercoscienza.
La personalità lascia il tempo che trova. I suoi trastulli sono infiniti
e si chiamano giochi dell'ego che suppone, presuppone, s'identifica,
dibatte, ecc., perchè tenta di perpetrare se stesso in un'interminabile
ed inesauribile corsa ad ostacoli. Ma impedimenti ed intralci non sempre
sono davvero reali o funzionali. L'ego li crea da sé per procrastinare
se stesso ed eludere la trascendenza interessandosi di questioni superflue,
allontanandosi, di conseguenza, da tutto ciò che è qui e ora. L'unico
luogo o momento in cui e durante cui possa esprimersi o esser percepita
la Verità, l'essenza della divinità.
Conclusione
Sin qui la mia risposta. Ora, però, una rapida e immodesta conclusione.
Dalla viva incertezza di una vita frenetica vissuta all'insegna del
dubbio, alla determinazione energica e risoluta che scaturisce dal non-luogo
profondo e irriducibile della propria interiorità, il passo è breve.
La distanza, quasi un battito di ciglia. Il premio della pazienza che
predomina sull'intolleranza. Metodica? Questi ritmi non ci consento
più pause decenti? Ebbene riconquisteremo quella distanza osservando
con attenzione e incrollabile cipiglio, nascita, sviluppo, decrescita
ed estinzione d'ogni futile nube, l'inconsistenza che genera, l'oscurità
che debella, la chiarezza che ne consegue. Sino a cogliere lo spensierato,
ma sensibile, distacco emotivo offerto, senz'alcuna inverosimile, impensabile
o futuribile contropartita, dalla gioia ... l'unico accadimento che
non si potrà giammai acquistare, la gratuità dell'essere.
salius
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Steps.

Il percorso di meditazione
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
Proprio
come i fiumi scorrono dall'est e dall'ovest per confluire in un solo
mare, perdendo la loro identità di fiumi separati, così tutti gli esseri
perdono la loro identità separata quando infine si fondono nel puro
Essere.
Chandogya Upanishad
§
Anticamente non c'era affatto tutto questo mondo: non c'era il cielo
o lo spazio intermedio, e neppure la terra c'era. Solo l'Assoluto, isolato,
senza inizio e senza fine, privo di un aspetto minuto o grossolano,
privo affatto d'ogni aspetto, impercepibile, sostanziato di conoscenza
esisteva come pura beatitudine.
Avyaktopanişad, 1
§
Il maestro è come il cielo. Non cambia mai. Che glie ne importa del
mondo o del suo riflesso?
Che glie ne importa della ricerca, o della fine della ricerca?
Ashtavakra Gita 18:66
§
Si narra che Ananda, l'addetto personale del Buddha, ebbe una volta
il desiderio di sottoporsi a un lungo periodo di digiuno. In breve s'indebolì
al punto che non poteva nemmeno sedersi per meditare. Così, infine,
il Buddha gli disse: "Ananda, niente cibo, niente corpo. Niente corpo,
niente dharma. Niente dharma, niente risveglio. Perciò ravvediti e mangia".
Questa è la logica di base degli insegnamenti buddisti e della psicologia
buddista. Possiamo realmente essere decenti e sani sul posto, non con
misure estreme, ma gestendo correttamente la nostra vita e, quindi,
coltivando maitri [gentilezza e amichevolezza verso di sé].
Chögyam Trungpa
§
Desiderate sapere com'è il mio corpo? Il mio corpo è come la terra
intera. Desiderate sapere
com'è la mia mente? La mia mente è come lo spazio in sé. Desiderate
sapere com'è la mia
visione? Vedo che non c'è niente da vedere. Desiderate sapere che cosa
odo? Odo l'inaudito. Poiché sono stato vedente e udente, allora perché
parlo dell'inaudito? "Se ascoltate con gli orecchi, alla fine non riuscite
a capire; quando udrete attraverso gli occhi, solo allora comprenderete."
Ssu-hsin
§
Così ho udito: "Riguardo ai fattori interni, non vedo nessun altro
singolo fattore come la giusta attenzione che sia così importante nell'addestramento
di un praticante che non abbia ancora raggiunto la meta del cuore, ma
sia intento al suo conseguimento. Il praticante lascia perdere ciò che
non è utile e sviluppa ciò che è utile. La giusta attenzione è la qualità
del praticante in addestramento: nient'altro è così importante per il
raggiungimento dell'obiettivo supremo. Il praticante, con il giusto
sforzo, raggiunge la fine dello sforzo.
Itivuttaka, I, 16
§
Quanto sconfinato e libero è il cielo della consapevolezza! Quanto
è luminosa la luna piena di saggezza! in verità, c'è forse qualcosa
che manca, adesso? Il nirvana è proprio qui, davanti ai nostri occhi;
questo stesso posto è la Terra del Loto; questo stesso corpo è il Buddha.
Hakuin Zenji
§
«Qual è il senso della vita? È risolvere il problema della nostra
esistenza. Anche se possediamo la natura di buddha, finora abbiamo soltanto
brancolato nel buio. Non essere ostacolati dall'ego né dalla società
è, io credo la vera libertà. Questa libertà è la realizzazione della
non-paura».
Kodo Sawaki
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