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Meditazione nel web » Steps » Premesse

L'articolo che ci accingiamo a leggere è preliminare e introduttivo a tutti gli appunti della directory steps. Tale sezione del sito rappresenta la prosecuzione di un percorso ideale di conoscenza e approfondimento che fa della pratica meditativa sia punto di partenza che mèta, sia inizio che destinazione. Nel prosieguo cercheremo di circoscrivere sempre meglio i temi trattati e riuscire, quindi, ad esser ancora più chiari e specifici.
 

Indicazioni

Benvenuti. Conferire sulla meditazione prevede quasi sempre, seppur indirettamente, un insegnamento, ma noi non suggeriamo istruzioni, diamo solo alcune semplici indicazioni, tracce agevoli quali: essere consapevoli, osservare la realtà così com’è, qui ed ora. Non abbiamo un metodo. Non promettiamo nulla. E' probabile che dopo aver letto queste note non otterrete alcunché. Anzi, ne saremmo proprio lieti ...

Si può estrapolare la meditazione dalle diverse tradizioni religiose? Quali potrebbero essere i simboli o le icone di riferimento?

E' arduo, ma è ciò che tentiamo di fare. Noi privilegiamo l'effige del Buddha concepita in una dimensione ultrastorica. Non si tratta, quindi, di Gautama Siddharta, ma di una raffigurazione poliedrica, sintetica, omnicomprensiva, extradimensionale. La realtà storica degli antichi maestri spirituali è andata quasi sempre perduta, compromessa da interpretazioni errate, dalla mancanza di documenti storicamente attendibili e da svariati, strumentali, maliziosi, opportunistici rimaneggiamenti. Tanto vale attenersi ai fatti e prevenire il culto idolatrico delle immagini adottando una rappresentazione generica, ma molto indicativa ed altrettanto efficace che comprenda l'essenza della spiritualità, l'amore e la compassione contemplati in un'ottica dinamica, risolutrice e creativa.

Il Buddha rappresenta per noi la somma ed eccelsa fioritura della consapevolezza individuale. Tale fioritura può essere definita pure coscienza cristica.
 

Apprendimento

Questa web-directory consisterà in una serie di articoli apparentemente disaggregati su cui tuttavia potrebbe essere utile riflettere. Le idee riportate non dovranno esser considerate, beninteso, come assiomi cui credere supinamente, lungi da noi questo inesorabile modo di concepire la spiritualità, ma solo concetti da prendere in considerazione.

L'apprendimento di una tecnica meditativa non è un'opzione meccanica, un esercizio ripetitivo. Al contrario, in tale acquisizione entrano in gioco diversi elementi culturali. Fattori superflui, ma anche imprescindibili.

Infatti accade frequentemente che la Verità sia proprio vicina, ci sfiori, ma non riusciamo a riconoscerla perché siamo ancora condizionati da tutta una serie di luoghi comuni. Un po' di sano ed equilibrato discernimento ci aiuterà a procedere ben più speditamente verso il momento in cui riusciremo ad attribuire il giusto valore a quelle stesse sovrastrutture culturali su cui ancora, così strenuamente, confidiamo e che giudicheremo, ma solo alla fin fine, come meri inconvenienti, intralci che provocano ritardi.

Solo allora comprenderemo davvero quanto la meditazione non sia null'altro che uno svago, incantevole, ma pur sempre un gioco, uno splendido diversivo.

L'esperienza del web, il luogo fisico dove sono nati questi appunti, è stata incredibile. Spunti, sollecitazioni, domande, ingerenze maliziose... Un terreno fertile e pressoché sconfinato, i cui soli limiti sono stati la curiosità, il tempo di cui ho potuto disporre e la conoscenza di altre lingue.

Che cosa cercate in queste pagine, la Verità? Qui troverete la verità che non esistono certezze all'infuori della nostra ingenua credulità.
 

Prerogative

Prima d'inoltrarci ulteriormente nella lettura degli articoli successivi vorrei illustrare, brevemente, alcune prerogative di questo sito. Meditare.it, come tantissimi altri nel web, sia in Italia che all'estero, è di carattere culturale, si occupa di temi religiosi. Siccome gli argomenti trattati sono relativamente delicati è preferibile ribadire, anche a costo di apparire noiosi, che qui non si richiede, assolutamente, alcun atto di fede, nessun tipo di adesione. Tutt'altro. In realtà i visitatori sono sollecitati, ben al contrario di quanto ahimè non accada altrove ..., ad aderire a principi razionali e scientifici, nonché di reciprocità, rispetto, tolleranza e lealtà.

I concetti che richiamano eventuali insegnamenti religiosi sono perlopiù di tipo tradizionale, ovvero presenti in innumerevoli pubblicazioni editoriali, affatto innovativi, assolutamente non esoterici o misterici, a ben vedere, si tratta solo di rielaborazioni o sintesi di carattere letterario. Saranno fornite, altresì, tutte le fonti bibliografiche.
 

Precisazioni

Una precisazione. Sembra chiaro e scontato che noi non deteniamo alcun segreto, né tanto meno possediamo chiavi speciali o alternative. Quando i metodi tradizionali della ricerca meditativa sono compresi nella loro interezza non esistono impedimenti esterni insuperabili, sia nello studio che nella disciplina pratica. Il nostro ruolo sarà, pertanto, ove possibile, solo illustrativo e chiarificatore.

Rivolgo un invito e un sollecito a tutti i lettori alla ricerca di un qualsivoglia metodo o di una propria identità spirituale a non affidarsi ciecamente a nessuno, tanto meno a quanto viene descritto nell'ambito di questi stessi articoli. Si raccomanda di ponderare bene le proprie scelte e di seguire innanzitutto se stessi, ovvero il proprio raziocinio e la propria intelligenza, diffidando di tutti coloro che richiedono, a vaghi fini di quantomeno dubbio o equivoco interesse, conversioni, professioni di fede, ecc.
 

Epilogo

Prima di concludere questo articolo di "premesse" mi piacerebbe tanto porvi una domanda. In cosa consiste l'arte dell'educazione interiore e come se ne diventa esperti? Per poter affermare di essere degli esperti si dovrebbe dimostrare, al di là di qualunque mero o grottesco formalismo, di conoscere davvero la propria interiorità. Gli insegnanti dovrebbero, come minimo, dimostrare di conoscere strumenti ed ambito della propria attività. Non vi pare? Qui non ci sono insegnanti e nemmeno fini educativi.
 

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Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.

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Solo da sé si fa il male, solo da sé si soffre. Solo da sé si evita di fare il male, solo da sé si ottiene la salvezza. La salvezza e la perdizione dipendono solo da sé: nessuna persona può salvarne un'altra.

(Buddha, "Dhammapada", 165)

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Munindra-ji soleva dire che nella pratica spirituale il tempo non c'entra; la pratica non può essere misurata col tempo, perciò lasciate perdere tutte le nozioni di quando e per quanto tempo. La pratica è un processo di dispiegamento e si dispiega a tempo debito. È come i fiori che crescono nel bocciolo: potete forse tirarli per farli sbocciare prima? Io ci provato una volta con le carote, nel mio primo giardino, quando avevo otto anni: non funziona. Non abbiamo bisogno di alcun particolare lasso di tempo per questo processo di lasciare che le cose avvengano.

Joseph Goldstein

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«Non sono il servo di nessuno» disse il Buddha, «vado per il mondo con quel che ho guadagnato, senza doverne rispondere ad alcuno: quindi, o cielo, se ti piace, piovi pure!».

Sutta Nipâta, I, 2

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Vedo le persone che parlano di religione litigare costantemente l'una con l'altra. Indù, musulmani, Brahmi, Shakta, Vaishnava, Shaiva, tutti litigano l'uno con l'altro. Non hanno l'intelligenza per capire che colui che è chiamato Krishna è anche Shiva e la Shakti primigenia, e che è lui, ancora una volta, che si chiama Gesù e Allah. "Vi è un solo Rama e ha un migliaio di nomi".


Ramakrishna

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La comprensione è migliore della pratica meccanica. Migliore della comprensione è la meditazione. Ma ancora meglio è mollare l'ansia per il risultato, perché a questo fa immediatamente seguito la pace.

Bhagavad Gita XII, 12

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La verità esiste, mio caro, ma non esiste la dottrina che tu desideri, la dottrina assoluta, perfetta, che sola dà la saggezza. E tu, amico, non devi neanche desiderare una dottrina perfetta, bensì il perfezionamento di te stesso. La divinità è in te, non nei concetti e nei libri. La verità si vive, non si insegna.

Hermann Hesse

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