Il percorso spirituale di un pellegrino sulla via della meditazione.
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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"Fare meditazione non serve a
niente. E finché non imparerete a fare la meditazione che non serve a
niente, non serve a niente fare meditazione".
Kodo Sawaki, maestro zen
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Quando una persona si esercita in questa concentrazione [sul respiro],
diventa molto tranquilla, lucida di mente e di corpo. Dopo essersi esercitata
per un determinato periodo, può venire il momento in cui si rende conto
che questo corpo, apparentemente solido, è sostenuto solo dal respiro e
che perisce quando il respiro cessa. Allora realizza pienamente l'impermanenza.
Laddove c'è un cambiamento, non può esserci un sé permanente o un'anima
immortale.
Anapanasati Sutta
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Corri tanto precipitosamente veloce, qua e là e tutt'attorno che, alla
fine, l'unico modo per poter andare ancora più veloce è fermarti. Corri
tanto veloce che cominci a intravedere la tua schiena; allora è il momento
di fermarsi. A quel punto, tutto comincia a diventare infinito. Quando resti
saldamente fermo, allora superi del tutto ogni tipo di velocità. Diventi
il massimo e definitivo vincitore di quella particolare corsa. Da quel punto
di vista, essere di nuovo al via è una versione dell'infinito... In questo
caso, essere di nuovo al via è l'infinità dello spazio illimitato e immenso
e l'espansione che sperimenti. Di conseguenza, è assolutamente assurdo insistere
a cercare ancora; l'unico modo di continuare a cercare è semplicemente essere,
restare, stando in piedi oppure sedendoti tranquillamente.
Chögyam Trungpa
«Gandhi insegnò che "dobbiamo essere il cambiamento che
desideriamo vedere nel mondo". Il cambiamento di sé ispira il cambiamento
ad altri. Poiché la consapevolezza, se esercitata, si diffonde come un'onda,
possiamo essere il sostegno della consapevolezza l'uno per l'altro se impariamo
ad arrestare le nostre menti che vanno sempre di corsa. ...». (Arun
Gandhi)
Immagina se il mondo fosse un giardino. Immagina se la gente si amasse
davvero. Pensi che potrebbe accadere? Ne dubito. Fintantoché l'ideologia
prevalente separerà spirito e materia fomentando dissociazione, ipocrisia
e paura, le tensioni sociali avranno sempre la meglio su qualunque istanza
di pacificazione. Immagina, invece, se ciascuno riuscisse a fiorire interiormente,
a centrarsi ... Beh, in questo caso la vita diverrebbe un arcobaleno di
gioia. La vita sarebbe così ricca e opulenta da stupire il più scettico
tra gli scettici ...
Ma cosa significa centrarsi? Centrarsi significa trovare il nucleo della
propria interiorità. Tra la parte più periferica o superficiale della nostra
coscienza e il suo nucleo non v'è continuità. In effetti, se potessimo misurare
questa distanza in termini numerici resteremmo sorpresi. Centro e periferia
non sono lontani. Tuttavia sussiste di fatto una differenza sostanziale.
L'uno è il regno della sintesi, l'altra è il dominio della mente che interagisce
in modalità analitica. L'uno è il regno del concetto che si fa idea e poi
simbolo, l'altro quello del chiacchiericcio mentale. Un cicalio che persiste
ininterrotto anche quando non ne siamo coscienti o impegnati nelle più svariate
faccende.
Ma com'è possibile che la mente prosegua inconsciamente una propria attività
senza che, in genere, nessuno ne rilevi il flebile brontolio? Richiamo,
in proposito, la nota metafora del padrone di casa. Quando è assente ciascun
ospite si comporta come se gli altri non esistessero. Comincia, quindi,
a pretendere di occupare tutto lo spazio disponibile. Sollecitare l'attenzione
su di sé è il suo obbiettivo primario. Perché solo così riuscirà a sopravvivere.
Ma quando il magnanimo e premuroso anfitrione farà ritorno, i presuntuosi
inquilini svaniranno come neve al sole.
Aggregati di sensazioni o concetti così complessi da sembrare esistenti
si dissolveranno in un battito di ciglia. Quando il frastuono s'attenua
rimbomba il silenzio. Si, perché anche il silenzio ha una sua peculiarità
comunicativa. Una voce si leva repentina dal centro dell'essere. Una non-voce
che stenta ancora a comunicare compiutamente, ma che svolge comunque il
suo compito. Indurre al silenzio, consentirgli di sorgere, farlo apprezzare,
permettere a chiunque d'esperirlo. Del silenzio si può dir tanto poco, quanto
nulla. Come agisce, cosa accade. Nel silenzio si diventa totali. Cadono
le distinzioni. Le sensazioni soggettive sfumano e ciascuno partecipa d'una
stessa realtà.
Chiudi gli occhi e immagina di trovarti al limitare d'un bosco. Il sentiero
che hai seguito per giungervi è stato a tratti agevole, talvolta aspro.
D'improvviso si erge una sorta di oscura barriera vegetale. Cerchi subito
un varco e t'introduci in un meandro selvatico di piante ed arbusti così
intrecciati da contrastare persino il flusso della luce. Eppure vai avanti!
Ti senti immerso in una penombra quasi ambigua. Infatti ti protegge dalle
brutte avventure, dall'inatteso, tuttavia ti isola. Una voce che proviene
apparentemente dal nulla ti sussurra di non arrenderti, di procedere oltre.
In effetti non ce ne sarebbe bisogno. Stai già correndo! Ma dove? Dov'è
che ti rechi? Hai una meta, o ti avventuri senza un disegno, senza un progetto,
in totale dispregio d'ogni rischio? Bene, in realtà non sai nulla, sei all'oscuro
di tutto. Poca luce per orientarti, sembra un crepuscolo, alcuna chiarezza
per capire, solo ignoranza. Una corsa al buio per sopravvivere a te stesso,
per fuggire da ciò che è, l'incommensurabile e onnipresente radura della
gioia, il dono della consapevolezza.
No, non immaginare nulla. Semmai taci. Non osservare il silenzio. Diventa
invece come un'onda – anomala? – che si erge e svetta travolgendo spiritualmente
qualunque ostacolo si frapponga tra la tua fertile vitalità e la genuina
onestà del libero pensiero. Taci, non inseguire la meditazione. Altrimenti
ne scorgerai solo la coda. Resta in silenzio. Chi sa, tace. O al massimo
si esprime in modo stringato e trasmette mediante l'esempio o la presenza
di spirito. Chi non sa, come me, chiacchiera all'infinito. Taci, ma non
restare passivo. Sinora hai reagito per lo più come mera risacca. Diventa
un'onda di esplicita quanto pacifica – quindi non fraintendermi – consapevolezza.
Ergiti con la rettitudine al di sopra di qualunque compromesso. Cogli l'attimo.
Accetta l'incommensurabile, perché fa parte della nostra stessa natura.
Ami? Il silenzio di cui ti parlo è come ciò che non si può dire. La meditazione
che tento di comunicarti è simile alla reazione di sorpresa di colui o colei
che rimane senza parole.
Attenzione, la meditazione non è mai quiescenza passiva. Se non sei già
esperto il relax che l'accompagna sopraggiunge sempre in un secondo momento.
Lo sketch è vita e tu ne sei un umile, ma travolgente maroso. Talora ti
comporti come il verso di una poesia senza senso. Tal'altra ti ergi a giudicare,
mentre sei ancora, solo, come una semplice rosa. Diventa la fragranza e
la porta si schiuderà da sé. Corri, svetta, non soggiacere mai alle miserabili
mire dello sciagurato – politico? – di turno che usa la tua vita come moneta
di scambio per i suoi orridi interessi clientelari. Gli schiavi sono esistiti
da sempre. Il colmo è che nessuno li ha resi tali se non l'assenza di spirito,
il fatto di sentirsi ospiti persino in casa propria, il loro stesso pusillanime
servilismo. Ritorna in te. Questa dimora – il cuore, la mente – ti appartiene.
Quindi svetta, corri verso il tuo prossimo con tutta la gioia e l'amore
possibili, corri verso l'onestà più totale e, naturalmente, pretendila!
Di tanto in tanto rallenta. Guardati intorno, ma evita gli ipocriti che
tentano di farti barattare il futuro per qualche miserabile spicciolo. Osservati
dentro e non darti pena se ti sembra di non trovarci nulla, giacché Dio,
il Brahman, è latente proprio in quell'iniziale sensazione d'assenza. Quindi
riprendi la straordinaria, travolgente marcia verso la giustizia. La tecnologia
ti consente oramai di creare una società integrata. Solo l'industria eco-sostenibile
può crescere a dismisura ridandoti la legittima speranza, la fiduciosa certezza
dell'essere uno-con-tutti. Corri, diventa la corsa medesima e susciterai
un'energia così straordinaria da proiettarti nell'incredibile, incommensurabile
quì! In prossimità dell'adesso le barriere spirituali s'incrinano. In fondo
all'oceano le onde si placano. La chiara luce interiore e il sole esterno,
si fondono ...
Grazie per la cortese attenzione
19-11-08 - nick.salius
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