
Il percorso spirituale di un pellegrino sulla via della meditazione.
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Fate che la mente sia vuota, e non piena con le cose della mente. Allora
ci sarà solo meditazione, e non un meditatore che sta meditando. La mente
irretita dalla fantasia può solo nutrire illusioni. La mente deve essere
chiara, senza movimento, e nella luce di quello splendore l'eterno è rivelato.
(J.
Krishnamurti)
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Per favore, prendetevi cura di voi stessi ed assaporate la gioia dentro
di voi. Gustate questa pratica, questa pratica fatta di ginocchia ed ossa
dolenti, di menti impaurite e di sensazioni turbolente; di estrema bellezza,
chiarezza e semplicità, di calore e compassione ed intuizione diretta di
noi stessi e della natura di tutto ciò che vive. Per favore, assaporate
la gioia dentro di voi.
(Anzan Hoshin Roshi)
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Il rifugio interiore è il rifugio in noi stessi, nel nostro potenziale
supremo. Quando riconosciamo e nutriamo questo potenziale, abbiamo compreso
il vero significato di prendere rifugio.
(Kathleen McDonald "How to Meditate")
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"La pratica della meditazione" -
Jon Kabat-Zinn
Tendiamo ad essere particolarmente ignari che virtualmente pensiamo per
tutto il tempo. Il flusso incessante dei pensieri che attraversano la mente
ci lascia pochissimo spazio per la quiete interiore. E ci concediamo comunque
pochissimo prezioso spazio semplicemente per essere, senza dover sempre
correre qua e là a fare cose. Le nostre azioni sono tutte impulsive piuttosto
che intraprese con consapevolezza; sono controllate da quei pensieri e impulsi
perfettamente ordinari che attraversano la mente come un fiume in piena,
se non come una cascata. Veniamo presi dalla corrente che ci imprigiona
e sommerge le nostre vite mentre ci trasporta in luoghi dove possiamo non
voler affatto andare e senza nemmeno renderci conto di dove stiamo andando.
Meditare significa imparare come uscire da questa corrente, sedersi sulla
sua riva ad ascoltarla, imparare da essa e quindi usare l'energia per guidarla
piuttosto che esserne tiranneggiati. Questo processo non accade magicamente
da sé. Richiede sforzo; e noi chiamiamo lo sforzo di coltivare la capacità
di stare nel momento presente «pratica» o «pratica della meditazione».
(Jon
Kabat-Zinn - © copyleft perle.risveglio.net)
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«In realtà il mio parlare è uno dei miei espedienti per meditare. Il
mio scopo è davvero unico, sto usando le parole solo per creare intervalli
di silenzio. Questo è un semplice espediente per darvi un assaggio di meditazione.
E non accade solo qui, anche da lontano, in qualsiasi parte del mondo, ovunque
le persone ascolteranno un video o un audio, arriveranno allo stesso silenzio.»
(Osho)
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L’ignoranza fondamentale è la non conoscenza del problema stesso, e per
questo nelle scritture si insiste sulla necessità della realizzazione del
sé, cioè di conoscere cosa esso realmente sia. Non conoscere la radice del
problema significa non conoscere il problema stesso, e dunque non conoscere
l’io, perché conoscendo l’io si conoscerebbe la radice del problema e se
ne troverebbe la soluzione, ma questa conoscenza è ottenibile soltanto nella
pratica della meditazione.
(Lama Geshe Gedun
Tharchin)
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Quest'abito della libertà dal freddo
non si può paragonare agli abiti comuni.
Questa concentrazione libera dalla fame
non si può paragonare alla carne e alla birra.
Questo sorso dalla corrente del risveglio
non si può paragonare alle ordinarie bevande.
La soddisfazione originata dall'intimo
non si può paragonare ai comuni tesori.
(Milarepa)
Un esame di coscienza. Se un visitatore entra in questo
sito e legge queste pagine, che cerca? Può darsi che sia spinto dalla più
semplice e banale delle curiosità, ma è più probabile che in cuor suo speri
ancora di trovare la chiave di comprensione interiore, la svolta per la
propria vita.
In realtà questi articoli non insegnano la meditazione, che peraltro
può essere al massimo esemplificata, ma non impartita. Lo scopo, ben più
semplice, è di creare un effetto di risonanza tra il proprio mondo interiore
più puro – elevato? – e la vita ordinaria, quella di tutti i giorni. Tuttavia
non confondere mai la sfera soggettiva con quella pubblica. La meditazione
serve a far chiarezza, ma per quanto riguarda l'aspetto pratico sii, solo,
più coerente ... Semmai, la forza d'animo conseguita con la concentrazione
interiore può esserti utile per agire con maggior vigore.
Mi piacerebbe rintracciare il mio se'! Dov'è che si trova? Dove si sarà
mai cacciato? Mi spiego meglio. Per anni e anni ne ho avuto sicuramente
sentore. Lo percepivo esistente, seppur velato, direi celato agli occhi
dei più perché temeva di tradirsi. Dubitava che non sarebbe riuscito a sottostare
alle leggi della società ordinaria, il consesso cosiddetto civile. Rintracciare
il proprio sé è una straordinaria pratica di meditazione.
Anche se oggi sono in vena non mi va di tradire la fiducia che la natura
ha riposto nel vuoto, nello zero come trampolino per rinvenire il segreto
dei segreti, l'essenza. Chi sono io? E' una domanda inutile. Semmai tenterò
di rammentare, di tener presente che ora sto scrivendo. Proverò a ricordarmi
che il pensiero – generato dallo strumento mente – fluisce sulla tastiera
con il beneplacito che l'inerzia – suscitata dalla volontà iniziale di digitare
queste stesse idee – le ha originariamente impresso. Morale? Tu – che ora
leggi – dai inizio alla ricerca. Persisti un po', se necessario anche giorni,
ma con ritmi e cadenze appropriate, riservandole, cioè, dei congrui intervalli.
Il resto seguirà da sé. Ce l'hai davvero la voglia di scoprire chi sei,
o preferisci ancora vivacchiare alla mercé di un destino che, in realtà,
tu stesso stai appena creando?
Bene, se fossi certo che il mio sé esistesse come entità indipendente
sarei, – si fa per dire – una tra le persone più felici. Sennonché ho la
curiosa, ma tenace sensazione che questo sé non sia il mio. M'illudo di
possederlo, di poterne disporre a piacimento, e invece non è il mio. Per
l'esattezza, non è solo il mio. Non so chi ne sia stato l'artefice, ma non
m'appartiene. Lo condivido, tutto qui! E' proprio questa la chiave della
spiritualità. Per rintracciare il sé dovrai prima comprenderne la
vera origine, la genesi.
Semplicemente distaccati da ogni suono e forma, ma non abitare nel distacco né nell'interpretazione intellettuale «questa è pratica». Per quanto riguarda la lettura delle scritture e lo studio delle dottrine, secondo l'opinione corrente sono cose buone, ma dal punto di vista di chi è cosciente della verità interiore soffocano la gente. (Pai-chang)

Una sintesi davvero sorprendente su ciò che si sperimenta e realizza
prima, durante e dopo la meditazione. Ma esaminiamo questa sorta d'istruzioni
in dettaglio. La via suggerita è semplice. Distaccati, ovverosia allontanati,
distanziati, rimani indifferente ai suoni o alle forme di cui, di volta
in volta, divieni cosciente. In particolare, non esprimere giudizi in merito,
non interpretare intellettualmente quel che accade, non elaborare o non
tradurre in parole ciò che vedi e, soprattutto, non credere di esserti impegnato
in chissà quale – giovevole se non meritevole – attività spirituale.
In quanto alle scritture o alle molteplici dottrine che ne interpretano
lo spirito come la lettera, non attribuirgli virtù, talenti, valori o pregnanze
che, in realtà, non hanno mai preteso nemmeno di possedere. Se da una parte
le riflessioni interiori che suscitano i cosiddetti scritti sacri ti aiutano
a divenir consapevole di una realtà che travalica, cioè oltrepassa le più
immediate apparenze, dall'altra potrebbero indurti a confidare troppo in
affermazioni dettate sovente durante particolari stati mistici, a identificarti
e perdere di vista che il tuo lume essenziale – di cui ti servi finanche
per interpretare quei medesimi scritti – sarà sempre e soprattutto la ragione.
Il segreto dei segreti è – come ben conosce chi è già rettamente aduso
alle buone venture della ricerca interiore – la consapevolezza della propria
essenza. Mentre la sua pregnanza travalica il contesto umano, le vie per
realizzarlo sono tante quanti gli esseri senzienti.
Grazie per la cortese attenzione
10-01-12 - nick.salius
Il percorso di "meditazione nel web" proseguirà con l'articolo
n° 040 che sarà pubblicato quanto prima. Vi ringraziamo per averci seguito
così benevolmente sin qui. Le altre pagine
del sito sono altrettanto interessanti. Buona navigazione. Il webmaster.
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