Il percorso spirituale di un pellegrino sulla via della meditazione.
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Le convinzioni sbagliate ci limitano, mentre le convinzioni giuste ci
espandono, ma quando siamo nella posizione di scartarle entrambe, allora
siamo assolutamente puri.
Dal sutra di Hui-neng
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Ho scoperto che e' necessario, assolutamente necessario, credere in niente.
Ossia, dobbiamo credere in qualcosa che non abbia ne' forma ne' colore;
qualcosa che esiste prima che appaiano tutte le forme e tutti i colori.
Ecco un punto molto importante. Indipendentemente dal dio o dalla dottrina
in cui credete, se vi ci attaccate, il vostro credo si basera' piu' o meno
su un'idea di tipo egocentrico.
Shunryu Suzuki Roshi
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Insensato, non è stolto. In mezzo alle distrazioni non è distratto. In
meditazione, non medita. Insensato, non è stolto. Conoscendo tutto, non
conosce niente.
Ashtavakra Gita 18:97
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Non c'è assorbimento meditativo per chi è privo di discernimento; non
c'è discernimento per chi è privo di assorbimento meditativo; ma chi è dotato
di assorbimento meditativo e discernimento è vicino alla liberazione.
Dhammapada, 372
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Figlio mio, poiché credi d'essere il corpo sei stato imprigionato per
lungo tempo. Sappi che sei pura coscienza. Impugnando questa conoscenza
come una spada, spezza le catene e sii felice! Perché tu sei già libero,
senza peccato né karma, luminoso e brillante. Sei vincolato soltanto dall'abitudine
alla meditazione.
Ashtavakra Gîtâ 14-15
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Tutte le menti sono create dall'ego, il sentimento di separazione dell'io.
Tutte queste espressioni d'individualità, per quanto altamente sviluppate,
sono originate dalla forza dell'evoluzione. Di queste, solo la mente nata
dalla meditazione è libera dalle impressioni latenti che generano il desiderio.
Yogasûtra di Patañjali, 4:4-6
Non preoccuparti per come dovresti essere. Osserva, invece,
come sei ora.
Che s'intende con ideali? Non sono certezze e nemmeno stimoli. Utopie?
Direi meglio astrazioni.
Cos'é che ci spinge, di giorno come di notte, a cercare, a desiderare, a
illuderci che le nostre speranze, anche le più improbabili e recondite,
siano tutte realizzabili?
Qual'é la molla occulta e insondabile che muove questa ruota infinita per
riprodurre una lunga serie di circostanze identiche a se stesse?
Com'é possibile che un numero così immenso di persone persista nel credere
supinamente, nonostante l'evidenza, nelle favolette pseudospirituali più
incredibili scritte, in ben altri tempi e luoghi, per motivi talora assurdi
e incomprensibili?
Una risposta semplice alle domande testé formulate, potrebbe essere la seguente:
il bisogno di sognare. Sognare è di per se un fenomeno relativamente positivo,
un'attività parzialmente gratificante che sovente continua, in modo impercettibile,
anche durante l'ordinario stato di veglia.
La meditazione, al contrario, consente di conseguire uno stato di attenzione
e consapevolezza tale da trascendere qualsivoglia illusione, qualunque sogno.
E' proprio in tal senso che lo stato meditativo viene indicato comunemente
come "risveglio". Una rinascita che permette di superare il torpore del
sogno e la sua decadenza, fermare quella ruota infinita che tende a riprodursi
senza sosta e rifiorire, in questo identico tempo e luogo, come uomini e
donne straordinariamente normali.
Buddha non è un nome personale. E' sinonimo di risveglio, illuminazione.
Ciascuno di noi è già un Buddha. L'esercizio della meditazione sollecita
il Buddha, beatamente dormiente in ciascuno di noi, a divenire consapevole
delle proprie radici, della specifica origine, dell'esistenza di un'energia
incredibile, proveniente dal nulla e di natura indefinita.
Le antiche religioni organizzate segnano il passo. Hanno fatto il loro tempo
dimostrando limiti intrinseci. Nel corso della storia hanno fomentato divisioni
culturali, incomprensioni, guerre, soprusi di ogni genere. Tutto ciò é accaduto
a causa di pochi uomini, é vero, ma é stato reso possibile dai limiti peculiari
alle assurde, fantasiose e perniciose concezioni teologiche da cui si fecero
inopinatamente sedurre.
Come potrebbe essere la religione, la spiritualità del terzo millennio?
Per religione intendiamo un metodo generico di approccio alla dimensione
spirituale. Tale metodo, anche se in misura minima, dev'essere pur sempre
delineato. Altrimenti si rimarrà perennemente in balia dell'opportunismo
di pochi scaltri profittatori o delle religioni organizzate che con il loro
oscurantismo propagandistico, nonché le collusioni con i regimi politici
di tutti tempi, riusciranno ad annullar – nondimeno – qualunque anelito
alla libertà, qualsivoglia aspirazione all'emancipazione individuale.
I punti seguenti, tratti sinteticamente dagli interventi di alcuni visitatori
del nostro forum, potrebbero essere considerati come essenziali:
Tali indicazioni – di massima – non escludono la partecipazione facoltativa
a manifestazioni periodiche collettive per celebrare gioiosamente eventi
e/o ricorrenze. Purché tali convegni o feste non assumano connotazioni
cerimoniali esoteriche ed occulte finalizzate alla rievocazione rituale
di presunti quanto improbabili pseudomisteri.
I luoghi fisici in cui realizzare tali anniversari rievocativi potrebbero
essere, tra gli altri, templi dedicati a tutte le religioni. Senza nessuna
distinzione o privilegio. Giacché il vero luogo sacro e accessibile in completa
solitudine è solo uno, il tempio interiore.
Per concludere, due ulteriori precisazioni: "Dio" è sia trascendente che
immanente, sia personale (in funzione del medium percettivo) che impersonale;
se si creano le condizioni necessarie affinché ciò accada, "Dio"
può manifestarsi in qualunque essere autocosciente.
Com'è nostra consuetudine ecco, infine, alcuni suggerimenti pratici.
Prendo lo spunto da un quesito cui non ho potuto rispondere direttamente
a causa dell'indirizzo e-mail, evidentemente errato:
Messaggio ricevuto il: Sunday, April 21, 2002
Nome del mittente: Sergio
Soggetto: Informazioni
Quesito
Salve mi chiamo Sergio, da circa 2 anni pratico la meditazione sul respiro.
In pratica osservo il flusso dell'aria che passa attraverso le narici senza
modificarne il ritmo. Da qualche tempo ho difficoltà a respirare dal naso.
Gentilmente vorrei sapere se c'è una alternativa o se è il caso di cambiare
metodo. Aspetto con ansia una vostra risposta. Grazie. Cordiali saluti.
Risposta
Ciao Sergio, non è necessario cambiare metodo. Puoi continuare nella tua
osservazione anche se mantieni la bocca socchiusa o aperta. In questo modo,
in linea di massima, respirerai contemporaneamente sia dalla bocca che dal
naso. L'essenza della tecnica consiste:
nella continuità dell'attenzione, senza interruzioni o pause consapevoli;
nel dedicarvi un periodo di tempo via via più lungo;
nell'avvertenza, presente nei testi buddisti, che si può riassumere brevemente
così: nel volgere tranquillamente la propria attenzione al flusso naturale
del respiro seguirlo mentalmente "senza restare indietro o superare il segno".
L'unico riscontro obiettivo ad un certo successo dell'esercizio dovrebbe
essere – inizialmente – la tranquillizzazione del respiro. Altre indicazioni
seguiranno, con il tempo, nel sito.
Naturalmente consulta un medico per le difficoltà respiratorie cui accenni
nel tuo messaggio. Ciao e grazie per la visita.
nick.salius
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