Il percorso spirituale di un pellegrino sulla via della meditazione.
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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La mia mente non può conoscere te, soltanto etichette, giudizi, fatti
e opinioni riguardo te. Soltanto l'Essere conosce.
(Eckhart
Tolle)
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"Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna
parte". "Per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non
troverà mai niente fuori. È inutile andare a cercare nel mondo quel che
non si riesce a trovare dentro di sé".
(Tiziano
Terzani)
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Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di
qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, seguendo i risultati del
pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui
offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio
di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. In qualche modo loro
sanno che cosa volete veramente. Tutto il resto è secondario.
(Steve
Jobs)
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Un uomo veramente civile è un uomo che, seduto sul pavimento della sua
capanna, si sente legato con tutte le creature e vede l’unità dell’universo.
Quest’uomo, e non altri, è giunto alla vera essenza della civiltà.
(Orso
che sta in piedi - da: Kent Nerburn - La Saggezza degli Indiani d'America)
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Nessuno capisce che il grado del sapere d'un uomo è una funzione del
grado del suo essere. Quando il sapere surclassa eccessivamente l'essere,
diviene teorico, astratto. Può diventare addirittura nocivo, perché invece
di servire la vita e di aiutare la gente nella lotta contro le difficoltà,
un sapere di questo tipo comincia a spiegare tutto: perciò può arrecare
soltanto difficoltà nuove, nuovi guai e calamità d'ogni genere che prima
non esistevano.
(George
Ivanovitch Gurdjieff)
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«Voi credete nei salvatori, ma è proprio da loro che dovete salvarvi.
Vi dovete redimere dall'idea che qualcuno possa venire a redimervi»
(Uppaluri
Gopala Krishnamurti - © copyleft perle.risveglio.net)
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«Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano
male il cielo».
(Tenzin
Gyatso, XIV Dalai Lama - © perle.risveglio.net)
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La luce è dentro di sé e non altrove; e proprio là può essere goduta. E la si può vedere da sé, avendo ben concentrato la mente.
(Mahâbhârata - © copyleft
perle.risveglio.net)
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Coloro che seguono le visioni separative sono estranei alla legge della
realtà e restano gente comune. È un monaco, invece, colui che non aderisce
ad alcuna setta e neppure si dà alle false opinioni.
(Theragatha)
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Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore e
la nostra famiglia, tutta la società ne trarranno beneficio.
(Thich
Nhat Hanh)
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Un monaco chiese: "Se per via si incontra una persona che pratica la
Via, in che modo si può risponderle né colle parole né col silenzio?". Daopi
rispose: "A calci e pugni".
(Eredità cinese dello
Zen)
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Due monaci stavano bisticciando a proposito di una bandiera. Uno diceva:
«La bandiera si muove». L'altro diceva: «È il vento che si muove». Per caso
passava di là il sesto patriarca. Disse ai due: «Non è il vento, e nemmeno
la bandiera: è la mente che si muove».
(Mumon,
La porta senza porta)
En passant, antonimo di ex professo, cioè non so nulla sull'argomento,
nello specifico la meditazione. Se ne fossi edotto m'inventerei un libro.
Diverso è il caso delle trascrizioni di discorsi, interventi o esternazioni
episodiche. Dunque, se non so nulla, che ci sto a fare qui? Il compito che
mi sono prefisso è di creare opportunità d'approfondimento culturale che
possano favorire un'acclimatazione graduale al soggetto. Forse tra qualche
anno tutto ciò sembrerà superfluo. Tuttavia al momento è la possibilità
più concreta per inoltrarsi nel non-ambito della spiritualità reale contrapposta
all'ignoranza della propria essenza: quanto più ti avvicini a conoscerti,
tanto più comprenderai i tuoi stessi simili.
La rivoluzione spirituale del 3° millennio, già avviata da alcuni dei
maestri di meditazione più noti, prosegue con sempre maggior vigore. Tuttavia
se dapprincipio furono soprattutto le fulgide personalità di quegli autorevoli
personaggi a offrire l'incipit per un sostanziale rinnovamento di coscienza,
ora è la collettività – come ad esempio quella dei social network – a riprodurre
l'impulso per proseguire su quella strada in parte già prefigurata.
La via è, ovviamente, quella della
consapevolezza, della presa
d'atto, tout court, del mondo che ci circonda e della reciproca interdipendenza
in relazione a se stessi, della
consapevolezza della propria
interiorità più intima come riflesso concreto di una dimensione spirituale
già favoleggiata nel corso dei tempi, ma mai attualizzata. Bene, ma cos'è
la dimensione spirituale? L'ideale che prende forma e concrea la realtà
psicologica in parallelo alla quotidianità più banale.
Qual'é il motivo per cui mi sono rivolto alla spiritualità? Avvertivo
l'esigenza di contribuire a realizzare un mondo più giusto, più equo, più
autentico. Il vessillo a cui scelsi d'ispirarmi, lo strumento che decisi
d'adoperare fu la meditazione.
Ma la meditazione in sé non ha nulla di così magico da migliorare le sorti
del mondo. Semmai sono le sue conseguenze indirette, ciò che suscita in
coloro che la praticano, come ad esempio la compassione, ad apportare una
vena così fresca di consapevolezza che l'insieme dei rapporti sociali si
trasforma via via in una direzione che comporta soprattutto equilibrio.
Resta da valutare quali siano le pratiche di
meditazione o gli escamotage
per meditare più compatibili con le esigenze o le circostanze della società
contemporanea. Fermo restando che gli approcci sono essenzialmente individuali
e quindi per nulla generalizzabili, sarebbe senz'altro possibile creare
le condizioni ambientali ottimali per favorire la meditazione. Tuttavia
attenzione, con le chiacchiere si possono erigere persino cattedrali, ma
il vero tempio va edificato sempre nella propria interiorità.
Si fa dunque un gran parlare di meditazione, ma rimane sempre un obbiettivo
astratto. In certi casi è finalizzata a superare lo stress, a tranquillizzare
la mente, a sentirsi più centrati, a perseguire un certo stato di benessere.
Ma se non si riesce a superare l'idea che per meditare bisogna fare necessariamente
qualcosa come eseguire un determinato esercizio, adottare una tecnica, recitare
o salmodiare un mantra, si rimane impantanati nel ricorrente ciclo di causa
ed effetto, senza comprende che la meditazione è proprio il superamento
di ogni ripetitività, della ridondanza.
Una verità – personale – di cui non parlerò mai a nessuno. Beh, il fatto
stesso che ne stia scrivendo implica che prima o poi qualcuno lo leggerà.
Come il migliore tra i segreti – di pulcinella – che si rispettino si tratta
dell'ennesimo uovo di Colombo. Cercavo me stesso, ma in realtà mi ero già
ritrovato. Solo che ero così distratto, nonché assorbito dalla stravagante
ricerca da non essermene nemmeno accorto. Cari lettori, lettrici, la parodia
della meditazione – non lasciatevi mai suggestionare dall'enfasi sorniona
dell'affabulatore di turno – ha inizio: chi sono io?
Primo, se lo sapessi non ve lo chiederei.
Secondo, il fatto che lo chieda non significa che non lo sappia.
Potrei fingere, ma sarei scoperto ben presto.
Potrei proporvi un elenco e poi smentirlo, ma sono stanco della retorica
fine a se stessa,
senza riuscire nemmeno a far breccia
nella luna d'argento riflessa nell'acqua
del sogno che si è infranto al mattino
prima che il mondo mi costringesse mio malgrado al risveglio.
Chi sono io? Tutto questo!
Cos'è la meditazione? Coscienza immobile! Ma non è affatto detto che
siffatto pseudo-obbiettivo possa esser necessariamente colto rimanendo davvero
immobili. Fissi nel pensiero, stabili con la postura, saldi nelle intenzioni,
calmi nell'approccio a se stessi, nell'esplorazione della propria interiorità,
nella presa d'atto delle proprie reazioni.
Grazie per la cortese attenzione
03-11-11 - nick.salius
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