
Il percorso spirituale di un pellegrino sulla via della meditazione.
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
§
Nessuno possiede la verità; il dialogo è dunque necessità di ciascuno:
individuo, cultura, religione che sia.
Raimon Panikkar
§
Guardati, pazzo! Gridi che muori di sete nel deserto, quando tutt'intorno
a te non c'è altro che acqua!
Kabir
§
Le decisioni sono un modo per definire se stessi.
Sono il modo per dare vita e significato ai sogni.
Sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo.
Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama
§
Chi vede se stesso come un altro è squilibrato, chi vede l'altro come
se stesso è saggio.
Detto buddista
§
La conversione è fuori moda, perché essere cristiani, musulmani, indù,
buddisti o ebrei è la stessa cosa. L’amore è la migliore religione.
Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama
§
Il credente inferiore indica il cielo e dice: «Dio è lassù»; il credente
medio dice: «Dio abita nel cuore come maestro interiore»; il credente superiore
dice: «Dio solo esiste e tutto ciò che percepisco è una forma di Dio».
Ramakrishna
§
Che tutte le creature, tutte le cose viventi, tutti quanti gli esseri,
possano sperimentare solo buona fortuna; possano non subire mai danno.
Anguttara Nikaya II, 72
Per calmare i propri pensieri e rivolgersi al limpido cielo
interiore è indispensabile, innanzitutto, riuscire a ragionare autonomamente.
La mente buddhica, ovvero la medesima mente universale cui si riferirono
i capostipiti o antesignani di qualunque religione, non richiede o prescrive
nulla se non cura, attenzione, consapevolezza.
Messaggio ricevuto il: 13-09-2005
Nome del mittente: Cristian
Oggetto: Da dove cominciare?
Quesito
Ciao, come faccio a capire da dove devo cominciare? Sto leggendo di tutto
(al riguardo) e in tutto trovo cose che mi fanno star bene e che mi invogliano
a seguirle, ma non appena inizio a confrontarle rilevo argomenti che mi
sembrano contraddittori. Grazie.
Risposta
Cristian, il nostro è un approccio di studio e di ricerca aperto a tutte
le possibilità, anche quelle più tradizionali. Per quanto mi riguarda prediligo,
in particolare, gli insegnamenti buddisti, ma anche al loro interno ci sono
numerose differenziazioni.
Tuttavia il punto non è a quale teoria riferirsi, quale insegnante seguire.
Ad esempio, lo stesso fatto che tu ti sia chiesto da dove cominciare indica
che hai già iniziato a porti consapevolmente quelle domande esistenziali
che tanti cercano di evitare, oppure eludono ricorrendo a risposte preconfezionate.
Il nucleo della spiritualità è sempre identico. Ed anche se le vie per giungere
a comprendere sé medesimi o il mondo sembrano molteplici, il luogo ideale
d'incontro è al di là dello spazio, del tempo, di qualunque teoria. E' il
momento presente.
Forse è meglio che continui a studiare, a leggere, a informarti, a vivere
la tua vita ordinaria con attenzione e consapevolezza finché non ti accorgerai
che, al di là di qualsivoglia temporanea contingenza, questa vita è già,
di per sé, splendida. Solo allora saprai, senza ombra di dubbio, ciò che
è bene e da dove cominciare.
Dal mio punto di vista ti sei già incamminato, perché sono la ricerca e
l'esplorazione a dischiudere le proprie possibilità. Con il tempo vedrai
che siffatta ricerca procede, purtroppo, sempre in circolo. Ma fintantoché
non lo si scopre autonomamente serve sempre una spinta, un impulso a cambiare,
a imprimere slancio come, per l'appunto, l'ispirazione che infondono studio
e approfondimento. A quel punto non sarai tu a dover scegliere per rivolgerti
verso una qualche parvenza di verità, ma sarà la verità medesima a inseguirti.
In effetti lo sta già facendo. E' nei libri, nei tuoi amici, nella vita
di tutti i giorni. Basta prestarle la giusta attenzione.
Un modo molto rapido per favorire l'evenienza spirituale è quello di perseguire
l'equilibrio. La mente discorsiva e petulante che qualche volta ci affligge
con le sue innumerevoli supposizioni e proiezioni si trova a disagio con
tutto quanto non sia estremo. Anche se piuttosto arduo, perseguire l'equilibrio
è un esercizio davvero straordinario.
Ma cos'è l'equilibrio? Quello del funambolo che corregge continuamente
la sua posizione evitando di propendere eccessivamente da un lato o dall'altro?
La moderazione fisica, il rispetto, l'attitudine compassionevole?
Seguire la via di mezzo significa evitare tutti gli oltranzismi, le strumentalizzazioni.
Oggi, come in passato, si tende a privilegiare ed accettare supinamente
le risposte preconfezionate di soggetti che, ben lungi dal perseguire giustizia
e verità, sono in realtà interessati a preponderanza e supremazia.
Gli insegnamenti spirituali, che privilegio, sono quelli più realisti, proficui
e positivi. Si tratta d'indicazioni o suggerimenti che trascendono il tempo
e suscitano reciprocità e compassione in modo così evidente da entusiasmare
e convincere sia gli intellettuali che le persone più umili. Sono scettico
verso coloro che predicano e diffondono istanze irrazionali. Osservare la
vita per ciò che è predispone a coglierne l'intrinseca sacralità. E' davvero
fantastico come cotanta bellezza possa sorgere e fiorire proprio nella più
umile ordinarietà.
Qualche reminiscenza. Lasciate che la vita vi parli.
Apritele i vostri cuori. Se pensate di essere Indù, si manifesterà come
Krishna. Se invece siete convinti di essere cristiani assumerà le sembianze
di Cristo. I seguaci dell'Islam la percepiranno in quanto Allah. E i buddisti
sorrideranno perché sanno che la vita parla sempre il linguaggio del suo
interlocutore.
Lasciate che la vita vi parli. Accoglietela nei vostri cuori. Ricambiatela
con tutto l'amore possibile. La vita non ha bisogno d'interpreti o intermediari.
Siate consapevoli e troverete la via.
La verità bussa da sempre per entrare, ma noi eravamo assenti. Per riconoscere
il giusto bisogna esserci, cioè attenti, presenti a se stessi, disponibili
ad ascoltare. Il giusto è la natura increata, la nostra medesima essenza.
Esiste una filosofia, religione o scienza che riesca a superare sul serio
il concetto di "principio generatore"? Il principio generatore non è statico,
a mio avviso è la trascendenza medesima. Sembra sfuggire sempre perché si
autocrea in continuazione. Non può essere fissato mediante un'immagine,
né tantomeno con l'ausilio di un'idea. Allorquando ti sembra di averlo afferrato
non è più lì. E se cerchi di contemplarlo alla fine rimane il vuoto. Sicché
ti chiedi, ma esiste realmente, o me lo sto solo immaginando? Tuttavia,
quando ti sei arreso all'inevitabile incongruenza logica, ecco, te lo vedi
rispuntare d'ogni dove! Che sarà mai, un fior di loto?
nick.salius
L'articolo successivo...»
"Meditazione nel web" è su: Facebook - Twiter - Google Plus