Il percorso spirituale di un pellegrino sulla via della meditazione.
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Per realizzare la propria vera natura non c'è alcuno sforzo speciale
da fare. Tutti gli sforzi sono parte dell'attuale oscuramento della verità.
Una donna ha al collo una collana, ma si dimentica di averla e immagina
d'averla persa. Così si mette febbrilmente a cercarla qua e là, dappertutto.
Non trovandola, chiede a tutti i conoscenti se l'abbiano vista, finché un
amico gentile non le indica il collo e le dice di toccare con mano lei stessa
la collana che indossa. La donna obbedisce e trova la collana, provando
un'immensa felicità. In seguito, quando incontra le altre persone che le
chiedono se abbia ritrovato la collana, risponde di sì, e racconta di come
avesse creduto d'averla perduta e invece l'abbia successivamente trovata.
La felicità provata nel ritrovarsela al collo è pari alla felicità che avrebbe
provato trovando un bene effettivamente perduto, ma, in effetti, non l'ha
mai persa né recuperata. Tuttavia prima era disperata e adesso è felice.
La stessa cosa avviene con la realizzazione della propria vera natura.
Ramana Maharshi
Chi sono io? L'essenza della ricerca, l'incontrovertibile nucleo d'una
passione, un'anima inetta che scruta inconsapevole tra i meandri del proprio
passato, poi si proietta verso un ipotetico futuro, ma manca sempre l'unico
luogo e momento in cui esiste, il presente? Ed ecco la prima deduzione.
Io esisto solo nel presente. Il resto è semplice, banale immaginazione.
Chi sono io? Questo respiro che fluisce impertinente; l'elan che vitalizza,
incurante, la spoglia; o il risultato di un'incredibile vicenda chimica?
Preferirei ignorarlo!
Chi sono io? Il silenzio che mi sovviene quando il disgusto di non sapere
travolge tutto, o il vuoto-pieno che accetta l'integro, ma senza mai corrisponderlo?
Così, distante e immobile, sulla veranda fredda, tra l'apice del tetto,
riparo ai gatti, in primavera (sebbene svegli sembra sempre che dormano);
e il cielo a chiazze che frizza, tacito; non v'è risposta. Cos'è che cerchi,
una flebile voce che ti rammenti l'imago (ricordo idealizzato), ti confessi
l'inganno? Nessuna sorte!
Mi chiedo chi sono, ma non trovo nulla che mi soddisfi, che mi dia la certezza.
O, per lo meno, la sensazione d'essermi avvicinato più d'una spanna ...
alla mia verità. D'averne compreso l'antitesi. Di potermi servire di queste
medesime ponderazioni per trarmi, in qualche modo, d'impaccio. Nulla che
poi risolva, indichi o supponga.
Giro e rigiro tra le plaghe del sempre-verde. Sennonché mi ritrovo ogni
volta allo start (fotogramma d'inizio). Il mio loto non è ancora fiorito,
Trascorrono le ore come i giorni, i mesi ... Il tempo sfugge, ma imperterrito,
nonostante l'inconcludenza - è apparente - proseguo incrollabile a chiedermi,
due volte al giorno, mattino e sera: chi sono? Ebbene talvolta realizzo:
sono la luce, si sono la luce. Tal'altra deduco: eureka, viva il silenzio,
ecco lo Yoga (unificazione)!
Ma d'improvviso sollevo lo sguardo, mi rivolgo all'esterno. Le imposte sono
aperte. La cornice delimita. Ne miro sorpreso la porzione di cielo. Un riflesso
di bianchissima luce solca l'aere, superbo. Ali candide, dispiegate all'unisono,
tratteggiano lievi ampie volute d'azzurro. L'attimo è così surreale che
per quanto ci pensi non riesco a spiegarlo.
E' trascorso del tempo. Ora non mi chiedo più ch'io sia. Non ne sento il
bisogno, l'intendo.
Chi sono? Prima del respiro, prima del pensiero, prim'ancora del sogno ...
La realizzazione spirituale non è una conoscenza d'acquisire o raggiungere.
La felicità non dipende dal suo conseguimento. Il Sé che cerchi di conoscere
sei tu.
23-04-08 - nick.salius
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