
Il percorso spirituale di un pellegrino sulla via della meditazione.
Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Mi è caro veramente colui che ha la forza di immergersi profondamente
in Brahma; il cui pensiero si perde facilmente nella sua contemplazione.
Mi è caro veramente colui che conosce Brahma e che può giungere con la meditazione
a dimorare nella Sua suprema verità; che può evocare la melodia dell'infinito,
unendo nella vita amore e rinuncia.
(Kabir - I cento canti - © copyleft
perle.risveglio.net)
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La meditazione è una qualità di relazione a ciò che è qui. Da questo
punto di vista, il cammino spirituale nella sua dimensione interiore e la
pratica della meditazione non sono che una sola ed unica cosa, cioè avere
ad ogni istante la relazione giusta a ciò che è qua. Non c'è altra pratica
di meditazione.
(Lama Denys Tendrup in Dialogue à deux voies (con Arnaud Desjardins) Ed.
La Table Ronde, Paris, 1993, p. 267-268)
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La pratica della meditazione
La Verità è perfetta e completa in sé stessa, non è una cosa scoperta da
poco; è sempre esistita. La Verità non è lontana. Più che vicina, è vicinissima.
Non c'è bisogno di raggiungerla, poiché nessuno dei tuoi passi ti allontana
da essa.
(Dogen)
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Profonda essenza
Ogni volta che iniziamo la nostra pratica di meditazione, siamo intimamente
motivati dalla consapevolezza che noi, e tutti gli esseri senzienti, abbiamo
fondamentalmente la natura di Buddha come più profonda essenza. Realizzarla
significa liberarsi dall’ignoranza e, finalmente, mettere fine alla sofferenza.
(Sogyal Rinpoche)
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Mentre gli altri sprecano il loro tempo, meditate e vedrete che il silenzio
della meditazione vi parlerà.
(Paramahansa Yogananda)
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La sostanza di un Buddha è la presenza mentale. Ogni volta che tornate
al vostro respiro e praticate profondamente il respiro in consapevolezza,
voi siete un Buddha vivente. Quando non siete sicuri di cosa fare, tornate
al vostro respiro: inspirate ed espirate pienamente consapevoli, prendete
rifugio nella presenza mentale. La cosa migliore da fare nei momenti di
difficoltà è tornare a se stessi e dimorare nella consapevolezza.
(Thich Nhat Hanh, Perché un futuro sia possibile - pag. 75 - Ubaldini 2000)
Lo spirito è l'essenza, per sua natura indefinibile, intangibile,
ma non per questo meno reale. Lo percepisci quando sei particolarmente concentrato.
... la concentrazione non è uno sforzo, ma la capacità di osservare i dettagli
di una circostanza o un evento, nel tempo, in modo sempre più puntuale.
In genere, quando compilo un articolo, prendo spunto da brevi stralci
di appunti pregressi e li sviluppo secondo le esigenze o l'ispirazione del
momento. Tuttavia, nonostante m'impegnassi, questa volta non riuscivo a
trovare un argomento convincente, ovverosia una questione che oltre a suscitare
un po' d'interesse fosse davvero d'aiuto alla maggior parte di coloro che
seguono un percorso spirituale. Che siffatto percorso sia la via della meditazione,
della preghiera o sentieri affini, poco importa. Sennonché, come accade
sovente nei periodi di forte incertezza, ho vissuto sulla mia pelle una
serie di circostanze casuali, la cui descrizione rimando a un occasione
più propizia, che mi hanno ricondotto al punto cruciale di qualunque approccio
religioso, la centralità dello spirito.
Affinché tu possa percepire la benché minima parvenza dello spirito devi
entrare in sintonia con le peculiarità dell'universo sovrasensibile. Il
modus operandi è quello della supercoscienza ... Se dovessi attribuire un
volto all'amore come lo raffigureresti? Forse con le sembianze di una divinità?
Spirito, amore e verità coincidono. Ma dov'è la verità? E' dovunque. Puoi
rinvenirla in un fiore, come al centro del tuo essere. Quindi non localizzarla
in un punto o in un pensiero specifico. Essa è dietro le apparenze, in quella
sorta di vuoto che si crea quando mediti. Il vuoto in questione è uno stato
libero dai consueti processi mentali, quindi chiaro, essenziale, indistinto,
silenzioso, ricettivo. Lo riconosci, ne divieni consapevole, quando sei
sintonizzato col tuo centro interiore.
Cos'è lo spirito? Lo spirito è l'essenza della vita e come tale non è
patrimonio esclusivo di alcun credo. Non appartiene a nessuna fede, semmai,
indistintamente, a tutte le religioni. Lo spirito è il nucleo della coscienza,
che è consapevolezza assoluta. Lo spirito coincide con il centro della ruota,
che è cavo, cioè vuoto. Quindi se vuoi incontrare un balenio dello spirito
non cercarlo nel caos dei dettagli, ma nel silenzio dell'assenza di forme
e, quindi, di pensieri.
Taluni si riferiscono allo spirito come non-mente. Tal'altri preferiscono
pensarlo come anima suprema. In realtà non è né l'uno né l'altro, eppure
entrambi. Così tanto immanente, quanto trascendente. nel mentre ti seduce
– osserva quegli splendidi occhi – ti traduce nel senza tempo. E vedi le
barriere cadere, le distanze annullarsi, ogni sorta di distinzione sparire.
Sicché diventi ciò che senti, quel che sei, quanto vedi. Finché la saetta
dell'intuizione non irrompe nel cielo limpido della fantasia per mostrarti
una pioggia di stelle, che si riversano nel tuo piccolo scorcio individuale,
che finora ritenevi così angusto, ma si rivela in un battibaleno l'infinità
medesima.
Cos'è lo spirito? Egli è il non-nato, la voce dell'increato, ciò che precede,
ma nel contempo segue ... Quando la tua attenzione converge spontanea sino
a concentrarsi tutta sul soggetto che lì per lì ti attrae, ecco schiudersi
l'ambito che non speravi, che forse non immaginavi nemmeno. Lo spirito è
tutto ciò che non puoi nemmeno cercare ...
Devo tener conto di rivolgermi anche a coloro che non credono d'aver
mai scorto o intuito, se non immaginato – di certo a ragion veduta – la
benché minima parvenza di spirito. Torno, quindi, coi piedi a terra descrivendo
un semplice esercizio di consapevolezza.
Sei quasi fermo, affaccendato, poco importa. Ti senti particolarmente attratto
da un oggetto, sicché ti fissi su un dettaglio. Non v'è nulla di predeterminato,
accade per puro caso, ovviamente. O sei senza pensieri, finché l'ambiente
non muta d'improvviso. Ora ne intravedi la luce intrinseca. Una sorta di
luminosità implicita, sempre presente, ma che in genere percepisci solo
di riflesso. Come favorire l'attuarsi di questo fenomeno?
Dopo lo studio, il lavoro o gli impegni, siedi, chiudi gli occhi, ma immagina
di vedere ugualmente. Pochi minuti appena, poi riprendi le attività o gli
svaghi di sempre. Non è un esercizio di toponomastica mentale. E' adottato
da più tradizioni. Aiutati con il respiro, seguine il ritmo. L'aria fresca
satura vieppiù la mente sino a sentirti ancora più lucido.
Ora la meditazione vera e propria. Osserva un determinato
oggetto – ad esempio un fiore – sin nei minimi dettagli. Tenta d'avvertirne
un po' la sottile fragranza. La levità della sua discreta presenza, ammiralo.
Poi chiudi gli occhi, ma continua a sentirlo. Se dapprima il fiore fisico
ammiccava, ora quello eterico sorride. Si, ma chi è che ammicca, che sorride,
cos'è che stai vedendo, il fiore, l'oggetto in sé, o una sua rappresentazione
mentale, cioè il suo pensiero? Lascia cadere quel pensiero, non portartelo
dentro. Se cade il pensiero c'è silenzio e il silenzio è l'ambiente in cui
accade la meditazione.
Un altro esempio. Sei particolarmente arrabbiato. Ci sono dei periodi in
cui ti capita spesso. Ma la rabbia in sé non esiste. Non è un oggetto che
si possa toccare. Risali, dunque, al motivo della rabbia. L'hai individuato?
Chiudi gli occhi, ma la rabbia t'insegue. Cos'è che hai portato dentro,
la rabbia, l'oggetto che ti provoca la rabbia, o il suo pensiero? Ovviamente
è il solo pensiero. Non di più di quel semplice, unico pensiero. Lascialo
perdere. Non ti appartiene. Sei tu a trascinarlo dentro, mollalo. Attieniti
sempre al presente. Se molli il pensiero e – anche se per pochi istanti
– ti attieni al presente, stai creando le condizioni di silenzio favorevoli
al sopraggiungere della meditazione. (Quest'ultimo non è un metodo psicologico
per lenire la rabbia, ma un escamotage per meditare profittando della situazione).
Non lasciarti abbindolare dalle prediche. I riti ti danno conforto? Seguili,
ma rammenta che sono solo parodie dello spirito. Astuti escamotage ideati
per intrappolarti in un labirinto irrazionale che non ammette eccezioni.
Rispetta invece la logica, la ragione, il buon senso. Diffida sempre di
chi ti promette alcunché non sia palesemente riscontrabile ed attieniti,
in primo luogo, all'evidenza. Tutto ciò è anche e soprattutto lo spirito.
Siamo già in possesso della magia più fenomenale che esista e ce la lasciamo
sfuggire di continuo. Coloro che sono attratti dal miracoloso e dall'inspiegabile,
mi dispiace, ma sono solo allocchi. Perché la vita è già tutta un miracolo.
Così come il contadino semina il grano per trarne un raccolto, tu semina
amore e ne otterrai gratitudine.
Grazie per la cortese attenzione
07-07-10 - nick.salius
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