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"La verita' è una terra senza vie" di Jiddu Krishnamurti (1895-1986)
Campo di Ommen del 3 agosto 1929
Questa mattina dobbiamo discutere lo scioglimento dell'Ordine della Stella.
Molti ne saranno felici, altri invece si sentiranno tristi. Ma non si tratta
di una questione di felicità o tristezza, perché è inevitabile, come sto
per chiarire ...
Io proclamo che la Verità è una terra senza vie
e non ci si può avvicinare con una via qualsiasi, con una religione, con
una setta. È il mio punto di vista e vi aderisco assolutamente e incondizionatamente.
La Verità, essendo senza limiti, incondizionata, inaccostabile seguendo
una via qualunque, non si può organizzare; e un'organizzazione non si dovrebbe
formare per guidare o costringere la gente a seguire una determinata via.
Se voi vi rendete subito conto di questo, poi vi sembrerà decisamente impossibile
organizzare una fede. Una fede è un fatto puramente individuale e voi non
potete e non dovete organizzarla. Se lo fate, la fede tende a morire, a
cristallizzarsi; tende a diventare un credo, una setta, una religione, da
imporre dogmaticamente agli altri.
E questo in tutto il mondo tutti
chi più chi meno stanno tentando di fare. La Verità viene svilita, deprezzata
a livello di hobby per chi è debole, per chi solo momentaneamente è infelice.
La Verità non si può deprezzare a livelli infimi, ma ogni individuo deve
sforzarsi di raggiungerla con l'ascesi. Non si può schiacciare la vetta
del monte sul fondovalle ...
E questa è la prima ragione, dal mio
punto di vista, per sciogliere l'Ordine della Stella. Nonostante questo,
sono sicuro che formerete probabilmente altri Ordini, che continuerete a
far parte di altre organizzazioni alla ricerca della Verità. Io non voglio
far parte di un'organizzazione di tipo spirituale; cercate di capirlo per
favore...
Se si crea un'organizzazione a questo scopo, questa diventa
un puntello, una debolezza, un legame, e l'individuo ne viene handicappato
e impedito nella sua volontà di crescere, di raggiungere la sua identità,
che consiste proprio nella scoperta personale, fatta con le proprie forze,
di quella Verità assoluta e incondizionata. E questa è un'altra ragione
per cui ho deciso, trovandomi ad essere il Capo dell'Ordine di scioglierlo.
E questo non deve stupire, perché non voglio seguaci, cioè voglio dire
che dal momento in cui seguite qualcuno smettete di seguire la Verità. A
me non interessa se fate attenzione a quello che dico o no. Io voglio fare
una determinata cosa al mondo e ho intenzione di farla con una concentrazione
incrollabile. A me interessa solo una cosa veramente essenziale: liberare
l'uomo. Desidero liberarlo da tutte le gabbie, da tutte le paure, e non
voglio fondare religioni, nuove sette o stabilire nuove teorie e nuove filosofie.
E allora naturalmente mi chiederete perché me ne vado per il mondo a parlare
ininterrottamente. Vi dirò per quale ragione lo faccio; non per il desiderio
di un seguito o di un gruppo speciale di discepoli speciali. (Agli uomini
piace essere diversi dai loro simili, anche a costo di diversificarsi in
modo ridicolo, assurdo e triviale! Io non voglio incoraggiare quell'assurdità).
Non ho discepoli né apostoli sulla Terra o nel regno della spiritualità.
Non mi attira l'esca dorata del denaro o il desiderio di vivere a mio
bell'agio. Se volessi vivere in una gabbia dorata non parteciperei a un
Campo o non vivrei in un'umida campagna! Parlo in tutta franchezza perché
voglio puntualizzarlo una volta per tutte. Non voglio anno dopo anno queste
discussioni infantili.
Un giornalista che mi ha intervistato riteneva
un atto per lo meno sconcertante sciogliere un'organizzazione con migliaia
e migliaia di membri. Ma per lui era un atto veramente grande e mi ha detto:
«Cosa farete dopo, come vivrete? Non avrete più seguito, la gente non vi
ascolterà più». Se anche solo cinque persone ascolteranno, vivranno col
loro volto rivolto verso l'eternità, sarà sufficiente. Che vantaggio si
può avere da migliaia di persone che non capiscono che sono immerse e imbalsamate
nei pregiudizi, che non vogliono novità ma vorrebbero tradurre il nuovo
nei termini più adatti ai loro sé sterili e stagnanti?
Ma io sono
libero, incondizionato, intero, non la parte, non il relativo, ma la totale
Verità che è eterna, e proprio per questo desiderio chi cerca di capirmi,
di essere libero, non per seguirmi o estrarre da me una gabbia che diventerà
una religione, una setta. Dovrebbe invece liberarsi da tutte le paure -
dalla paura della religione, dalla paura della salvezza, dalla paura della
spiritualità, dalla paura dell'amore, dalla paura della morte, dalla paura
della stessa vita. Come un artista dipinge perché ha piacere a dipingere,
perché si autoesprime, aspira alla gloria e al benessere, lo stesso faccio
io e non perché voglio qualcosa da qualcuno. Voi siete abituati all'autorità
o all'atmosfera di autorità che pensate possa condurvi alla spiritualità.
Pensate e sperate che un altro possa con i suoi straordinari poteri - un
miracolo - trasportarvi in questo regno dell'eterna libertà, cioè della
Felicità. Tutta la vostra concezione della vita si basa su quell'autorità.
Ormai mi state ascoltando da tre anni, senza particolari mutamenti a
parte poche occasioni. Ora analizzate quello che dico, siate critici, in
modo che possiate capire tutto a fondo, nelle sue strutture di base ...
Da diciotto anni vi state preparando a questo evento, all'Avvento del
Maestro del Mondo. Da diciotto anni vi siete organizzati, avete cercato
qualcuno che proiettasse una nuova luce nei vostri cuori e nella vostra
mente, che trasformasse completamente la vostra vita, che vi desse una nuova
conoscenza; qualcuno che vi sollevasse ed elevasse a un nuovo piano di vita,
che vi desse un nuovo incoraggiamento, che vi liberasse - e ora guardate
cosa sta accadendo! Riflettete, ragionate con voi stessi e scoprite in che
modo quella fede vi ha fatto diversi - non però la superficiale differenza
di chi porta una coccarda, cosa triviale, assurda. In che modo questa fede
ha spazzato via tutte le cose che nella vita non sono essenziali? È il solo
modo di giudicare: in che senso siete più liberi, più grandi, più pericolosi
per una società, e ce ne sono tante, fondate sulla falsità e sulla non essenzialità?
In che modo i rappresentanti di questa organizzazione della Stella sono
diventati diversi, nuovi? ...
Tutti voi dipendete come da una droga
dalla spiritualità di qualcuno diverso da voi, dalla felicità di qualcuno
che non siete voi, dalla luce di qualcuno che non è in voi ... quando dico
di guardare dentro di voi per la luce, per la gloria, per la purificazione
e per l'incorruttibilità del sé, non uno di voi ha voglia di farlo. Oppure
pochi, molto, molto pochi. E quindi perché avere un'organizzazione? ...
Nessuno può liberarvi dall'esterno; l'organizzazione del culto o l'immolazione
da parte vostra a una causa non potranno liberarvi; e non potrà liberarvi
il costituirvi in un'organizzazione o l'immergervi nel lavoro. Vi servite
di una macchina per scrivere per scrivere una lettera, ma non la mettete
su un altare e non l'adorate. Ma è proprio questo che fate quando vi interessate
soprattutto di organizzarvi. «Quanti membri avete?». E' la prima domanda
che mi rivolgono i giornalisti. «Quanti seguaci avete? Dal loro numero giudicheremo
se quello che dite è vero o falso». Non so quanti siano. Non mi interessa.
Se fossi riuscito a liberare anche solo una persona, mi basterebbe ...
Voi poi siete dell'idea che solo certa gente abbia la chiave del Regno
della Felicità. Nessuno ha questa chiave. Nessuno ha l'autorità di possederla.
Quella chiave è il vostro stesso sé e solo nello sviluppo e nella purificazione
e nell'incorruttibilità di quel sé è il Regno dell'Eternità ...
Vi
siete abituati a farvi dire fino a che punto siete progrediti, qual è il
vostro status spirituale. Che infantilismi! Chi se non voi stessi potete
dirvi se siete incorruttibili? ...
Ma chi vuole veramente capire,
chi aspetta di trovare l'eterno, senza un principio o senza una fine, acquisterà
un più forte impulso di marcia comune, sarà una minaccia per l'inessenziale,
per l'irrealtà, per le ombre. E sarà lui a concentrarsi, a diventare la
fiamma, perché avrà capito. Un corpo come questo dobbiamo crearlo e questo
è il mio scopo. Per quella vera amicizia - che voi non sembrate conoscere
- ci sarà da parte di tutti voi un'effettiva cooperazione. E questo non
a causa dell'autorità o a causa della salvezza, ma perché avete capito,
veramente capito e quindi siete capaci di vivere nell'eterno. E questo è
un piacere più grande di ogni piacere, un sacrificio più grande di ogni
sacrificio.
Ecco alcune delle ragioni per cui, dopo un'attenta riflessione
durata quasi due anni, ho preso questa decisione. Non si tratta dell'impulso
di un momento. Nessuno mi ha persuaso a farlo - non ho bisogno di essere
convinto. È da due anni che ci penso con calma, pacatezza, scrupolo e ora
ho deciso di sciogliere l'Ordine, trovandomi a esserne il Capo. Potete formare
altre organizzazioni e attendere qualcun altro. Ma la cosa non mi interessa,
non voglio creare nuove gabbie o nuovi ornamenti per quelle gabbie. Il mio
unico interesse è di liberare l'uomo e portarlo alla libertà assoluta, non
condizionata.
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