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Frammenti essenziali dal Discorso n. 22 della Digha Nikaya
Il Nobile Ottuplice Cammino
Omissis
E quale è, o monaci, la Nobile Verità del Cammino che conduce alla
Cessazione della Sofferenza?
Essa è il Nobile Ottuplice Cammino, cioè Retta Comprensione, Retto Pensiero,
Retta Parola, Retta Azione, Retta Vita, Retto Sforzo, Retta Attenzione,
Retta Meditazione.
E cosa è, o monaci, la Retta Comprensione? Comprendere la sofferenza,
comprendere l'origine della sofferenza, comprendere la cessazione della
sofferenza, comprendere il cammino che conduce alla cessazione della
sofferenza: questa è la Retta Comprensione.
E cosa è il Retto Pensiero? Pensieri liberi da bramosie, pensieri liberi
da malevolenza, pensieri liberi da crudeltà: questo è il Retto Pensiero.
E che cosa è la Retta Parola? Astenersi dal mentire, dal calunniare,
dal parlare aspramente, dal parlare di cose futili: questa è la Retta
Parola.
E cosa è la Retta Azione? Astenersi dal togliere la vita, astenersi
dal prendere ciò che non ci vien dato, astenersi da eccessi sensuali:
questa è la Retta Azione.
E cosa è la Retta Vita? Quando il discepolo abbandona un modo di guadagnarsi
la vita che non è confacente e ottiene sostentamento in modo confacente
e corretto: questa è la Retta Vita.
E cosa è il Retto Sforzo? Qui un monaco avanza il desiderio, fa uno
sforzo, comincia una lotta, applica la mente, obbliga la mente ad impedire
il sorgere di cattive e malsane condizioni non ancora sorte. In quanto
alle cattive e malsane condizioni che erano già sorte, egli mette tutto
l'impegno per distruggerle. Per le condizioni buone e profittevoli che
non sono ancora sorte, egli pone intenso desiderio affinché sorgano.
Per le condizioni profittevoli che sono già sorte egli pone desiderio,
fa uno sforzo, comincia una lotta, applica la mente, obbliga lo sua
mente per la loro continuazione, per non trascurarle, per aumentarle,
per coltivarle, per portarle a maturazione. Questo è il Retto Sforzo.
E che cosa è lo Retta Attenzione? Qui il monaco dimora praticando lo
contemplazione del corpo nel corpo - praticando la contemplazione delle
sensazioni nelle sensazioni - praticando la contemplazione della mente
nella mente - praticando la contemplazione delle formazioni mentali
nelle formazioni mentali, ardentemente, comprendendo chiaramente e attentamente,
dopo aver superato le bramosie e le ambizioni del mondo: questa è la
retta Attenzione.
E che cosa è la Retta Meditazione? Qui un monaco distaccato dalle cose
sensibili, distaccato dalle cose malsane, entra nel primo assorbimento
(Jhana), nato da distacco, accompagnato da concetti pensiero e da pensieri
discorsivi e si riempie di rapimento e di gioia. Dopo aver superato
i pensieri concettuali e discorsivi, guadagnando tranquillità interiore
e unificazione della mente egli entra in un secondo assorbimento libero
da pensieri, nato da Concentrazione e si riempie di rapimento e di gioia.
Dopo aver eliminato lo stato di rapimento, egli dimora equanime, attento,
chiaramente cosciente ed esperimenta personalmente quella sensazione
di cui i saggi dicono «Felice è l'uomo equanime ed attento »; questo
è il terzo assorbimento. Infine abbandonando la gioia e il dolore, e
superando le condizioni anteriori di felicità e di afflizione, egli
entra in una condizione al di là della gioia e del dolore, nel quarto
assorbimento che è purificato dalla equanimità e dalla attenzione. Questa
è lo Retta Meditazione.
Questo, o monaci, è il Nobile Cammino che conduce alla Cessazione della
Sofferenza.
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