Meditazione nel Web » Logo Buddha » Ritorna alla Home di Meditare.it

 




Meditazione nel Web » Immagini per la meditazione (la foto è © fotolia.com) » Ritorna alla pagina iniziale di questa stessa directory Risorse sulla meditazione

Fate click sull'immagine in alto per ritornare alla pagina iniziale di questa stessa directory Risorse.

Meditazione nel Web » Immagini per la meditazione (leaf pattern)

 

Meditazione nel web » Risorse » Yoga Sutra di Patanjali

Frammenti essenziali

I, 1 - Ora segue un'esposizione dello Yoga.
I, 2 - Lo Yoga è la scienza del controllo delle attività mentali.
I, 3 - Chi ha la mente completamente serena e stabile diventa consapevole della sua vera natura.
I, 4 - Per tutto il tempo che la mente resta attiva, l'uomo si identifica con la sua mente.

Omissis

I, 12 - Il controllo mentale si sffettua grazie all' abhyasa (esercizio) e al vairagya (disaffezione).
I, 13 - L'abhyasa è lo sforzo persistente per dominare e controllare le diverse attività mentali.
I, 14 - Dopo una lotta lunga e ininterrotta, l'abhyasa, se applicato con scrupolo e devozione, diventerà un'abitudine, un modus vivendi.
I, 15 - Il vairagya è lo stato in cui si riesce a superare il desiderio delle cose e degli oggetti materiali.
I, 16 - Il vairagya assoluto deriva dalla consapevolezza del sé.

Omissis

I, 19 - Alcune persone nascono yogi.
I, 20 - Altri hanno successo nello Yoga solo grazie alla fede, agli sforzi persistenti, alla memoria e all'applicazione di un acuto intelletto.
I, 21 - Hanno successo nello Yoga e anche abbastanza in fretta quelle persone che lo vogliono con più forza.
I, 22 - La misura del successo nello Yoga dipende dal fatto se lo si cerca poco, con moderazione o intensamente.

Omissis

I, 30 - Malattie, negligenza e rilassamento, dubbio, disattenzione, pigrizia, interessi mondani, opinioni sbagliate, insuccessi e instabilità sono gli ostacoli che distraggono la mente.
I, 31 - Afflizione, disperazione, mancanza di controllo del corpo e respirazione irregolare sono i sintomi di una mente non controllata.
I, 32 - Per la rimozione degli ostacoli, dovrebbe esserci la pratica costante di un principio.
I, 33 - La mente si calma quando adotta un atteggiamento mentale di simpatia per la felicità, di compassione per l'infelicità, di allegria per il bene e di indifferenza al male.
I, 34 - La tranquillità mentale viene favorita anche dalla pratica di alcuni esercizi di respirazione.
I, 35 - La crescente forza delle facoltà mentali aiuta a rendere stabile la mente.
I, 36 - Anche la serenità della mente segue alla consapevolezza della luce interiore.
I, 37 - La mente si calma e si rassegna pensando a un altruista.

Omissis

I, 41 - Come un cristallo può riflettere i colori dell'ambiente circostante, così nella mente che ha eliminato ogni elemento perturbante, conoscente, conoscenza e oggetto della conoscenza diventano una cosa sola.

Omissis

II, 3 - Le cause della sofferenza sono avidya, asmita, raga, dvesa e abhinivesa.
II, 4 - Avidya è la ragione, la causa prima delle altre cause del dolore, siano esse sopite, difficilmente rilevabili, sporadiche o travolgenti.
II, 5 - Avidya significa scambiare il limitato, l'impuro, il dolore e il non io rispettivamente per l'eterno, il puro, il bene e il sé.
II, 6 - Asmita significa identificare il veggente con lo strumento delle sue visioni.
II, 7 - Raga, ossia l'affezione, deriva dal piacere.
II, 8 - Lo Dvesa, o avversione, deriva dal dolore.
II, 9 - L'Abhinivesa, o attaccamento smodato alla vita, domina anche il sapiente.

Omissis

II, 11 - Con la meditazione si devono sopprimere le manifestazioni dei cinque klesa (ostacoli).
II, 12 - Si possono acquistare le basi di partenza dei klesa dissolvendoli nel loro stato causale.

Omissis

II, 26 - La pratica ininterrotta della discriminazione è il mezzo per la distruzione dell'avidya, o non conoscenza spirituale.

Omissis

II, 28 - Con la pratica delle diverse fasi dello Yoga si distruggono le impurità della mente e si sviluppano la conoscenza spirituale e la consapevolezza della Realtà.
II, 29 - Gli otto gradi dello Yoga sono: Yama (astensione) - Niyama (osservanza) - Asana (posizioni yoga) - Pranayama (controllo della respirazione) - Pratyahara (ritrazione dei sensi) - Dharana (concentrazione) - Dhyana (meditazione) - Samadhi (identificazione).
II, 30 - Yama sono le astensioni dalle offese, la continenza, l'astensione dall'avidità, la sincerità e l'astensione dal furto.

Omissis

II, 32 - Niyama sono la purezza, l'appagamento, l'austerità, lo studio e la devozione per la divinità.
II, 33 - Per annientare i pensieri impuri, si dovrebbero meditare i pensieri opposti.
II, 34 - I pensieri e le azioni impure - leggeri, medi o intensi; commessi intenzionalmente, provocati o istigati; come sfogo di rabbia, di avidità o confusione - producono dolore, sofferenza e ignoranza. Si deve applicare quindi il metodo di sostituirli con pensieri opposti.

Omissis

II, 41 - Dalla purezza mentale deriva il buonumore, la capacità di concentrarsi e il controllo sui sensi. In questo modo la mente sarà pronta per la realizzazione del sé.
II, 42 - Dall'appagamento deriva una grande felicità.
II, 43 - Si arriva alla perfezione degli organi sensoriali e del corpo distruggendo le impurità per mezzo dell'austerità e dell'ascesi.

Omissis

II, 46 - Asana è una posizione yoga stabile e confortevole.

Omissis

II, 49 - Quando ci si è impadroniti di un asana, si ottiene di conseguenza il pranayama, o controllo della respirazione.

Omissis

II, 53 - Attraverso la pratica del pranayama la mente diventa pronta per il dharana.
II, 54 - Pratyahara è il distacco dei sensi dagli oggetti sensoriali.

Omissis

III, 1 - Il dharana è la condizione in cui la mente si concentra su un solo oggetto.
III, 2 - Il dhyana è la condizione in cui si fa continuamente attenzione all'oggetto della concentrazione.
III, 3 - Il samadhi è la condizione in cui si è coscienti solo dell'oggetto della meditazione e non si ha consapevolezza della mente.
III, 4 - Dharana, dhyana e samadhi insieme costituiscono il samyama.
III, 5 - Dalla piena padronanza del samyama deriva una conoscenza più elevata.

Omissis

III, 7 - Il dharana, il dhyana e il samadhi sono interiori rispetto alle cinque precedenti fasi.
III, 8 - Ma anche il dhyana e il samadhi sono esterni in rapporto al nirbija samadhi.
III, 9 - Il nirodha parinama, o sviluppo dell'arresto degli stati di coscienza, è la trasformazione con cui la mente si viene abituando al momento dell'arresto degli stati di coscienza esistente tra un pensiero in partenza e un pensiero in arrivo.

Omissis

IV, 29 - Se si resta disinteressati anche di fronte alla spiegazione più grande e si è in grado di praticare la discriminazione più alta, ne seguirà il dharma-mega-samadhi.

Omissis

"Meditazione nel web" è su: Facebook - Twiter - Google Plus