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Riflessioni in prospettiva spirituale, considerazioni, opinioni, commenti
su notizie, dati, aneddoti, curiosità. Articolo di
Guido Da Todi del 09-09-08.
Viene simbolicamente descritto il sentiero dell'evoluzione umana, come
una spirale che avvolge interamente, simile ad una ellisse che si stringe
sempre più, un alto monte.
L'ellisse termina alla vetta. E rappresenta, in ogni sua nuova curva, l'intensificazione
di una sintesi sperimentale, gnostica, reincarnativa dell'individuo.
A fatica, ognuno di noi trascende, gradino dopo gradino, vita dopo vita,
determinati aspetti a lui ignoti del suo potenziale soggettivo; ne scopre
degli altri; getta lontano da sé bisacce vuote e consunte, oppure ancora
piene di illusioni. Alleggerisce il proprio spazio vitale; acquista, con
la lentezza della goccia d'acqua che crea una stalattite, una nuova espansione
di coscienza.
Per riprendere, sempre, il cammino dall'ansa più alta dell'ellisse.
È questa l'evoluzione della monade: prima minerale, poi vegetale, ed ancora
animale: infine, umana.
Miliardi di anni è costato, all'umanità attuale - secondo la conoscenza
esoterica - il procedere, lungo il suo sbalorditivo passato, attraverso
il corridoio planetario di questa ellisse simbolica.
La stretta e tenace adesione alla "rampa formale" dei tre cosiddetti tre
piani di maya porta, come splendido risultato, la coscienza di sé; ma, fa
nascere, pure - e la tradizione ce lo dimostra ampiamente - lo sforzo individuale
e di gruppo per raggiungere la libertà finale da ogni condizionamento; ed
anche dal giogo di questo lento procedere millenario, la cui eco è ben presente
nella intraducibile consapevolezza più profonda di ogni essere umano.
La mente si sviluppa, con il suo potere sottile di percepire l'ampio respiro
dilatato di una seconda natura dell'individuo. E nascono metodi per gestirla
e fare in modo che essa gestisca quanto la circonda. Concentrazione, meditazione,
contemplazione. Ed anche sistemi yoga. Telepatia. Scuole esoteriche.
Si intende che, per le finalità che ora ci interessano, noi accenniamo solo
ai metodi da tutti conosciuti - almeno in misura generica - della mente,
nella sua natura metafisica; non come strumento di indagine scientifica.
La mente ha il potere di controllare l'intero panorama che si presenta nei
tre piani dell'esistenza. Di piegarne ogni aspetto a sé. Ma, pure, quello
di intravedere un orizzonte tralucente, ineffabile, oltre ogni parametro
che essa indaga. E, qui, si ferma. Non può ulteriormente andare avanti.
Girando in tondo, su se stessa; costruisce, allora, imperi culturali, esoterici,
filosofici. Metodiche squisitamente sue, sino a voler gestire addirittura
il magnetismo delle cose. Nascono territori metafisici che, per il novanta
per cento, risuonano del suo canto di sirena. Ma ecco, allora, che appare,
nel nostro secolo, qualche individuo, che è riuscito a spiccare il salto
dal trampolino adunco che essa rappresenta, e si è immerso in quel suo orizzonte
tralucente ed ineffabile.
Quanto esclama al mondo costui, trasfigurato da una nuova luce, conduce,
man mano, coloro che ne percepiscono il messaggio nuovo, a subire una mutazione
generale e radicale del proprio io. Da quel momento, essi - prima lentamente,
poi sempre più decisamente - cambiano rotta, nel procedere lungo il sentiero
dell'evoluzione. Non più quella rotazione costante e lentissima, attorno
al monte, che guadagnava centimetro su centimetro ad ogni nuova ansa dell'ellisse.
Essi scavano una linea diretta di avanzamento spirituale, che taglia su,
decisa, senza più alcun giro, dal punto in cui si trovano, sino alla vetta
nevosa della meta finale.
Sono poche le parole che le guide della nuova realtà hanno dette al mondo.
Pochi i concetti rinnovatori. Essi indicano semplicemente la natura una
della vita universale. Nella quale, quanto si cerca già esiste nel ricercatore:
"Smettila di chiamare Dio. Guardalo semplicemente attorno a te."
"Non cercare di costruire una perfezione in te e negli altri. Essa si esprime
dall'eternità, in ogni cosa. La medesima imperfezione è quel gomitolo da
cui si dipana ogni tipo di armonia (Il Libro dei Mutamenti)."
"Solo quando capirai e vivrai - sperimentalmente - la complicità di essere
una stessa cosa con tutto ciò che esiste; solo quando possederai, fulgida
e definitiva in te, la consapevolezza costante che tutto quanto il tuo io
contempla come esistenza non è altro che il tuo organismo; e solo quando
questa esperienza sublime si sarà strettamente identificata a quella che
avevi quando eri unicamente un corpo ed un'anima individuale, e i due stati
di coscienza non conosceranno più distinzione alcuna tra di essi, ebbene,
solo allora quell'io in cui non vedrai più alcuna distinzione di sorta con
altri io ti farà sentire, infine, la reale presenza di Dio".
"Ogni letteratura spirituale distante dal senso dell'indiscutibile consapevolezza
dell'Uno-Tutto rappresenta la vuota intelaiatura che, comunque, precede
l'unico stato di coscienza a cui è destinata ogni ragion d'essere delle
religioni e delle più alte conoscenze metafisiche".
"Non identificare Dio con l'errore e con il dolore. È scritto nei Veda che
«Purusha debba salire in groppa a Prakriti». Ossia, che lo spirito (Purusha)
e la perfezione sono destinati a cumularsi, con il ritmo del respiro manvantarico
(o del ciclo cosmico), nella coscienza divina, scaturendo come scintilla
dall'attrito eternamente rinnovato con la materia (Prakriti)."
"Tu hai quasi terminate le doglie del parto che il potenziale subisce per
divenire estrinseco, in ogni universo metafisico. Questo, è il metodo che
Dio adopera e ci fa conoscere."
"Solo che il dolore, che ancora ti rende lo sguardo interiore titubante
e la ragion pura perplessa, dura per un tempo finito; la gioia ineffabile
della fusione, invece, è indicibile realizzazione infinita e sempre più
espansa."
"Abbandona la stretta, che indolenzisce la tua mano, sulle ricchezze intellettuali,
filosofiche, yoga; dimentica la smagliante bellezza del tuo intelletto;
cessa di interessarti alla sinuosa imposizione che i chiaroscuri della tua
personalità mentale propongono agli altri ed a te stesso."
"Io sono già in coloro che tu cerchi di convincere della Mia esistenza,
con il lucore smerigliato ed evanescente delle tue sovrane capacità verbali
e della tua indubbia intelligenza."
"Ecco, vieni a Me, immergiti in Me, che sono tutto ciò che esiste; eppure
non ne vengo imprigionato. E sia solamente il mio Verbo, che risuona in
ogni cosa, ed è presente in te e fuori di te, l'unica Voce sacra a cui tu
finalmente ceda totalmente ogni tua arma ed ogni tua resistenza."
"Quando avrai terminato di immergere le tue braccia in tutta la conoscenza
del mondo, ed avrai artigliato il suo fondo più intimo, ti accorgerai che
una sola perla di rivelazione esiste in ogni religione, in ogni filosofia,
in ogni pratica e tecnica spirituale: la verità sperimentale che tutto è
uno, ed Io sono tutto ciò che esiste".
Guido Da Todi
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