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Riflessioni in prospettiva spirituale, considerazioni, opinioni,
commenti su notizie, dati, aneddoti, curiosità di provenienza eterogenea.
Articolo di nick.salus del 05-06-08.
Qualunque ipotesi formuliamo sulla rinascita si tratterà pur sempre
di una congettura. Lo stesso Buddha storico, Gautama Siddharta, probabilmente,
ne sapeva quanto noi. Questo genere di speculazioni intellettuali non
conducono a nulla. Ci allontanano da noi stessi, dagli altri, dalla
realtà. Durante lo stato meditativo si percepisce una dimensione che
amo definire come l'eterno presente. Ma ciò non implica che sia necessariamente
oggettiva. Infatti, discutendo di spiritualità, dovremmo rammentare
sempre di evitare affermazioni assolute. Non sarebbero quantificabili,
dimostrabili, riproducibili. Il loro valore consiste nei benefici che
possono apportare agli individui come alla collettività. D'altra parte,
per gli stessi motivi appena accennati, non è possibile nemmeno negare
alcunché. Bisognerebbe, pertanto, evitare di pronunciarsi. Accettare
la meraviglia e la bellezza della vita, la sua transitorietà, caducità,
sacralità, ed osservare .... lo spettacolo della natura che si rinnova
... l'essenza delle più svariate specie viventi che pur assumendo talvolta
forme strane o inusitate si riproduce sempre, comunque ...
Idee, pensieri, esperienze, diventano parte di un continuum ciclico
che si camuffa, si cela, ma che infine si palesa sempre per ciò che
è. Una manifestazione incommensurabile quanto imprevedibile che procede
dal caso verso la necessità, cui noi attribuiamo opinioni, idee, giudizi,
dimenticando che in effetti si tratta solo delle proprie proiezioni,
supposizioni, conclusioni, fantasie. Ma una stupefacente sorpresa ci
attende. Non appena ammettiamo l'inevitabilità del mistero, l'ineluttabilità
della nostra condizione effimera, tutto diventa più chiaro. Non vi sono
misteri, non sussistono nemmeno tentennamenti, non ci sarà giammai alcuno
che perirà se non quella parte di noi stessi acquisita nello spazo-tempo
in cui ha avuto modo di emergere.
Ritorneremo all'origine, a ciò che eravamo già prima di nascere? Oppure
riusciremo a conservare l'identità acquisita e spesso così duramente
meritata o subita? Dalle risposte contraddittorie che offrono le diverse
religioni si evince piuttosto facilmente che nessuno può dirsi sicuro.
Da qui fedi e credenze, dubbi e perplessità. L'evidenza che non vi sono
garanzie. L'immediata certezza che ne deriva. La mente oltre ad essere
una gran burlona è uno strumento interpretativo correlato al supporto
fisico di cui si serve per esprimersi. Sicché qualunque conclusione
riesca a trarre si tratterà sempre di un riflesso di ciò che crede,
di come è strutturata, del mezzo con cui riesce ad esprimersi. Di conseguenza
là fuori ci saremo sempre noi, la sua risposta coinciderà sempre con
la medesima fonte che ha originato la domanda.
Naturalmente non so nulla della rinascita. Infatti, se avessi conosciuto
la verità me la sarei cavata con molto, molto meno .... Sostenere una
dottrina senza in realtà saperne nulla è come minimo assurdo. Propagandarla
senza riscontri oggettivi crea solo una gran confusione.
Grazie per la cortese attenzione
05-06-08 - nick.salus
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Se vuoi conoscere il tuo passato, sapere che cosa ti ha causato,
allora osservati nel presente, che e' l'effetto del passato. Se vuoi
conoscere il tuo futuro, sapere che cosa ti portera', allora osservati
nel presente, che e' la causa del futuro.
Buddha, "Majjhima Nikaya"
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Il risultato del karma non può essere conosciuto dal pensiero e perciò
non dovrebbe essere oggetto di speculazioni. Pensando e ripensando,
si giunge alla distrazione e all'angoscia. Perciò, Ananda, non erigerti
a giudice degli altri, non fare congetture sugli altri. Intrattenendo
giudizi sugli altri una persona distrugge se stessa.
Buddha, Anguttura Nikaya
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