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Meditazione nel web » Riflessioni
» Articolo 052
Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità di provenienza eterogenea.
Spigolature spirituali - 3°
Mi sembra che qui non ci sia nessuno che conosca o si senta depositario
della verità. Se ne argomenta, si riflette. Tentiamo di abituarci
a pensare, a produrre pensiero e non a subirlo come ebeti. Poi, naturalmente,
proviamo a metterlo da parte per restare con noi stessi, possibilmente
in silenzio. Forse il massimo sarebbe quello d'imparare a dialogare
in silenzio, con la tastiera immobile, con lo sguardo sorpreso, riconoscente
...
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Il problema non sono i dogmi o il fatto di credere o non credere.
Il vero problema è l'identificazione con determinate idee che costringe
a illudersi, a dormire. Chi crede senza aver conosciuto, esperito in
prima persona, è solo ipnotizzato. Se poi si ascoltano discorsi sul
risveglio ci s'indigna. E il fatto stesso d'indignarsi indica che si
è ancora profondamente coinvolti, decisamente assopiti, intimamente
dormienti. D'altra parte molti esponenti delle religioni organizzate
di matrice dogmatica non sono così categorici perchè sanno bene quali
siano i discorsi per i seguaci, e quanto non possono permettersi di
ammettere. Se un individuo ha bisogno di un'identità significa semplicemente
che non ha ancora nemmeno intravisto la benché minima parvenza della
propria interiorità, ma sopravvive aggrappato a meri concetti mentali.
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Quesito
Sappiamo come nutrire il corpo, per mantenerci in forma, ma che
tipo di nutrimento ha bisogno la nostra essenza da apportare
ogni giorno, per la nostra crescita interiore?
Risposta
Il nutrimento quotidiano per l'essenza, indipendentemente dal concetto
di crescita che ovviamente non è lo stesso di quello fisico, è l'attenzione.
Essa, l'attenzione, va intesa come presenza di spirito, o rivolta inizialmente
ad un qualche processo, ad esempio il flusso spontaneo del respiro.
Nelle antiche scritture tantriche si dice che l'attenzione è il cibo
dell'anima.
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Ci sono tanti tipi d'indirizzi meditativi. Tuttavia coltivare determinate
idee di felicità a discapito di altre che comportano sofferenza
non è meditazione. Questo perchè non ci può essere felicità senza sofferenza
e viceversa. L'una richiama o comporta l'altra. Meditazione è andare
oltre il dualismo di felicità-sofferenza per conoscere un ambito di
consapevolezza priva di pensieri, ovvero il dominio della non-mente,
della creatività. Il suddetto ambito, non mentale, è il contesto spirituale.
Invece tutto ciò che attiene i pensieri, le idee, è mente, cultura,
arte, mondanità, ecc.
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La vera arte è un prodotto creativo. Il poeta, il pittore
che si strugge abbandona temporaneamente il mondo delle forme, delle
idee, per trarre ispirazione nel silenzio, in cui intuisce barlumi di
verità, che poi traduce nei linguaggi ad egli più consoni.
Quindi quella sofferenza da cui sembra scaturire l'opera d'arte è, in
effetti, l'atto sicuramente doloroso di trascendere la transitorietà
della contingenza. Cioè il tentativo di superare i propri attaccamenti
per gettare uno sguardo fugace sull'inconoscibile.
Tuttavia non chiamerei angoscia quella del poeta, ma intensità della
passione. Le pennellate di Van Gogh, ad esempio, sono il suo modo straordinario
di percepire i colori.
Gli artisti sono spesso disadattati perché vivono tra due mondi. Quello
ordinario e il mondo spirituale. Ma ciò non va inteso nel senso che
i due mondi sono necessariamente separati. Diciamo che l'energia degli
artisti ha dei picchi cui seguono inevitabilmente oscure valli di tragica
desolazione. Quindi la miglior soluzione mi sembra la via di mezzo,
l'equilibrio. D'altra parte la vera arte è si tensione tra gli opposti,
ma che poi genera equilibrio, armonia. Vediamo, Picasso artista? Si,
se si ammette ch'era pure un po' turbato ...
Con ciò ho solo accennato. Sviluppare sarebbe troppo impegnativo. Spero,
comunque, di essere riuscito ad offrirvi qualche ulteriore spunto su
cui riflettere.
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Ora una piccola meditazione che ho sperimentato con successo.
Ho osservato la luna, l'ho contemplata con riverenza ed affetto. Naturalmente
ho intravisto in secondo piano anche tutte le altre stelle. Si, ma a
me interessava la luna e vi sono ritornato tutte le volte che per qualche
motivo mi ero distratto. Infine ho chiuso gli occhi. Per un po' ho cercato
quella splendida luna dentro di me. Poi, dopo aver capito che si trattava
solo di un riflesso l'ho lasciata andare e ... miracolo ... per qualche
attimo mi sono ritrovato lassù, su di uno splendido astro di luce e
di pace.
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Quella che precede non è meditazione, ma un semplice allenamento
mentale. Anche se la meditazione comincia, talvolta, con l'osservare
i pensieri, ha un obbiettivo, sempre che di scopi si possa parlare,
diverso: tranquillizzare la mente per consentirci di cogliere l'essenza
della vita. O, come dicono taluni, ri-conoscere la mente originale,
ri-visitare lo stato naturale.
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L'assoluto - chiamiamolo così per evitare malintesi - non
è come un proiettore che illumina un oggetto, ma è la natura intrinseca
di tutto ciò che è visibile, invisibile, creato e ... ancora increato.
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Il concetto di purezza è un mito, quello d'impurezza, di conseguenza,
altrettanto. Ciò che conta è l'autenticità di ciascuno di noi. Il fatto
di non nascondersi dietro frasi fatte (le mie), pregiudizi o quant'altro.
Esseri umani autentici che si scambiano opinioni, frivolezze, poesie,
scorci di vita vissuta o interpretata secondo le emozioni del momento,
sapendo di poter sbagliare, ma non per questo timorosi di farlo.
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Chiamali pure "frammenti" di saggezza, ma non lo sono. Spunti di
riflessione, brevi pause ristoratrici durante cui abbracciare i pensieri
di un mondo cui vorremmo appartenere, ma che, per quanto lo si rincorra,
sfugge, si dilegua, sembra inafferrabile. Ma perchè? Eureka! E' già
qui ...
Grazie per la cortese attenzione
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Quando la mente vede ciò, si sbarazzerà dell'appiglio che sostiene:
io sono bello, io sono buono, io sono cattivo, io sto soffrendo, io
ho, io qui o io là. Sperimenterete uno stato di unità, poiché avrete
visto che tutta l'umanità è basicamente la stessa. Non c'è nessun io.
Ci sono soltanto elementi.
Ajahn Chah, "Bodhinyana"
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Anche il tuo stesso piccolo corpo è pieno di misteri e pericoli,
tuttavia non ne sei spaventato, perché lo prendi per tuo. Quel che tu
non sai è che l'intero universo è il tuo corpo e non c'è motivo di averne
paura. Si può dire che tu abbia due corpi: quello personale e quello
universale: il personale viene e va, l'universale è sempre con te. L'intero
creato è il tuo corpo universale. Sei accecato dal personale al punto
di non vedere l'universale. Questa cecità non cesserà da sola; dev'essere
discreata abilmente e deliberatamente. Quando tutte le illusioni vengono
comprese e abbandonate, si raggiunge quello stato perfetto e senza errori
in cui tutte le distinzioni fra il personale e l'universale non sussistono
più.
Nisargadatta Maharaj
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Sono sicuro che Dio perdoni la persona che usa la ragione e non vuol
credere, piuttosto che la persona che crede ciecamente invece di usare
le facoltà che le sono state date ... Dobbiamo ragionare; e quando la
ragione ci dimostrerà la verità di questi profeti e grandi uomini di
cui parlano gli antichi libri di ogni Paese, allora potremo credere
in loro. Ci crederemo quando vedremo tali profeti in mezzo a noi. Allora
ci accorgeremo che non erano uomini straordinarï, ma soltanto illustrazioni
di determinati principï.
Swami Vivekanda
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Sii un'isola per te stesso, un rifugio per te stesso, senza dipendere
da nessun altro, ma rifugiandoti nell'evidenza e in nient'altro che
nell'evidenza.
Digha Nikaya)
§
Semina un pensiero e nascerà un'azione; semina un'azione e nascerà
un'abitudine; semina un'abitudine e nascerà un carattere; semina un
carattere e nascerà un destino. Poiché la mente precede i modi d'essere,
originati dalla mente, creati dalla mente. Nella mente ha origine la
sofferenza; nella mente ha origine la cessazione della sofferenza.
Anguttara Nikaya
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Abbi fiducia in te stesso
Abbi fiducia nella tua potenzialità spirituale, nella tua capacità di
trovare la tua unica strada. Certamente impara dagli altri e adopera
quel che trovi utile, ma impara anche a fidarti della tua saggezza interiore.
Abbi coraggio. Sii sveglio e presente a te stesso. Ricordati anche che
il buddismo non concerne l'essere buddisti, cioè ottenere una nuova
etichetta identificativa. Non implica nemmeno la raccolta di conoscenze
intellettuali, di pratiche e di tecniche. Riguarda il lasciar andare
tutte le forme e i concetti per diventare liberi.
John Snelling, Elementi di buddismo
§
Cerca di essere razionale nel modo in cui ti evolvi e non pensare
mai che sia troppo tardi. Non è mai troppo tardi. Anche se dovessi morire
domani, conservati integro e concediti d'essere una persona felice oggi.
Se mantieni la tua situazione felice giorno per giorno, alla fine raggiungerai
la felicità massima del risveglio.
Lama Thubten Yeshe
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Se non si è soli né in mezzo a una folla né nelle solitudini montane,
allora si è persone capaci di godersi la libertà assoluta.
Jae Woong Kim, "Lucidando il Diamante"
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