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Meditazione nel web » Riflessioni
» Articolo 038
Riflessioni in prospettiva spirituale.
Un vero approccio scientifico alla meditazione dev'essere esente
da preconcetti ideologici. Non consiste nemmeno nel credere o nel non
credere, bensì nell'esperire le circostanze della vita al di là di certi
condizionamenti troppo invadenti. Vivere con naturalezza e rispetto,
consapevoli che oggi, ben ancor più di quanto non accadesse nelle antiche
società, potremmo essere nel contempo oppressi e oppressori, vittime
e tiranni, despoti o schiavi della medesima arrogante presunzione: la
vanità di conoscere o rappresentare il vero.
Paladini del bene, avversari del male?
Teorizzare l'esistenza del bene metafisico o spirituale equivale
a immaginare il male speculativo, astratto? Riconoscere la bellezza
come riflesso di vera armonia equivale a identificare la bruttezza con
il caos? Certo, ma non ci si può limitare a tali considerazioni. Bisogna
procedere oltre. Bellezza, bruttezza, gioia, dolore, felicità, sofferenza,
esistono davvero, ma sono solo esperienze temporanee, fasi.
Fintantoché la ruota della vita sarà vissuta verso l'esterno, lontano
dal centro, in ambito periferico, il suo moto apparirà tremendamente
vorticoso e ciascuna qualità o caratteristica esistenziale si trasformerà
inesorabilmente nel proprio esatto contrario in un succedersi rapido
e pressoché illimitato.
Tuttavia, la progressiva vicinanza al suo centro, il nostro centro,
l'interiorità, ci consentirà di percepirne e comprenderne l'essenza
unitaria. Ciò che va al di là del bene e del male. Una qualità completamente
diversa che può essere descritta solo metaforicamente. Una consapevolezza
che si espande vieppiù sino a comprendere l'insieme, la totalità.
Progresso o regresso sono ambedue, al contempo, fenomeni circolari ciclici
e centrifughi che possono diventare centripeti. O viceversa. Se ci si
identifica con essi si smarrisce l'equilibrio. Per non subirli, per
superarli è indispensabile partecipare attivamente senza rimanere emotivamente
coinvolti. Ma questo "andare oltre" non sarà mai possibile senza una
qualità di consapevolezza adeguata.
Quattro punti
Ecco quattro punti su cui riflettere.
La vera spiritualità non distingue tra bene e male metafisico. Tuttavia
da un punto di vista pratico il bene coincide con la consapevolezza,
mentre il male discende dall'inconsapevolezza.
Dove sarà mai la spiritualità, forse nell'arte del ritualismo scenografico?
Dio è tutta la vita. Dio, l'origine, è sia immanente che trascendente,
sia impersonale che personale.
La verità non è mistero, bensì chiarezza, limpida, cristallina, lapalissiana,
inequivocabile chiarezza.
Non bisogna cadere nella trappola dualista di distinguere tra amore
terreno e amore divino. Diciamo che se l'amore è possessivo, egoico,
può essere descritto come terreno. Al contrario, se l'amore è compassionevole,
cioè generoso, disinteressato, altruista, allora sarà considerato "divino".
Illusioni
La natura inutile e fuorviante delle illusioni personali, di ogni
identificazione, divisione, separazione, va intesa innanzitutto
in senso psicologico. Se qualcheduno mi tira addosso una pietra devo
saper distinguere tra la componente fisica e quella psicologica del
dolore provato, ovvero la rabbia suscitata dall'umiliazione subita.
Dovremmo sempre ponderare bene la separazione metafisica (spirituale)
tra bene e male perché è generica, astratta. E' ovvio che il dolore
fisico sia concreto, oppure che esistano persone avide ed egocentriche.
Ma le sensazioni derivanti dal contatto con tali tristi realtà sarebbero
comunque meno intense se evitassimo di essere oltremodo influenzati
o suggestionati dalle componenti emotive.
Dal web
Ciliegine colte alla rinfusa peregrinando nel web, senza criterio
apparente, ma collegate dal filo di Arianna del medesimo futile discorso:
tutto ciò che potrebbe apparir come amabile bene, o perfino sgradevole,
riprovevole male.
Le credenze sono per lo più parte del problema della sofferenza umana
che della loro soluzione.
Se si vogliono trasportare nel mondo reale le creature del mondo di
fantasia, allora si generano dei mostri.
Spesso cadiamo vittima di auto-raggiri proprio perché abbiamo creduto
a qualcosa che ci faceva piacere credere.
Intuizioni, pensiero
Il fenomeno "pensiero" è, per quanto ne sappiamo, implicito alla
forme organiche, inorganiche o ibride di genere "cervello fisico". Persino
un accadimento come l'intuizione, nonostante corrisponda ad una discontinuità,
un salto logico, viene elaborato, codificato e tradotto come "pensiero".
Intuire una dimensione soggettiva legittima, al massimo, a descrivere
le proprie visioni, ma non a rappresentarle come dogmi univoci. Si,
giacché per ciascuna affermazione si potrebbe facilmente sostenere l'esatto
contrario, non vi pare?
Conclusione
Scherzi, ingenui ed innocenti scherzi tra bene e male. Solo che questa
volta, un po' più abituati a riflettere e ponderare, nonché un tantino
meno timorosi o propensi a subire, constatiamo si che le cose buone,
cattive, esistono entrambe, ma che la luce della consapevolezza fuga
le tenebre dell'ignoranza con inattesa e insperata rapidità.
Il continuum spazio temporale, pluridimensionale, esistenziale. E' giusto
dire che vi siamo immersi? No, perché ne facciamo parte. Ciascuno di
noi racchiude in se l'esistenza intera. Monadi esistenziali, ognuna
tanto vasta quanto l'intero universo, di cui l'ego individuale è solo
un'approssimazione funzionale.
Non esiste alcuna dicotomia tra anima, vita o esistenza. Il proprio
sé o anima o atman è la vita stessa. Non v'è nulla di separato. In ultima
analisi tutto è unico, sacro. E il solo vero "male" ch'io conosca è
mancanza di compassione, assenza di luce.
Grazie per la cortese attenzione
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In quello stato non duale non c'è padre né madre, né mondi, né dèi
e neanche scritture. In quello stato non c'è ladro né assassino, né
persona di bassa o alta casta, né monaco né asceta. Il sé è al di là
del bene e del male, al di là di tutta la sofferenza del cuore umano.
Brihadaranyaka Upanishad
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Infanzia e fanciullezza, gioventù e vecchiaia vanno e vengono. La
veglia dà luogo al sogno, e il sogno dà luogo al sonno profondo. Bene
e male appaiono e svaniscono, come le increspature del Gange; ma il
flusso della coscienza scorre per sempre. E' in questo senso che l'Atman
è la coscienza testimone. Esso è l'eterno «Io sono».
Sarva Vedanta Siddhanta Sarasangraha, 614
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Per quanto riguarda coloro che cercano la realtà transcendentale,
senza nome, senza forma, che contemplano l'immanifesto oltre la portata
del pensiero e della sensibilità; che, coi sensi soggiogati e la mente
serena si sforzano d'ottenere il bene di tutti gli esseri, anch'essi,
in verità verranno a me.
Bhagavad Gita
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Senza guardare innanzi ad ogni momento del domani, tu devi solo pensare
a questo giorno e a quest'ora. Poiché il domani è difficile e incerto
e arduo da conoscere, tu devi pensare a seguire la via del Dharma mentre
sei vivo oggi. Tu devi concentrarti sullo zen, praticare lo zen senza
perdere tempo, pensando che vi sia soltanto questo giorno e quest'ora.
Dopo di ciò, tutto diviene veramente facile. Devi dimenticarti del bene
e del male della tua natura, della forza o debolezza delle tue facoltà.
Dogen, "Shobogenzo"
§
Sii amichevole e gentile con tutti e segui la via del bene. Ardente
e dedito al tuo scopo, vai sempre avanti con coraggio. Ritardare e procrastinare
non ti saranno d'aiuto, mentre l'essere zelante ti darà sicurezza e
certezza. Quando scorgi il sentiero, coltivalo, in modo da toccare e
far tuo l'imperituro.
Dai "Theragata", i canti dei discepoli diretti del Buddha
§
Tigri, leoni, elefanti, orsi, serpenti, tutti i nemici, tutti i guardiani
degli inferni, le streghe ed i demoni, son tutti legati, se solo il
pensiero è legato; son tutti domati, se solo il pensiero è domato. Tutte
le paure, tutti i dolori infiniti, provengono, infatti, come ha detto
Colui che dice il vero, solo dal pensiero.
Shantideva, Bodhicharyavatara, V, 4-6
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