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Qual e' l'approccio migliore per una persona che seriamente intenda realizzare
il proprio massimo potenziale? Per dirlo in parole semplici, e' conservare
la mente, per quanto e' possibile, in uno stato di contentezza e serenita'.
(Lama Thubten Yeshe, "Introduzione al tantra")
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Due monaci stavano bisticciando a proposito di una bandiera. Uno diceva:
"La bandiera si muove". L'altro diceva: "E' il vento che si muove". Per
caso passava di la' il sesto patriarca. Disse ai due: "Non e' il vento,
e nemmeno la bandiera: e' la mente che si muove".
(Mumon, "La porta senza porta")
Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità di provenienza eterogenea.
Una breve, ma significativa, raccolta di riflessioni che hanno come temi
conduttori sia la religione che l'economia.
La prima fase della battaglia per la vita, della rivoluzione spirituale individuale è la lotta tra consapevolezza e incoscienza.
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L'umanità, cui siamo così orgogliosi di appartenere, è il prodotto evolutivo della cooperazione tra individui che ha sconfitto i metodi, ben più primitivi, della competitività.
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Religione da una parte, politica ed economia dall'altra. Quale sarebbe il loro rapporto? In realtà non ne hanno alcuno e non dovrebbero interferire minimamente.
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Che cos'è la religione? E' una scienza soggettiva il cui ambito è ben
oltre il dominio mentale.
Il modo in cui, ahimè taluni, concepiscono la religione non ha alcun rapporto
con la spiritualità. La religiosità è, come la verità, un fenomeno intimo,
intrinseco, recondito, individuale e soggettivo. Al contrario, ho l'impressione
che numerosi leader religiosi siano proiettati, in prevalenza, verso il
mondo esterno e si servano della dottrina morale per propagandare le loro
credenze, la propria ideologia.
Se s'intende "disciplina" come capacità, disponibilità e ricettività ad
apprendere (da cui il termine discepolo), senza pregiudizi, allora "Religione"
è la disciplina della "Verità".
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Il senso di possesso indiscriminato genera identificazione ed egotismo. Se ciascuno smettesse di pensare così: ecco il mio corpo, la mia casa, i miei figli; ma dicesse e ne fosse pienamente consapevole: ecco il corpo che l'esistenza mi ha riservato, l'ho ricevuto in dono; la casa che sono riuscito a costruire con il mio lavoro e la sollecitudine dei miei amici e benefattori; ecco i figli, un'altra manifestazione della compassione universale reciproca; allora il senso di separazione o diffidenza non ci seguirebbe più come un'ombra. Saremmo più aperti e, forse, capiremmo meglio gli altri e noi stessi.
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A mio avviso bisognerebbe riuscire a seguire la via di mezzo. Lottare
quando necessario e rinunciare al momento opportuno, ovvero se le aspirazioni
sono utopiche. Tuttavia sarebbe sempre utile rammentare che l'estro personale,
l'immaginazione creativa, sono sovente capaci di raggiungere risultati insperati.
Ancora una cosa. La lotta è parte della vita, di una parabola ascendente
che ad un certo punto, giocoforza, si trasforma nel suo opposto, parabola
discendente. Al vertice stanno e permangono le persone più equilibrate,
coloro che si rendono conto dei propri eventuali errori e si correggono,
quelli privi di pregiudizi, che non propendono ciecamente per nulla.
Anche in campo spirituale lotta e rinuncia si equivalgono. Infatti l'una
segue sempre l'altra e viceversa. L'attività segue la passività, il giorno
la notte.
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Queste riflessioni non sono futuribili realizzazioni ipotetiche, ne tanto
meno promesse fittizie. Se da una parte non vi sarà proprio nessuno che
un bel mattino, dopo aver meditato, si metterà a levitare, è scontato ,
ma è sempre meglio ribadirlo per non ingenerare false aspettative, dall'altra
il conseguimento di uno stato meditativo ci renderà la percezione della
vita ben più lieve.
Scopriremo ciò che sovente, quasi per riservatezza viene taciuto, la compassione
per tutti gli esseri viventi. Si, giacché al di là della mera esibizione
dei propri simboli culturali o di qualunque artefatta e rituale manifestazione
esteriore, ciò che conta è il sentirsi in pace con se stessi e quindi, di
conseguenza, con tutti gli altri. Forse non raggiungeremo in tal guisa il
massimo della competitività. Ma la vita non è produttività, bensì amore.
Di converso potrebbe verificarsi una circostanza dapprincipio impensabile.
L'ingegnosità di ciascun individuo che abbia trasceso la sofferenza psicologica
mediante l'auto-consapevolezza, sarà tale da imprimere impulsi di sviluppo
singolari, innovativi e imprevisti.
Grazie per la cortese attenzione.
L'insegnante di meditazione che collabora con Meditare.it
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