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Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità di provenienza eterogenea.
Il primo breve ciclo delle nostre riflessioni si è concluso. Dopo questa
ultima modesta raccolta di pensieri archivieremo il tutto cercando di dedicare
il nostro esiguo tempo disponibile ad incrementare le risorse gratuite più
specialistiche del sito. Ma ora, chiedo già venia, per una volta soltanto
mi leverò qualche sassolino.
Nulla di nuovo sotto il sole. La chiave
di successo del pluralismo democratico è sempre la stessa, la diffusione
di una cultura e di una conoscenza trasparenti e, al giorno d'oggi, la libertà
dei mezzi d'informazione di massa, della televisione. E' inutile illudersi.
Senza tale libertà la democrazia ha margini ridottissimi. Libertà d'informazione
significa riconquistare una certa indipendenza dalla politica, dalle autorità
formali, dal potere pseudoreligioso e da quello meramente economico. Ma
è mai possibile? Per ottenere questo risultato bisognerebbe perseguire,
senza tentennamenti, un nuovo antico principio, la deregulation. Pensate
che l'ordine ne risulterebbe turbato? Tutt'altro! Noi stiamo parlando di
deregulation informativa e non culturale o sociale. Usi, costumi e abitudini,
e chi li contesta? A ciascuno il proprio piccolo mondo, ma con mille campane,
diecimila arcobaleni, innumerevoli sfumature della pelle, nessun fondamentalismo
religioso. Anzi, siccome sembra che per il momento sia impossibile rinunciare
ad un determinato insieme di credenze, allora sarà meglio favorire la presenza
di mille religioni. Ognuna con il suo messaggio di pace, libertà, amore,
compassione, comprensione, reciprocità, tolleranza ...
Finalmente
ho capito che in realtà Capuccetto non era rosso, ma verde. E il lupo non
era semplicemente nero, si trattava bensì di un lupo grigio affiliato ad
una setta nera, extracomunitario, clandestino, pedofilo, terrorista rosso,
estremista islamico, membro di Al Qaeda, kamikaze ... mi sa che devo aver
visto troppa libertà televisiva.
A ciascun cristiano. Amico, sappi
che la croce è un simbolo spirituale e non identitario o culturale. Rammenta
sempre che il pentimento sarà inutile se prima non rimedierai concretamente
agli errori commessi. Altrimenti diverrai falso, ipocrita e bugiardo. Se
hai rubato, pentiti pure, ma restituisci il maltolto. E se ti sei adoperato
illecitamente per ottenere un vantaggio o un privilegio a discapito di un
tuo fratello o di una tua sorella, restituisci il beneficio, rinuncia a
quel privilegio. Se hai abusato della credulità altrui, confessa la verità.
Se hai offeso o molestato qualcuno, adoperati innanzitutto per farti perdonare
dal tuo incolpevole interlocutore, o dai suoi congiunti, poi chiedi perdono
a dio ... Ho visto troppe persone che continuano imperterrite a malversare
e a cospargersi il volto con la cenere delle proprie vittime. Nessuno potrà
mai perdonarti, non la tua coscienza, non i preti e nemmeno i tuoi venerabilissimi
santi se prima non avrai rimediato da te stesso, in prima persona, a tutti
gli sbagli o spropositi, anche involontari, malauguratamente commessi. Siffatto
comportamento non è in contrasto con le esigenze economiche della tua società.
Al contrario, esso è il fattore che ti consentirà di trionfare comunque
sulle avversità, giocare vittoriosamente la tua partita a scacchi con la
vita affermandoti in modo palese, limpido e cristallino.
Gli ostacoli
alla propria autodeterminazione, affermazione sociale, autoconsapevolezza
o meditazione non derivano quasi mai da cause esterne. Tali impedimenti
dipendono, essenzialmente, da noi stessi. Certo, vivere in un ambiente produttivo
e dinamico, così vitale da limitare al minimo indispensabile i consueti
condizionamenti, capace di esaltare naturalmente le propensioni individuali
e incoraggiare il proprio desiderio di sperimentare nuove possibilità e
ritmi esistenziali, semplifica ogni sforzo. Crescere in armonia, gioire
della vita, applicarsi nello studio, realizzarsi nel lavoro, diventano trame
fluide, atti la cui efficacia condurrà lievemente verso la comprensione.
Ma di cosa? Del fatto che qualunque conseguimento fisico e contingente ci
lascerà comunque insoddisfatti finché non avremo riconosciuto l'altra metà
del desiderio, di noi stessi e adempiuto l'esigenza ancestrale che ci sospinge
ad essere inevitabilmente sempre più consapevoli della Verità.
Grazie
per la cortese attenzione.
L'insegnante di meditazione
che collabora con Meditare.it
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