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Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità di provenienza eterogenea.
Riportiamo, ora, una serie di riflessioni brevi e senza pretese. Considerazioni
occasionali che interpretano solo idee fugaci o sentimenti transitori. Chiunque
desideri partecipare può scrivere al
webmaster specificando indirizzo email, nickname e, il proprio breve,
semplice pensiero.
Quel che chiamiamo crescita interiore non è uno
sviluppo del nostro essere. E' invece la creazione di condizioni ed esperienze
tali da consentire alla nostra intimità di emergere ed affermarsi.
La spiritualità c'è già e non va acquisita, bensì ravvisata, ammessa
e rivelata. E' come un fiume sotterraneo il cui flusso segue uno specifico
naturale percorso. Il fiume, in realtà, è un modo per rappresentare un processo
della mente che intenta a esplorare il proprio mondo incontra una certa
dimensione dell'essere, quella dell'eterno silenzio, la dimensione dell'assenza,
e quindi della presenza assoluta. Tale arte dell'incontro è detta, anche,
meditazione.
Non esiste differenza alcuna tra giustizia sociale o
divina. Coloro che distinguono tra giustizia sociale e giustizia divina
in realtà ambiscono soltanto ad esercitare un potere psicologico alternativo.
Il solo credere che possano esistere autorità religiose da affiancare
a quelle civili è assurdo e pericoloso. La religiosità è un fenomeno individuale
e non concerne l'ambito morale che compete, esclusivamente, alle autorità
laiche.
I miti, le superstizioni da smascherare? Tante, troppe. Le
"lezioni" sulla meditazione pubblicate gratuitamente in questo sito potrebbero
apparire anticonvenzionali. Tra qualche decennio, con l'avvento dell'era
robotica, forse sembreranno superflue. Per il momento sono ancora necessarie.
L'opulenza economica non significa necessariamente civiltà. Quando si attribuisce
troppa importanza al successo, alla competitività e al denaro, oppure agli
interessi di classe a discapito delle esigenze dei singoli individui, del
loro bisogno di sicurezza e fiducia, il risultato è scontato. L'eccessiva
precarietà è mostruosa quanto l'esagerata tutela.
Le religioni tradizionali,
che dovrebbero diffondere pace ed amore, generano, al contrario, seppur
involontariamente, conflitti e odio. La religiosità meditativa, risultato
di un'osservazione attenta del nostro piccolo mondo e rispettosa degli insegnamenti
originali dei maestri spirituali più noti, tiene in alta considerazione
chiunque perché: attenua le differenze sociali sulla base della reciprocità;
unisce e insegna a condividere; indica una via concreta per superare l'identificazione
con ciò che è condizionato e instabile; concepisce anch'essa un Assoluto
o Nirvana, ma lo considera, nel contempo, sia immanente che trascendente.
Tutte le dichiarazioni affermative nei confronti dell'Assoluto sono
insostenibili. Nella realtà non esiste alcuna differenza tra mondo dell'Assoluto
e mondo dei mutamenti.
La non violenza non è una decisione astratta
in merito al proprio comportamento ideale e nemmeno una propensione psicologica,
ma una conquista da realizzare coraggiosamente.
Grazie per la cortese
attenzione.
L'insegnante di meditazione che collabora
con Meditare.it
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