Meditazione nel web » Riflessioni
» Articolo 024
Riflessioni su new age, meditazione e spiritualità
Articolo n° 024 - Destinazione Mar Web, 24°
Riflessioni brevi 1°
Riportiamo, ora, una serie di riflessioni brevi e senza pretese.
Considerazioni occasionali che interpretano solo idee fugaci o sentimenti
transitori. Chiunque desideri partecipare può scrivere al
webmaster specificando indirizzo email, nickname e, il proprio breve,
semplice pensiero.
Quel che chiamiamo crescita interiore non è uno sviluppo del nostro
essere. E' invece la creazione di condizioni ed esperienze tali da consentire
alla nostra intimità di emergere ed affermarsi.
La spiritualità c'è già e non va acquisita, bensì ravvisata, ammessa
e rivelata. E' come un fiume sotterraneo il cui flusso segue uno specifico
naturale percorso. Il fiume, in realtà, è un modo per rappresentare
un processo della mente che intenta a esplorare il proprio mondo incontra
una certa dimensione dell'essere, quella dell'eterno silenzio, la dimensione
dell'assenza, e quindi della presenza assoluta. Tale arte dell'incontro
è detta, anche, meditazione.
Non esiste differenza alcuna tra giustizia sociale o divina. Coloro
che distinguono tra giustizia sociale e giustizia divina in realtà ambiscono
soltanto ad esercitare un potere psicologico alternativo.
Il solo credere che possano esistere autorità religiose da affiancare
a quelle civili è assurdo e pericoloso. La religiosità è un fenomeno
individuale e non concerne l'ambito morale che compete, esclusivamente,
alle autorità laiche.
I miti, le superstizioni da smascherare? Tante, troppe. Le "lezioni"
sulla meditazione pubblicate gratuitamente in questo sito potrebbero
apparire anticonvenzionali. Tra qualche decennio, con l'avvento dell'era
robotica, forse sembreranno superflue. Per il momento sono ancora necessarie.
L'opulenza economica non significa necessariamente civiltà. Quando si
attribuisce troppa importanza al successo, alla competitività e al denaro,
oppure agli interessi di classe a discapito delle esigenze dei singoli
individui, del loro bisogno di sicurezza e fiducia, il risultato è scontato.
L'eccessiva precarietà è mostruosa quanto l'esagerata tutela.
Le religioni tradizionali, che dovrebbero diffondere pace ed amore,
generano, al contrario, seppur involontariamente, conflitti e odio.
La religiosità meditativa, risultato di un'osservazione attenta del
nostro piccolo mondo e rispettosa degli insegnamenti originali dei maestri
spirituali più noti, tiene in alta considerazione chiunque perché: attenua
le differenze sociali sulla base della reciprocità; unisce e insegna
a condividere; indica una via concreta per superare l'identificazione
con ciò che è condizionato e instabile; concepisce anch'essa un Assoluto
o Nirvana, ma lo considera, nel contempo, sia immanente che trascendente.
Tutte le dichiarazioni affermative nei confronti dell'Assoluto sono
insostenibili. Nella realtà non esiste alcuna differenza tra mondo dell'Assoluto
e mondo dei mutamenti.
La non violenza non è una decisione astratta in merito al proprio comportamento
ideale e nemmeno una propensione psicologica, ma una conquista
da realizzare coraggiosamente.
Grazie per la cortese attenzione.
L'insegnante di meditazione che collabora con
Meditare.it
|