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Riflessioni su new age, meditazione e spiritualità
Articolo n° 023 - Destinazione Mar Web, 23°
Il terrorismo
Dhammapada - IX - 127 - In nessun luogo al
mondo, né in cielo, né in fondo al mare, né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti alle conseguenze del male che hai fatto.
Forse la notte é divenuta più buia di quanto ci saremmo mai attesi.
Tra le ombre proiettate dagli antichi simulacri del potere formale,
sull'acciottolato translucido della via maestra che conduce dalla follia
alla pietà e dall'odio alla compassione, ecco, d'improvviso, degli esseri
oscuri, inconsapevoli e concupiscenti.
Individui falsi e ipocriti, dispensatori di dolore e sofferenza, autori
di stragi ed efferati delitti, feroci assassini, uccisori di bambini
inermi, innocenti e speranzosi. Ma chi sono tali loschi individui?
Siffatti lugubri esseri sono démoni. Naturalmente non nel senso d'ipotetiche
entità spirituali malefiche. Bensì in quanto persone reali che per il
proprio smisurato egoismo hanno scelto liberamente di sacrificare sull'altare
della menzogna quanto di più puro e bello esista ancora sullo splendido
pianeta, nostra attuale e abituale dimora.
Procedendo lungo l'antico percorso, inevitabilmente angustiati da sensazioni
ibride di paura, tristezza, mestizia e disgusto, ci chiediamo come mai
possa accadere che la storia sia così oltraggiata e vilipesa.
Ebbene, chi sono tali esseri malefici la cui aura emana fiamme rossastre
emergenti da innumerevoli vortici oscuri? Essi sono i produttori e i
mercanti di armi e di morte. I falsi leader. E tra i soggetti più contraddittori,
molteplici espressioni poliedriche del fanatismo religioso. Sono, inoltre,
quei politici corrotti che rappresentano solo se stessi e poche altre
persone estremamente ambiziose, avide, cupide. Le loro mire dissolute
consistono nell'annientamento fisico degli oppositori, nella disgregazione
delle loro famiglie, nell'umiliazione di popoli interi. Taluni potremmo
anche chiamarli per nome, ma sarebbe inconcludente.
Gli spregevoli esseri di cui stiamo dicendo sono perfettamente adusi
ad attribuire ai loro nemici, che definiscono con infima disinvoltura
come terroristi, le proprie nefandezze e responsabilità personali. In
realtà si tratta di pochi, pochissimi furfanti. Piccoli manipoli d'inveterati
manigoldi. Tra questi alcuni sono stati eletti democraticamente tradendo
i principi di giustizia del loro mandato e manipolando con arte l'opinione
pubblica.
E ora, un'interpretazione del fenomeno piuttosto paradossale, ma realistica,
in merito all'olocausto mediorientale. I fautori della persecuzione
militare del popolo palestinese hanno commesso un triplice misfatto.
Primo, hanno causato le reazioni inconsulte degli elementi palestinesi
più oltranzisti. Secondo, hanno suggestionato lo stesso popolo israeliano
inducendolo a credere di essere in pericolo; con la conseguenza di trascinarlo
a colonizzare, ghettizzare, segregare e asservire, militarmente e civilmente,
le classi palestinesi, nei cui confronti hanno pure commesso atroci
crimini umanitari e di guerra. Terzo, hanno ridotto l'amatissima "gens
ebraica" ad essere odiata e disprezzata per il proprio comportamento
violento.
A questo punto cerchiamo di essere pratici. La soluzione più celere
alle emergenze sociali, testè descritte, consiste nell'isolamento, attuato
mediante gli strumenti idonei della democrazia, degli elementi sovversivi,
chiaramente delittuosi e palesemente più pericolosi. Sembra impossibile?
L'amore e la giustizia universali sono solo teorie?
E' imprescindibile sollecitare tutti i popoli divenuti inconsapevoli
a reagire, in primis, sulle proprie cause interne. In modo da sostituire,
civilmente, i governanti "demoni" con interlocutori umani e attendibili.
Interlocutori il cui scopo primario ed essenziale sia quello di "condividere"
e non di espandersi, conquistare, soggiogare, dominare.
Per concludere: quale è stato il ruolo delle sette religiose organizzate
tradizionali direttamente coinvolte nel marasma mediorientale? Ancora
una volta lo stesso. In realtà hanno lavorato, nel tempo, per dividere
culturalmente le etnie, impedendo la nascita di una società omogenea,
unita e solidale. Nessuno di quei presunti religiosi ha mai dimostrato,
con l'esempio, la banale eguaglianza tra tutti i residenti. Al contrario,
per non rinunciare al tremendo potere psicologico esercitato sulle masse,
si sono trincerati dietro i loro vuoti ritualismi magici ed esoterici,
celebrati per camuffare l'assenza di esperienze spirituali autentiche.
Alcuni hanno continuato imperterriti a considerarsi come rappresentanti
di popoli eletti ... Altri hanno esercitato, piuttosto bene, l'assistenza
sociale volontaria. Nel complesso, custodendo e preservando le pseudoidentità
religiose, hanno inasprito le differenze socioculturali limitando l'integrazione
sociale tra le etnie contendenti. Se quei presunti saggi avessero edificato
templi solenni dedicati simultaneamente a tutte le religioni avrebbero
compiuto un'opera certamente meno devastatrice.
Senza equità sociale sarà impossibile sperare, in medioriente come altrove,
che l'inquietudine e lo scompiglio non degenerino ulteriormente. E questo
perché, ironia della globalizzazione, gli individui sono divenuti, complessivamente,
più consapevoli dei loro diritti e reagiranno vieppiù senza timore ai
soprusi e ai tentativi di disgregazione culturale, politica, economica
e geografica miranti al controllo e sfruttamento delle aree più ricche
a discapito di quelle meno sviluppate. In linea di massima, esistono
dei limiti di prevaricazione al di là dei quali il terrorismo assume
le connotazioni di patriottismo eroico.
Tutte le forme di violenza sono, in realtà, terrorismo. Distinguere
è un atteggiamento ipocrita che mira a confondere. Tutte le guerre sono
terrorismo. A meno che, naturalmente, non ci si debba difendere. Ma,
da chi ci si dovrebbe tutelare? Innanzitutto da se stessi. Donde provengono
effettivamente i pericoli? Dalla propria ambiguità e violenza interiore.
Solo la compassione, conseguita con la percezione della nostra natura
incondizionata, può aiutarci a superare qualunque genere di violenza
o terrorismo.
Grazie per la cortese attenzione.
L'insegnante di meditazione che collabora con
Meditare.it
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