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Riflessioni su new age, meditazione e spiritualità
Articolo n° 021 - Destinazione Mar Web, 21°
L'ultima rivoluzione 1°
Le vere rivoluzioni non sono mai esteriori. Non avvengono, cioè,
nell'universo fisico delle apparenze, bensì in quello psicologico delle
soggettività individuali.
Pensare di cambiare il mondo in meglio senza prima operare un certo
tipo di trasformazione interiore è utopico.
Ma in cosa consiste tale trasformazione?
Innanzitutto sarà indispensabile privilegiare un approccio alla realtà
essenzialmente pragmatico e scientifico e non più supinamente fideistico.
Con ciò non si escludono gli orientamenti devozionali. Purtroppo gli
atteggiamenti ipocriti hanno contaminato la bellezza delle attitudini
compassionevoli, dell'amore. D'altra parte il realismo non rinnega le
suggestioni emotive, la totalità dei sentimenti onnicomprensivi, le
identificazioni con l'afflato divino presente nella nostra coscienza.
Semmai, ridimensiona le antiche menzogne. Non riduce la fiducia. Chiede
che i rapporti interumani siano fondati su principi di giustizia sociale
e non su effimere e fantasiose speculazioni teologiche.
Il mutamento interiore non consiste in alcuna alchimia esoterica. Non
serve aderire ad una setta religiosa organizzata o associazioni analoghe.
La semplice presa d'atto della realtà in cui viviamo è più che sufficiente.
Al di la di ogni dogmatismo, del terrorismo psicologico basato sulla
contrapposizione ignorante o scaltramente finalizzata delle forze del
bene a quelle del male, prima ancora di qualunque menzogna, messaggio
subliminale, suggestione collettiva, propaganda, prima di tutto ciò
vi è la vita, con tutti i suoi risvolti, le gioie, le afflizioni ed
il loro superamento.
Il primo passo verso la liberazione interiore (dai vincoli imposti dall'educazione
conflittuale subita in fase di crescita e apprendimento, dal terrorismo
psicologico perpetrato mediante oscure dichiarazioni irrazionali) è
il superamento dell'identificazione con gli elementi che generano turbamento
(ad esempio, le sovrastrutture ideologiche). Tale superamento non può
essere effettuato con ulteriori identificazioni sostitutive, ma per
mezzo di metodi che consentono di perfezionare il proprio discernimento
in modo da permettere giudizi indipendenti e autonomi.
L'esercizio dell'attenzione è uno di questi sistemi. Esso può essere
eseguito in molti modi. Uno dei più noti è l'osservazione del proprio
corpo, nel senso iniziale di consapevolezza rilassata del flusso spontaneo
e naturale del respiro, osservazione di sensazioni, coscienza e formazioni
mentali. Siffatta pratica, se adempiuta con regolarità e perseveranza,
consentirà la conquista di una significativa libertà individuale, che
è innanzitutto spirituale. Essa attenuerà sensibilmente gli orientamenti
interiori violenti e repressivi.
Nel piccolo universo onde viviamo siamo interdipendenti gli uni dagli
altri. E nel merito di tali rapporti, coloro che non si adoperano per
la realizzazione di un mondo meno iniquo non otterranno mai, nemmeno
lontanamente, la benché minima parvenza di giustizia ideale (divina).
Senza giustizia sociale la globalizzazione economica diventa neo-colonizzazione,
una nuova forma di schiavismo.
La giustizia è un diritto, non un risultato o un obolo elargito in funzione
solidale. Non più le false promesse di mondi perenni dove i torti subiti
saranno comunque ricompensati. Nessun maestro spirituale avrebbe mai
potuto sostenere tali falsità. Le più corrotte classi dirigenti della
storia si servirono ignominiosamente di queste mediocri e mendaci fandonie
per ingannare e opprimere gli umili rendendoli psicologicamente subalterni,
servili e alla mercé degli interessi più ignobili.
Un piccolo sogno: "Camminare in silenzio lungo un'antica via. Percepire
i colori del cielo, il profumo dei fiori. Procedere lungo il sentiero
che conduce ad una meta irrinunciabile, essenziale. Aprire gli occhi
e rendersi conto non c'è alcun bisogno di credere o sperare nell'impossibile,
cercare sostituti nelle droghe chimiche o psicologiche, quando la libertà
spirituale diviene quella meta. Difficile da raggiungere definitivamente,
ma degna di essere perseguita ad oltranza. Dietro quella umile meta
... il sommesso bisbiglio del silenzio, l'armonia.
Grazie per la cortese attenzione.
L'insegnante di meditazione che collabora con
Meditare.it
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