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Riflessioni su new age, meditazione e spiritualità
Articolo n° 002 - Destinazione Mar Web, 2°
Meditazione, scienza, religione - 1°
Il progresso scientifico e la vera religione non sono mai in antitesi,
ma procedono sempre di pari passo, anche se in direzioni apparentemente
opposte. In che senso?
Il dominio della scienza è il mondo fisico che con i suoi, forse innumerevoli,
ridondanti livelli quantici di manifestazione dell'energia, ossia la
sua ricchezza di espressioni esteriori più o meno percettibili, rappresenta
la totalità della vita senza la coscienza. Esso, il mondo fisico, viene
distinto idealmente da quello psicologico individuale, cioè la sfera
della propria soggettività.
Per taluni sembrerebbe ovvio identificare il campo d'azione della religione
con quello psicologico. Ma ciò è altrettanto parziale che la mera distinzione
tra spirito e materia. Perchè in realtà il dominio della vera religione
è la soggettività autocosciente.
Ma, come si pone, in linea di massima, la meditazione rispetto alla
religione ed alla scienza?
Per quel che concerne la religione, ne rappresenta uno dei metodi per
esplorare il dominio della soggettività autocosciente e conseguirne
i benefici. Un altro modo, tanto per intenderci, potrebbe essere la
preghiera con il supporto imprescindibile della emotività devozionale.
Per quel che riguarda la scienza essa non si pone più come un fattore
alieno e irrazionale perché travalica il dualismo tra evidenza e mistero,
logica e fede, in una sintesi atemporale e immediata. La meditazione
coniuga, cioè, le esigenze a prima vista alternative tra scienza e religione.
Tuttavia lo realizza in un contesto apparentemente al di là della coerenza
dialettica convenzionale.
Noi crediamo che l'ambito della meditazione non sia esclusivamente introspettivo.
Lo stato meditativo, oltre che una singolare conquista di benessere
psicofisico, consente di eseguire con maggiore efficienza qualunque
mansione: dalla preghiera alla ricerca, ovvero alla massima competizione
sportiva.
Il mese scorso abbiamo risposto attraverso questa rubrica ad una gentile
navigatrice che per errore aveva indicato un indirizzo e-mail inesistente.
Ora vorremmo dire qualcosa ad un bravissimo visitatore che ci ha lasciato
nel guestbook del sito, dedicato ai commenti, queste argute ed estemporanee
domande:
Qual'è lo scopo finale della meditazione?
E' un mezzo per arrivare alla consapevolezza delle sensazioni e delle
emozioni o qualcosa di più?
Contemplazione e meditazione sono diversi livelli di comprensione o
cose di significato diverso?
Come superare il livello della comprensione profonda dell'impermanenza
e spingersi oltre, superare la paura e il panico di conoscere la
verità?
Robbi
Ciao "Robbi", queste domande sono così belle
e sincere che abbiamo preferito rispondere nella rubrica Q & A.
Grazie per la cortese attenzione.
L'insegnante di meditazione che collabora con
Meditare.it
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