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Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità di provenienza eterogenea.
Il progresso scientifico e la vera religione non sono mai in antitesi,
ma procedono sempre di pari passo, anche se in direzioni apparentemente
opposte. In che senso?
Il dominio della scienza è il mondo fisico
che con i suoi, forse innumerevoli, ridondanti livelli quantici di manifestazione
dell'energia, ossia la sua ricchezza di espressioni esteriori più o meno
percettibili, rappresenta la totalità della vita senza la coscienza. Esso,
il mondo fisico, viene distinto idealmente da quello psicologico individuale,
cioè la sfera della propria soggettività.
Per taluni sembrerebbe
ovvio identificare il campo d'azione della religione con quello psicologico.
Ma ciò è altrettanto parziale che la mera distinzione tra spirito e materia.
Perchè in realtà il dominio della vera religione è la soggettività autocosciente.
Ma, come si pone, in linea di massima, la meditazione rispetto alla
religione ed alla scienza?
Per quel che concerne la religione, ne
rappresenta uno dei metodi per esplorare il dominio della soggettività autocosciente
e conseguirne i benefici. Un altro modo, tanto per intenderci, potrebbe
essere la preghiera con il supporto imprescindibile della emotività devozionale.
Per quel che riguarda la scienza essa non si pone più come un fattore
alieno e irrazionale perché travalica il dualismo tra evidenza e mistero,
logica e fede, in una sintesi atemporale e immediata. La meditazione coniuga,
cioè, le esigenze a prima vista alternative tra scienza e religione. Tuttavia
lo realizza in un contesto apparentemente al di là della coerenza dialettica
convenzionale.
Noi crediamo che l'ambito della meditazione non sia
esclusivamente introspettivo. Lo stato meditativo, oltre che una singolare
conquista di benessere psicofisico, consente di eseguire con maggiore efficienza
qualunque mansione: dalla preghiera alla ricerca, ovvero alla massima competizione
sportiva.
Il mese scorso abbiamo risposto attraverso questa rubrica
ad una gentile navigatrice che per errore aveva indicato un indirizzo e-mail
inesistente. Ora vorremmo dire qualcosa ad un bravissimo visitatore che
ci ha lasciato nel guestbook del sito, dedicato ai commenti, queste argute
ed estemporanee domande:
Qual'è lo scopo finale
della meditazione?
E' un mezzo per arrivare alla consapevolezza delle
sensazioni e delle emozioni o qualcosa di più?
Contemplazione e meditazione
sono diversi livelli di comprensione o cose di significato diverso?
Come
superare il livello della comprensione profonda dell'impermanenza e spingersi
oltre, superare la paura e il panico di conoscere la verità?
Robbi
Ciao "Robbi", queste domande sono
così belle e sincere che abbiamo preferito rispondere nella rubrica Q &
A.
Grazie per la cortese attenzione.
L'insegnante di meditazione che collabora con Meditare.it
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