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Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità di provenienza eterogenea. Articolo del (09-02-07).
Religioni organizzate
Non è la prima volta che affronto il tema delle religioni organizzate.
Sembrerebbe quasi il light motiv di queste riflessioni. Ogni volta mi
chiedo, sarò stato sufficientemente chiaro? Avrò esagerato? In fin dei
conti le strutture religiose conducono importanti attività d'assistenza.
Spesso sopperiscono alla latitanza della compagine pubblica. E' vero,
ma basta solo questo per dover ascoltare all'infinito la propaganda
religiosa ufficiale, oppure non sarebbe il caso che lo Stato si facesse
carico, soprattutto tramite il volontariato, di risolvere le più ricorrenti
situazioni di disagio sociale?
Propaganda religiosa
Nel corso della storia accadde sovente di subire truci e fosche propagande.
Non mancarono nemmeno spietate ed insulse suggestioni repressive. Gli
esempi di condizionamenti o persuasioni ideologiche irrazionali furono
numerosi quanto ridondanti. Ma uno in particolare svettò - e persiste
tuttora - sugli altri. L'insolente quanto arrogante pretesa di essere
i "mediatori" tra Dio e la sua creazione. Il problema è che gli indottrinamenti
sociali che ne discendono, basati su illogicità e insensatezza, ed avallati
dall''uso ambiguo dell'abilità dialettica, possono falsare l'oggettività
e cagionare, se male interpretati, sofferenze psicologiche o fisiche
inenarrabili.
Purtroppo la prassi di distorcere a proprio vantaggio la realtà è un
espediente molto diffuso tra le varie sette e consorterie religiose
organizzate. Non vi sembra che il loro coinvolgimento con i più svariati
interessi economici sia eccessivo? Per coinvolgimento intendo l'innegabile
fervore d'incrementare la consistente sequela di finanziamenti pubblici
di cui già godono. E l'amore incondizionato per il prossimo, l'uguaglianza,
la compassione e il rispetto per tutti gli esseri viventi? Il tradimento
d'ideali e principi, in relazione agli insegnamenti originari dei vari
maestri spirituali predecessori, fondatori, o ritenuti tali fu palese,
conclamato. Un raggiro perpetrato tanto nel Cristianesimo come nell'Induismo,
ecc.
Dottrine
Ben differente è la situazione della dottrina buddhista. Infatti,
il Buddha storico Gautama Siddharta, chiese espressamente ed esplicitamente
di non tener conto della sua predicazione perchè egli non era un Dio,
ma un uomo comune. Suggerì, quindi, a ciascuno di ricercare la luce
innanzitutto dentro se stessi senza affidarsi ciecamente ai cosiddetti
testi sacri.
"Credere in una dottrina significa perdere la libertà. Diventando
dogmatici, si pensa che la propria dottrina sia l'unica giusta e si
accusano le altre di eresia. L'attaccamento alle opinioni è il massimo
ostacolo al sentiero spirituale. Benché il mio insegnamento non sia
un dogma né una dottrina, certo alcuni lo intendono così. Devo spiegare
chiaramente che insegno un metodo per sperimentare la realtà, e non
la realtà medesima, così come un dito che indica la luna non è la luna.
Una persona intelligente seguirà la direzione indicata dal dito per
vedere la luna, ma chi vede soltanto il dito e lo scambia per la luna
non vedrà mai la luna reale. Io insegno un metodo da mettere in pratica,
non qualcosa in cui credere o da adorare. Il mio insegnamento si può
paragonare a una zattera che serve ad attraversare il fiume.
Solo uno stolto rimarrà abbarbicato alla zattera una volta che sia approdato
all'altra sponda, alla sponda della liberazione".
Da: "Vita di Siddharta il Buddha" di Thich Nhat Hanh (Ubaldini,
1992)
Tra spiritualità e religione
La spiritualità, argomento prevalente di queste riflessioni, non
ha un credo, non è una fede. Si basa innanzitutto sul buon senso, sulla
ragionevolezza. I quesiti così formulati - Da dove veniamo? Perché siamo
al mondo? E quale futuro attende l’uomo e la terra? - sono prettamente
filosofico/scientifici. Le convenzioni sociali, le regole invalse, le
norme accettate, i patti, le intese morali, le consuetudini (come abitudini
e tradizioni), le esperienze evocatrici interiori (come le funzioni
cerimoniali), non sono per nulla elementi spirituali. Pratiche esoteriche
rituali, miracolistica, tutto ciò che si richiama a fenomeni soprannaturali
non è, pertanto, religione o spiritualità, ma appartiene al dominio
mentale. La spiritualità non va confusa con gli apparati scenici. Essa
si occupa di trascendenza e la via più breve ed ovvia per esperire la
trascendenza è l'osservazione di se stessi, della propria interiorità.
Tuttavia, se le intuizioni della trascendenza possono dirsi religione,
non è altrettanto vero per i loro risvolti sociali. Volerli generalizzare
ed applicare indistintamente a tutti i componenti di quella grande famiglia
che è la società nel suo insieme equivale a comprimere il raziocinio,
limitare le libertà individuali, opprimere la saggezza, reprimere l'amore,
la bontà, l'espressività.
Molti pensano che esaminare la religione alla luce delle teorie scientifiche
significhi romperne l’incantesimo e provocare una catastrofe. È la posizione
di chi non è vero credente ed è convinto del fatto che la morale, la
sicurezza pubblica o altre cose importanti non starebbero in piedi senza
lo «show» della religione, cioè le credenze, i rituali, gli ornamenti
e le gerarchie delle religioni organizzate. La maggior parte dei religiosi
sono «fedeli alla fede», più che a Dio. (Riflessioni del filosofo Daniel
Dennett su Panorama
del 7/2/200)
Di converso, nessuno dovrebbe prescrivere o imporre scelte necessariamente
laiche a chi volesse seguire in ogni caso le proprie inclinazioni religiose.
Conclusione
Riconosco che se non avessi assistito all'attuale recrudescenza della
propaganda religiosa irrazionale, avrei evitato di approfondire ancora
queste tematiche. In effetti si tratta di argomenti controproducenti
che non aggiungono quasi nulla alla ricerca del vero, o se preferite,
del giusto, del buono, del bello, di ciò che è. Semmai distolgono, rendono
disattenti. Il solo orizzonte spirituale che merita impegno è l'osservazione
delle proprie reazioni, ma in silenzio, senza valutare o giudicare.
Dapprima la sequela dei pensieri si succede ininterrottamente. Poi sopravviene
una breve pausa. Successivamente l'impercettibile frangente si espande
sino a divenire vieppiù calmo e tranquillo, luminescente. E trasformarsi
infine nella stupefacente intuizione dell'unica compassionevole reciprocità.
Il resto sono solo giochi dell'ego.
Grazie per la cortese attenzione
nick.salus
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Potete accumulare una grande quantità di prove sull’esistenza di
Dio, e scrivere articoli davvero intelligenti sul tema, ma sicuramente
la prima domanda sarà: come sapete che ciò che pensate è vero? Può il
pensare portare all’esperienza di ciò che è inconoscibile?
Riflessioni su Dio - Jiddu Krishnamurti
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Una volta che la religione diventa organizzata, spesso perde completamente
il collegamento con la sua fonte spirituale e diviene un'istituzione
secolare che sfrutta le necessità spirituali umane senza soddisfarle.
Le religioni organizzate tendono a creare sistemi gerarchici che si
concentrano sulla ricerca del potere, controllo, politica, soldi, possessi,
e altre preoccupazioni secolari .La gerarchia religiosa disapprova e
scoraggia le esperienze spirituali dirette nei suoi membri, perché esse
favoriscono l'indipendenza e non possono essere efficacemente controllate.
Quando succede questo, la vita spirituale e genuina continua solamente
nei rami mistici, ordini monastici, ed estatici delle religioni coinvolte.
Stanislav Grof
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Le spinte dell'identità religiosa sono state e sono fonti di guerre,
la fede può indurre a compiere atti violenti contro gli «infedeli».
Ma c'è anche un altro aspetto: può ispirare nei leader «che ascoltano
la parola di Dio» una sorta di pericolosissima iperconfidenza in sé,
oserei dire certezza. [...]
Riflessioni del filosofo Daniel Dennett su
Panorama del 7/2/2007
§
La credenza religiosa e la pratica spirituale non vengono più considerati
elementi di una fede trasmessa da generazioni e da accettare in modo
acritico, ma piuttosto delle scelte da fare con senso di libertà e con
responsabilità.
"Riflessioni su alcune affermazioni del Dalai Lama" di Stephen Batchelor
§
Quando una persona conosce la solitudine del silenzio e apprezza
la gioia della quiete, allora è libero dal timore e sperimenta la gioia
dell'aderenza alla realtà.
Dai «Detti del Buddha: Riflessioni per ogni giorno», di William Wray
§
Le religioni organizzate trasformano gli uomini in conigli senza
testa e non hanno un minimo di compassione verso nessuno. Basta pensare
ai miliardi di sterline che divorano per mantenere i cosiddetti uomini
di fede e le loro strutture e quanta miseria viene invece destinata
per prendersi cura dei bisognosi del mondo.
Sir Elton John in un intervista del Novembre 2006
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Noi ci aspettavamo che essi (gli occidentali, l'uomo bianco, NdR)
completassero il nostro cerchio di natura spirituale. Ma invece di riportare
il simbolo del cerchio, sono ritornati con la croce. Il cerchio mantiene
unita la gente, la croce la divide.
Citazioni tratta dal libro: Indiani D’America, Il Grande Spirito parla
al nostro cuore, Red Edizioni, 1995.
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Se ti aggrappi a un'idea ritenendola la verità assoluta, anche se
la verità in persona venisse a bussare da te, non apriresti la porta
per accoglierla.
Dighanaka Sutta, MN 74
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