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Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti, curiosità
... Articolo di
Alessandro
Cordelli del (18-10-08).
La meditazione dà i suoi frutti (e non sono pochi), ma meditare con uno
scopo non è corretto. Non sto dando un giudizio morale, non sto dicendo
cosa sia giusto o sbagliato. La meditazione, per sua stessa natura, è immune
dalle strumentalizzazioni. Ritirarsi spesso nella pratica della calma concentrata
e della consapevolezza migliora i nostri rapporti, dissolve le ansie, facilita
persino un miglioramento dello stato di salute. Ma chi, insoddisfatto della
propria situazione e incuriosito da queste notizie, cercasse nella meditazione
una strada al benessere sbaglierebbe.
Questo non vuol dire che la
curiosità e il desiderio di migliorarsi non possano essere una valida spinta
iniziale, ma col procedere nel cammino tale spinta sfuma e si dissolve lasciando
il posto ad un indistinto senso di soddisfazione, poiché ci si rende conto
che la pratica è premio a sé stessa. D’altra parte, ogni desiderio – anche
quello di superare i desideri – si troverà necessariamente ad interferire
con la meditazione, che non è un’attività ma uno stato, in cui il superamento
dei desideri e delle ansie che questi si portano dietro avviene in maniera
naturale e senza forzature. Non esiste abilità nella meditazione; se scegliamo
di abbracciare questa via, ci troveremo presto o tardi di fronte alla necessità
di un riorientamento di tutta la nostra vita, per cui la meditazione permea
ogni istante della nostra giornata, anche – e soprattutto – quando non stiamo
praticando.
E in fondo, non è forse questo il carattere comune a
ogni ricerca spirituale? Così scrive Meister Eckhart nel sermone Ogni
dono migliore e ogni perfezione vengono dall’alto: «Sappi che se cerchi
in qualche modo il tuo bene proprio, non troverai mai Dio, perché non cerchi
soltanto Lui. Se cerchi qualcosa insieme a Dio, è proprio come se tu facessi
di Dio una candela con la quale si cerca qualcosa, e quando si trova la
cosa che si cerca, si getta via la candela.»
Alessandro
Cordelli
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