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Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti, curiosità
... Articolo di Guido Da
Todi del (18-11-08).
Il fulgore dei poteri umani ha dei confini che svincolano definitivamente
l'individuo dalle argillose catene di quella dimensione temporale e spaziale
in cui egli continua ad ostinarsi a vivere. In altri articoli abbiamo già
indicato l'orizzonte spirituale dell'eterno presente, vera patria dell'uomo.
Il ritmo coesistente dell'energia che si consolida, e della materia che
si spiritualizza sono le due costanti che cadenzano l'espressione della
quotidianità celata in ognuno di noi.
Nel nostro eterno presente
ogni situazione è il risultato ultimo di quel sottile solidificarsi di pensieri,
umori, emozioni, desideri, volontà che costituiscono il respiro stesso d'ogni
persona. Ed ogni singolo essere è caratterizzato dall'ombra fedele di quell'onda
vitale che lo sovrasta, tesa a tradursi, giorno per giorno, nel suo destino
tangibile e materiale. È la percezione e la visione del mondo energetico,
sottinteso da ognuno di noi, che rende i veggenti e i sensitivi consapevoli
del nucleo di "fissione" tra esso e la sua materializzazione, nei riguardi
di coloro che lo hanno emanato e lo emanano di continuo. Ed è, appunto,
intervenendo su codesta vitalità invisibile che i Guru, o i Santi ne deviano
le coordinate di consolidamento, provocando quel che sembra un intervento
sul karma (destino) degli uomini.
Il vero e puro veggente non è
vincolato, quindi, da strumenti materiali per inserirsi nelle armoniche
universali del cosmo. Egli contempla direttamente la bipolarità dell'esistenza,
attorno a sé, che si esprime in un continuo intercalarsi dell'energia, la
quale si consolida in atomi densi e stabili, e viceversa, e forma la natura
delle cose tutte. Noi tutti siamo lo snodo costante della materia e dell'antimateria.
I nostri pensieri e le nostre pulsioni emotive costituiscono la radice d'ogni
nostra situazione materiale; e quest'ultima è destinata a divenire la radioattiva
giuntura all'immenso mare elastico di vitalità infinita da cui ogni realtà
procede. Conoscere questo basilare principio dell'esistenza offre la chiave
pratica della felicità e del potere esoterico.
Se ognuno di voi
riuscisse a scollare le due realtà che lo compongono - ossia, l'uomo, o
la donna radianti, da quelli fisici e materiali - e si rendesse conto che
è la sola entità interiore che produce quell'esteriore (con l'assieme delle
situazioni in cui essa vive) potrebbe dare inizio al suo avvenire d'adepto
della gioia e della libertà dai tre piani illusori dell'esistenza di maya
(illusione).
Quanti di voi attraversano le proprie ore quotidiane
sobbollendo in una pigra attività mentale ed emotiva, unta d'essenze melanconiche,
depresse, di supina accettazione all'inerzia e al lamento muto ed inespresso?
Quanti di voi si rendono conto che il non produrre alcun pensiero positivo
e creativo determina un inflessibile appesantimento delle proprie essenze
energetiche, che rendono sempre più spessa e torpida la propria aura personale,
proibendole il libero respiro ed immergendola sempre più in una paralisi
occulta e malata?
La concreta e vera chiave alla nostra gioia non
è rappresentata, di sicuro, da un santo Guru salvatore, che ci venga, infine,
a prendere tra le braccia e ci innalzi in quel paradiso esistenziale e soggettivo
che attendiamo pigramente. Essa invece risiede in quella prima decisione
che prenderemo e che ci darà la completa autonomia dal dolore, a lungo andare:
ossia, la trasmutazione diretta delle nostre essenze umorali e di pensiero.
In effetti, la consuetudine ad una pratica meditativa quotidiana
è a questa presa dinamica di coscienza e di reazione individuali che tende.
La meditazione insegna il giusto metodo di gestione del pensiero e delle
emozioni, che parta direttamente dall'uomo e dalla donna soggettivi e giunga
a controllare, d'abitudine, l'uomo e la donna materiali e le vicende in
cui sono immersi. Grande, quindi, è la saggezza racchiusa nell'assioma esoterico:
"L'uomo è ciò che pensa di essere".
Ma, come fare, allora, a sfuggire
da quel circuito chiuso in cui ci si trova, ove pare che la morsa dei pensieri
ottusi e pigri non riesca a superare se stessa e dove si pensa che mai si
avrà la forza di sfuggire alla vischiosa argilla invisibile che c'inchioda
quotidianamente? Intanto, iniziando con l'invincibile metodo del piccolo
seme.
Una ghianda può venire stritolata dalle mani di un uomo forte;
è una piccola forma vegetale, che il pugno di un bimbo contiene interamente.
Ma, se la piantiamo e la lasciamo crescere, si svilupperà nella maestosa
e possente quercia, regina del regno vegetale.
Guido Da Todi
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