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Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti, curiosità
di provenienza eterogenea. Articolo di Alessandro Cordelli del 27-08-08.
Da sempre la pace è considerata uno dei più alti valori per l’uomo. Se
vi è pace tra i popoli, pace nella società, pace nelle famiglie, ci si sente
al sicuro e le energie lasciate libere dalla paura e dalla diffidenza possono
essere indirizzate a fini più costruttivi. Ma, mi domando, potranno mai
gli uomini realizzare la pace tra loro se prima non conseguono la pace con
sé stessi? La pace interiore è la condizione per pacificare i rapporti interpersonali,
sociali, sovranazionali. Il legame tra questi piani può non essere immediatamente
evidente, ma basta pensarci un po’ per rendersene conto. Individui inquieti
sono portati a soddisfare il proprio ego creando gerarchie fittizie in cui
sovrastano i loro vicini, gerarchie il cui metro è fatto di beni materiali
e posizioni di forza all’interno di rapporti produttivi necessariamente
dominati dalla violenza. Tutto ciò a sua volta modella economie disperatamente
assetate di materie prime e mano d’opera a buon mercato, economie aggressive
che per mantenere il loro insano modello di sviluppo non esitano a stritolare
i soggetti più deboli al loro interno e rivolgersi all’esterno col linguaggio
della guerra.
Per questo motivo nessun vero progresso potrà mai aversi
se non attraverso una crescita spirituale delle persone, come singoli e
come società. Può sembrare un programma utopistico, sicuramente è un cammino
lungo, ma la storia ci ha drammaticamente insegnato che tutti i tentativi
di trovare delle scorciatoie verso la società ideale si risolvono in immani
tragedie.
Coloro i quali già oggi possiedono una sensibilità più
sviluppata in questa direzione che cosa potranno fare? Io credo che la via
più efficace sia semplicemente coltivare la consapevolezza e la pace interiore,
e vivere così nel mondo. Allora una tenue luce, appena percettibile, tocca
chi è vicino e forse lo contagia; una rivoluzione lenta e silenziosa che
piano piano cambierà la storia.
La pace interiore è pace in sé stessi,
è la fine delle tensioni interne alla mente. Una mente non pacificata è
teatro di continue lotte: tra i desideri e i freni inibitori, tra imperativi
acquisiti con l’educazione e paure ancestrali. Insomma, la mente non pacificata
è attraversata dall’inquietudine di trovarsi sempre nel posto sbagliato,
di dover fare qualcosa che però non si vuol fare, di doversi sempre affaticare
per affermare qualcosa (anche solo lo straccio colorato di una bandiera).
La pace interiore è però un obiettivo non semplice, raggiunto da persone
particolarmente illuminate, che riescono a vedere il mondo e loro stesse
in una luce di pura verità, entro cui tutto ha un senso e non vi è spazio
per l’inquietudine. Durante questo impegnativo cammino potremmo intanto
accontentarci di spazi sempre più ampi di tregua interiore, nei quali vigiliamo
sui nostri stati mentali illuminandoli con la luce della consapevolezza,
in modo da lasciar cadere ogni pensiero che sia fonte di dolore non appena
si affaccia. La via della pace interiore passa per il riconoscimento del
carattere non fondamentale degli stati mentali, per la comprensione profonda
(cioè oltre e prima del livello razionale) del fatto che il nostro essere
è una manifestazione non separabile del tutto. In questa ricerca ha poi
un ruolo importante la contemplazione della totalità nella quale siamo immersi.
Infatti, osservando con sguardo non giudicante noi stessi, la natura, la
città, possiamo riconoscere la profonda armonia delle relazioni che costituiscono
la realtà e come ciò che illusoriamente chiamiamo “io” sia solo una effimera
struttura che emerge da questo mare di musica senza suono.
Alessandro
Cordelli
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