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Scrive Thomas Mann in una lettera del 1955:
"Un mio nipotino dichiarò fin dall'età di nove o dieci anni che se si comincia
a riflettere sul buon Dio ti viene il crollo cerebrale. Ben detto. Perciò
è meglio non farlo e parlar solo della natura. Non che io sia un ateo convinto.
Anche questo è ridicolo. Perché in fondo sussiste pur sempre l'interrogativo
sulla causa prima della natura e della vita, di tutta questa immane istituzione
cosmica".
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... andiamo avanti accecati dalle varie religioni, puerili e folli, inventate
dai nostri padri contro il terrore dell'immenso ignoto.
Guy de Maupassant
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Religione significa vivere la propria vita, completamente fresca e nuova,
senza farsi ingannare da nessuno.
Kodo Sawaki
Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità ... Articolo di nick.salius del (23-08-09).
Da qualche tempo si parla sempre più di "ora di religione". In questa
sede non riporto la cronaca spicciola. Discetterò, invece, su alcune questioni
di fondo. Il sentimento religioso. La formazione spirituale. E infine mi
cimenterò in una breve riflessione sull'orientamento educativo. La società
diventa vieppiù eterogenea. Le omologazioni culturali e religiose di massa
appartengono solo a un impronunciabile e doloroso passato. L'assolutismo
spirituale è solo fascismo religioso. Le religioni sono come le lucciole.
Per splendere hanno bisogno del buio. ...
Un'ora dedicata allo studio della religione? In linea di massima penso
che sia un fatto positivo. Ovviamente sarebbe meglio che oltre quella cattolica
fossero contemplati anche i movimenti religiosi più noti. L'insensibilità,
l'egoismo e l'inconsapevolezza hanno raggiunto livelli tali che qualunque
argine si frapponga alla deriva formativa sarà benaccetto.
Se da una parte le religioni organizzate vengono avvertite come movimenti
intolleranti e intransigenti, nonché messaggeri di un pensiero politico
dottrinario, il sentimento religioso è sempre più importante.
Per quanto mi consta, non v'è nessuna fuga dalla fede. Non v'è nessuna defezione,
tanto meno dalle credenze spirituali, semmai dalla menzogna, dall'ipocrisia
dovunque si annidi.
I principi su cui si basa – in prevalenza – codesto genere di società sono
l'aggressività, la competitività, la brutalità e non l'amorevolezza o la
compassione. Le istituzioni politiche, giuridiche e delle classi sociali
– tranne rare eccezioni – non reagiscono affatto. Dalla mercificazione delle
coscienze, alla prassi del precariato, per finire al razzismo, il passo
è stato breve. Se l'andazzo rimarrà lo stesso si sfasceranno da sole.
La spiritualità si fonda soprattutto su sincerità e onestà e non sul finto
moralismo di chi cerca, invece, soprattutto un tornaconto economico.
Tra te e la Verità non ci sono intermediari. Certo, esistono dei saggi,
degli individui ispirati, dei pensatori che possono esporti – a buon diritto
– il loro punto di vista. Ma nessuno che abbia un briciolo di buon senso
cercherà d'importelo. Il primo passo per liberarsi dai falsi orpelli della
finta fede è informarsi, se non studiare o praticare e infine comparare
le varie religioni. L'obbiettivo è tentare di superare il sincretismo proprio
dei culti storici per avvicinarsi, quanto più possibile, alle fonti.
Comprendere le motivazioni e l'ispirazione dei
maestri antesignani prim'ancora che venissero
idealizzati, estrapolati dalla realtà. Chi erano veramente prima che la
loro immagine non fosse irrimediabilmente compromessa dalle frange più settarie
di stuoli e stuoli di esaltati che invece di farsi guidare da principi di
consapevolezza proiettarono nella fede tutte le loro insoddisfazioni. Il
silenzio raggiunto con la meditazione
ti aiuta a sfrondare rami e foglie secche dall'albero della conoscenza,
attingere e sperimentare il meglio, ciò che è sano, quindi integro e sacro.
Raffrontare le fedi? L'approccio è senz'altro positivo. Il migliore tra
tutti mi sembra un corso di religione comparata. Il solo che possa aiutare
concretamente a formarsi un'idea più precisa sull'incredibile poliedricità
degli orientamenti spirituali esistenti. In una fase storica come l'attuale,
in cui gli studi classici soccombono spesso all'incalzare tecnologico, è
fondamentale poter usufruire di metodiche che educhino alla sensibilità
della via interiore.
Bisognerà sperare, ovviamente, che questo genere di acculturazione scolastica
non esalti l'intransigenza ideologica, non divenga l'ennesimo fattore condizionante,
ma sia rivolta a suscitare una consapevolezza sempre più accurata, destinata
a far luce sull'annosa approssimazione esistente in tema di credenze religiose.
Confido che anche in Italia sarà dunque possibile avvalersi di didattiche
finalizzate ad una comprensione obbiettiva della spiritualità. Ciò non implicherà
rinnegare le tradizioni, le proprie radici culturali, semmai equivarrà senz'altro
a recuperarle.
Gli individui religiosi non possono essere cristiani o buddhisti o hindu
... Ciò equivarrebbe ad essere attaccati a un sistema di pensiero – che
crea un'ideologia – ad una forma. Se qualcuno è identificato con una religione
non può essere religioso. Sarebbe impossibile. Mentre i pensieri sono barriere,
lo spirito è illimitato. Quando coltivi un pensiero – vi aderisci e lo trasformi
in appiglio – ti contrapponi sempre a qualcuno. Ciò perché il pensiero è
sempre una sorta di pregiudizio che può schierarsi a favore, come contro.
Se il tuo vero interesse è l'amore, perché creare barriere che isolano,
contrappongono e disuniscono? ...
23-08-09 - nick.salius
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