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Se una persona medita con atteggiamento sano, con la giusta attenzione
e consapevolezza, allora - che abbia aspettative o no - raggiungerà la comprensione.
È come riempire una ciotola di semi oleosi e spremerli, o come tirare le
mammelle a una vacca per mungerla o riempire una zangola di panna e sbatterla:
è il metodo giusto.
(Majjhima Nikaya)
Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti, curiosità
di provenienza eterogenea. Articolo del (20-12-2007).
«Per portare la divina consapevolezza nella nostra coscienza umana
dobbiamo superare il limitato concetto convenzionale che abbiamo di Cristo.
Per me il Natale è un pensiero di grandiosità spirituale — una realizzazione
che le nostre menti sono un altare del Cristo, l'Intelligenza Universale
in tutta la creazione. Gesù nacque in una piccola mangiatoia, ma lo Spirito
Cristico è onnipresente.» (Paramahansa Yogananda)
Il Natale è uno squarcio d'eterno presente che consente di percepire
l'essenza stessa della rivelazione vivente. Cos'è il Natale? L'indizio di
un disegno cosmico superiore che dispensa, premia o condanna? E' un'opportunità
per riconoscere la propria illusione personale. Natale, e lo sfavillio esterno
ci sovrasta. Abbacinati da quel riverbero dimentichiamo la luce interiore.
Il Natale è la realtà ultima o primeva che si manifesta e autocrea.
La ricorrenza natalizia è stata commemorata e magnificata in tutti i modi
possibili. I più vivono questi episodi solo al livello emotivo. La scenografia,
l'ambiente, e tutte le altre componenti esteriori giocano ruoli notevoli.
Altri, ben accorti, aspirano anche ad una consapevolezza più intima. Ma
per esser sicuri che ciascuno sia davvero in contatto con la propria interiorità
occorrerebbe confrontarsi con gli altri senza il paravento della propria
presunta identità. Dedicarsi all'evento con brio abbattendo le staccionate
dei pregiudizi convenzionali.
Bisogna saper riconoscere le festività come tradizioni, utili, indispensabili
per interagire in un sistema evoluto, ma pur sempre usanze. Quindi il vero
viaggio è in tondo, all'interno, cioè tra le pareti della stanza, che però
non esiste. Qui non v'è nulla di separato, di difforme da ciò che è, v'è
solo una grande energia di comprensione.
Dies Natalis Solis Invicti, il giorno natale del sole invincibile, e la
ricerca si ferma. Che la favoletta celebri Mithra (che era stato partorito
da una vergine, aveva dodici discepoli e veniva soprannominato "il Salvatore"),
Dioniso (il dio che "rinasceva" bambino dopo essere stato fatto a pezzi),
o tanti altri, poco importa. La luce ricomincia a prevalere sulle tenebre,
la conoscenza (Sophia) sull'ignoranza, la consapevolezza sull'illusione.
Quindi l'amorevolezza svetta sull'alterigia. Ma per pochi attimi appena.
Prim'ancora che la festa si concluda, ahimè riemerge l'egoismo di sempre.
I buoni propositi annegano nell'ultimo brindisi. Allora comprendo davvero
quest'umile, fantastico tripudio. Natale è la gioia di saper donare.
nick.veius
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