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Riflessioni in prospettiva spirituale, considerazioni, opinioni, commenti
su notizie, dati, aneddoti, curiosità. Articolo di
Guido Da Todi del 06-10-08.
Sarà, forse, utile a molti di noi apprendere un metodo di visualizzazione
psichica, teso a plasmare i nostri stati d'animo in modo incredibilmente
positivo.
Si tratta della "Tecnica del Sorriso Interiore".
A tutti è nota la fisionomia soggettiva che continuiamo a costruire
nella mente, e che riguarda la stabile apparenza di come "siamo" e di "come
ci vediamo" giorno per giorno.
In effetti, è come se avessimo uno
specchio a pochi centimetri sotto la superficie della nostra psiche, sul
quale si riflette non solo la nostra fisionomia, il modo di apparire agli
altri; ma, anche, ogni nostro stato d'animo abituale, ogni tendenza, ogni
latente istinto.
Tutti, a ben pensarci, saremo in grado di riconoscere
questa immagine che ci portiamo cucita dentro.
Ad essa facciamo
riferimento per ogni nostra azione, per ogni nostro progetto espressivo.
È ben difficile intervenire sullo spessore di questo "simbolo soggettivo".
Anzi, non si afferma alcunché di errato se si riconosce la forza
che esso ha nello stabilire una via di minor resistenza ad ogni nostra nuova
ideazione, progetto, azione quotidiana.
Noi ci conformiamo semplicemente
alla visualizzazione che abbiamo di noi, o di quel che crediamo sia il nostro
modo di essere e di apparire, in ogni momento della nostra vita.
L'immagine è tangibile, possiede una sua vita e delle sue resistenze
obiettive; possiede oramai una sua "elementale" facoltà alla sopravvivenza.
Ma, sotto tale immagine - che, in fin dei conti è quella (falsa
o vera, positiva o negativa) che proponiamo anche agli altri - esiste anche
(molto spesso) un soggiacere abituale di stati d'animo. Quasi sempre i medesimi.
E, nella media, si tratta di latenti depressioni, di malinconie di base,
di angosce, di paure varie, ecc..
Poniamo fede solo alle cosiddette
"frustate di passione rigenerante" dovute a fatti improbabili che attendiamo
avvengano nel nostro destino, oppure a nicchie di speranza che vediamo annidate
nelle svolte del futuro; per il resto, continuiamo ad alimentare sempre
il medesimo Jeckill (oppure Hide) immaginifico che ci rappresenta.
Provate, per un attimo, a rimuovere questa placenta vivente ed energetica,
modulata a vostra immagine e somiglianza, che soggiace al vero aspetto del
vostro Sé; vi renderete conto, sia di quanto essa mostri un reattivo statico,
inerte, ma ben reale, sia di come tale "rappresentazione" si ribelli, con
successo, ad ogni intervento volitivo da parte vostra, verso i suoi riguardi.
Se volete, stiamo parlando del risultato dei tanti procedimenti
emozionali e mentali che l'uomo manifesta, e che alla fine lo incatenano
alla pania viscosa chiamata della "personalità triplice".
Da questa
semplice analisi germinale sono derivate tutte le scuole spiritualiste del
passato e del presente, tese a rendere malleabile la resistenza energetica
e mentale di cui parliamo, sino a distruggerne il velo che deforma ogni
armonica e retta visione delle cose.
Molti sono i sistemi utilizzati,
in proposito, e di complessa e raffinata natura.
Si tratta, in fin
dei conti, della "pedagogia del sentiero dell'aspirante e del discepolo"
che tutti ben conosciamo.
Ma, non è nostra intenzione affrontare
la sintesi delle metodiche accennate.
Vogliamo solo parlare della
"Tecnica del Sorriso Interiore", che ben merita di essere conosciuta per
i risultati sorprendenti che porta a tutti coloro (profani di verità esoteriche,
oppure no) che la conoscono e praticano.
Ogni scuola arcana ha come
postulato fondamentale l'assioma:" Al pensiero segue l'energia; all'energia
la manifestazione fisica nei tre piani di esistenza."
È da quella
matrice vibrante ed elettromagnetica interiore, anche se postulata su delle
coordinate statiche di forma virtuale, che deriva ogni stratificazione successiva
di eventi, nel nostro tempo e spazio personali.
Si provi, quindi,
ad intervenire su di essa. Si sovrapponga ad essa un nuovo modello, una
nuova struttura formale, tesa a renderne plastico il telaio, ed a mutarlo.
Si costruiscano un uomo ed una donna diversi; un uomo ed una donna
che rappresentino il nostro volto desiderato: un volto disteso in un sorriso
radiante e convinto.
Questa è la "Tecnica del Sorriso Interiore"!
Nei momenti di noia esistenziale, di attese statiche; mentre il
bus non arriva, o quando guidiamo la macchina, oppure tra i colleghi, nel
gruppo di lavoro; o davanti alla tastiera del computer si affronti la volontà
di intervenire sulla "plastilina" di essenza mentale ed emozionale che costituisce
lo schema fisso di cui stiamo parlando.
E ci si immagini del tutto
aperti in un sorriso, che provenga dall'intimità del cuore!
Non
sarà così facile come sembra, all'inizio. Una delle prime nostre scoperte
ci dirà quanto sia cosa ostica il rimuovere una stratificazione alla "seriosità",
che fa parte della nostra natura.
L'uomo, in linea di massima, non
conosce ancora cosa sia il sorriso aperto dell'anima. Egli si porta addosso,
se non un malumore, almeno una "mancanza di buon umore " e di "gioia esistenziale",
che fanno parte della sua natura.
Non ha tutti i torti; spesso,
la vita non è allegra, né facile, né buona.
Ma, sovente, egli crede,
pure, che i pensieri di vita superiore, la filosofia dell'essere, le verità
metafisiche vadano affrontate quasi con cipiglio; con una concentrazione
continua che pare possa aiutare a.. digerire l'essenza delle cose..
Val bene qui ricordare un momento dell'Autobiografia di uno Yoghi, quando
Paramahansa Yogananda raccontava delle allegre risate del suo Sacro Guru,
che, sovente, risuonavano nell'Ashram...
La Tecnica del Sorriso
Interiore, ripetuta giorno dopo giorno, costituisce un comprovato volano
al raggiungimento di stati d'animo inimmaginabili a chi non la conosca e
non la pratichi.
Ed è un esercizio di vera e propria visualizzazione
creativa, tra i più raffinati e potenti.
Con il tempo (e neanche,
poi, tanto) un reattivo alla staticità torpida e quiescente dei noti e macerati
stati d'animo abituali prenderà il loro posto.
E l'uomo e la donna
si avvicineranno alla vera natura del Sé....
....che è gioia e felicità
costante.....
Guido Da Todi
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